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#iosonoarischio, la campagna prosegue

31 Marzo Mar 2020 1702 31 marzo 2020
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Nonostante l'emergenza Coronavirus abbia impedito all'associazione italiana contro leucemie, linfomi e il mieloma di scendere in piazza con le tradizionali "Uova di Pasqua Ail", non viene meno l'impegno a sostenere la ricerca e i pazienti con diagnosi di tumore del sangue che sono particolarmente fragili in quanto il sistema immunitario è gravemente depresso e quindi più a rischio

L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha imposto all’Ail – Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e il mieloma, - di non scendere nelle piazze per l’iniziativa Uova di Pasqua Ail nel weekend dal 27 al 29 marzo. In questo momento di emergenza -, spiega una nota dell’associazione - abbiamo messo in campo iniziative straordinarie per continuare a sostenere le attività come la ricerca scientifica e i servizi ai pazienti.

Ail da sempre, e oggi più che mai, mette al primo posto il paziente con diagnosi di tumore del sangue che è particolarmente fragile in quanto il suo sistema immunitario è gravemente depresso e quindi più a rischio. Le terapie prescritte per curare le neoplasie ematologiche sono spesso immunosoppressive, ovvero hanno l’effetto di annullare, o ridurre moltissimo, le difese dell’organismo.

Dall’Ail arriva la richiesta di continuare a sostenerla nelle sua attività che in primavera sono simboleggiate dall’Uovo di Pasqua che racchiude il cuore della sua missione, contattando le Sezioni dell’Associazione sul territorio nazionale e attraverso il sito www.ail.it.

“Tutti insieme possiamo fare la differenza. L’Ail ha bisogno dell’aiuto e della fiducia dei cittadini per continuare a sostenere la ricerca e garantire l’assistenza ai pazienti ematologici, in questo momento sottoposti ancora di più al rischio per il Covid-19” è l’appello che è racchiuso nell’hashtag #iosonoarischio.

I fondi raccolti saranno impiegati per:

  • sostenere la ricerca scientifica;
  • collaborare al servizio di assistenza domiciliare per adulti e bambini. L’AIL finanzia oggi, su tutto il territorio, 42 servizi di cure domiciliari. Il servizio consente ai malati di essere seguiti da équipe multi-specialistiche nella propria abitazione, riducendo così i tempi di degenza ospedaliera e assicurando nel contempo la continuità terapeutica dopo la dimissione;
  • sostenere le case alloggio AIL, strutture situate nei pressi dei Centri Ematologici che accolgono i malati e i loro familiari costretti a spostarsi dal luogo di residenza per le cure. Attualmente sono 34 le città italiane che offrono questo servizio con 3.809 persone ospitate ogni anno tra pazienti e familiari;
  • supportare il funzionamento dei Centri di Ematologia e di Trapianto di Cellule staminali
  • e sostenere i laboratori per la diagnosi e la ricerca;
  • finanziare servizi socio-assistenziali con 2.120 famiglie supportate ogni anno;
  • promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio.

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