Tim Mossholder GO Mhu Cj O9w Unsplash
AiBi

L'accoglienza non si ferma: cercasi educatori urgentemente

31 Marzo Mar 2020 1550 31 marzo 2020
  • ...

Nelle comunità, senza volontari, c'è urgente bisogno di personale educativo aggiuntivo. Amici dei Bambini cerca con massima urgenza educatori per le proprie strutture di accoglienza per minori e per mamme con bambino

Amici dei Bambini cerca con massima urgenza educatori per le proprie strutture di accoglienza per minori e per mamme con bambino, gestite dalla Cooperativa Sociale AIBC (qui il form per candidarsi). «Nelle nostre comunità - spiega Maria Galeazzi della Cooperativa Sociale AIBC – questo momento è davvero molto difficile. Le nostre mamme fragili con i loro bambini e i nostri adolescenti non hanno contatti con il mondo esterno da diverse settimane, perché sono stati messi in sicurezza. Questo, però e purtroppo, fa sì che la situazione sia molto pesante da un punto di vista psicologico, perché parliamo pur sempre di situazioni di fragilità. Le uscite sono rigorosamente vietate, i padri non possono far visita ai figli, è pesante. Lo è anche per gli educatori: i volontari, data la situazione, non possono più essere presenti e dunque serve uno sforzo organizzativo ulteriore. Per questo lanciamo un appello a chi, pur nelle difficoltà del momento contingente, volesse impegnarsi in questa sfida complicata, mettendo da parte paure e timori. L'accoglienza non può fermarsi e non si ferma».

AiBi cerca personale con laurea in Scienze dell’educazione, automunito e disponibile a lavorare su turni sulle 24 ore nelle strutture a carattere residenziale situate nei territorio di Brescia, Cremona e Milano, fortemente colpiti dall’emergenza Coronavirus. È richiesta grande capacità di fare squadra, pazienza, self control e ottimismo: qualità normalmente richieste agli operatori sociali ma ancor più indispensabili in questo momento così delicato. Si offre un contratto a tempo determinato con CCNL cooperative sociali.

Amici dei Bambini si prepara anche ad aprire nuove strutture, oltre a quelle già esistenti, per gestire l’emergenza.

Foto Unsplash