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Battilana (Agesci) «Chiamati a essere esploratori di nuove forme di relazione»

17 Marzo Mar 2020 1008 17 marzo 2020
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«Quello cui stiamo assistendo in questi giorni è la capacità generativa che le nostre realtà stanno mettendo in campo» a dirlo è la copresidente nazionale dell’associazione guide e scout cattolici italiani, Barbara Battilana. In tutta Italia i social e le tecnologie aiutano a mantenere i contatti. Senza dimenticare il servizio agli ultimi

«Anche in quest’epoca di Coronavirus ci è chiesto di continuare a essere esploratori. Gli scout non vanno più nei boschi, ma sono impegnati e cercano di sfruttare tutte le possibilità che ci sono offerte per continuare a educare» a dirlo è Barbara Battilana copresidente nazionale di Agesci (l’altro copresidente è Vincenzo Piccolo). «Noi abbiamo una fortuna: vivere in un momento storico in cui la tecnologia informatica ci dà una mano. Non è la stessa cosa che vedersi ma le nuove tecnologie ci permettono di tenere viva la relazione con i ragazzi e tra i capi».

Da parte sua Battilana (nella foto con Vincenzo Piccolo) sottolinea la grande creatività che sta registrando in questi giorni «si lanciano interazioni con i ragazzi tramite i social, ci sono capi che hanno creato dei video in casa che condividono e lanciano delle sfide delle challenge su piccole attività che si possono fare tra le quattro mura di casa», racconta. «Si tratta di iniziative che alimentano la speranza e ognuno nel proprio piccolo si impegna in questo e nei diversi territori si inventa come dire… di tutto e di più».
Ci sono i video, i racconti che tengono vivo il mondo fantastico su cui si lavorava nel corso delle uscite e questo aiuta soprattutto i più piccoli e poi ci sono i gruppi di WhatsApp «In Emilia Romagna, per esempio, alcuni capi hanno creato una pagina online, un vecchio lupo (un capo dei lupetti) ha registrato un racconto… E poi si utilizzano diverse piattaforme per riuscire a fare attività online, soprattutto i più grandi approfondiscono temi di interesse. Insomma i social e l’online sono diventati indispensabili». Telefonini e device sono ora al centro delle iniziative perché come ricorda Battilana il problema non sono gli strumenti tecnologici: «Baden Powell diceva che nessun strumento è cattivo, dipende da come lo utilizziamo».

E se per i bambini e gli adolescenti la vicinanza virtuale viene garantita dalla tecnologia per i grandi per i quali il servizio fa parte dell’esperienza non mancano occasioni. «Si deve sempre garantire la tutela della salute di ciascuno facendo rete con il territorio. Come Agesci, abbiamo un protocollo con la Protezione civile e in occasione degli ultimi eventi sismici siamo stati impegnati in attività di segreteria e logistica e nella creazione di spazi sociali, dove possono essere attivati. Adesso è diverso» precisa la copresidente.

In una nota inviata a tutti i responsabili regionali, di zona e ai capi gruppo si precisa: “Chiediamo particolare attenzione in tutte quelle realtà dove sappiamo che singoli Gruppi, per mettersi al passo degli ultimi, attivano iniziative di servizio che, se estemporanee e senza nessun coordinamento, potrebbero mettere a repentaglio la salute di capi e ragazzi e di tutti coloro che sono beneficiari del prezioso servizio e di chi sta loro vicino. Non possiamo certo ignorare le richieste di servizio da parte degli enti territoriali, non fa parte del nostro essere guide e scout, ma serve un passaggio in più. La richiesta che ci sentiamo di fare ai Gruppi è di confrontarsi su queste iniziative con la propria Zona e la propria Regione, in modo che si possa ponderare bene la possibilità di intervento ed assicurarsi che venga attivata ogni tutela per la salute di tutti: questa è la sfida che come Associazione siamo chiamati a vivere”.

«Abbiano chiesto che le varie unità si coordinino con il territorio di riferimento. Ma quello cui stiamo assistendo in questi giorni che stanno cambiando la nostra quotidianità è la capacità generativa di tutte le nostre realtà che sta sorgendo un po’ ovunque ed è» conclude Battilana «un qualcosa che ci dà forza, come anche le tante occasioni di pregare insieme che si sono trovate: un aiuto ad affrontare le sfide cercando di risollevarsi insieme avendo fiducia in una presenza che solleva il nostro spirito».

In apertura immagine da agesci.it

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