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Malacrida: selezione, professioni e tecnologia, così cambierà il mondo del lavoro

31 Marzo Mar 2020 1503 31 marzo 2020

«Situazione molto differenziata a seconda dei comparti produttivi. Le figure più richieste? Infermieri, operai in ambito chimico e farmaceutico, magazzinieri, addetti al trasporto, alla logistica e alle pulizie, specialisti in e-commerce». L'intervento del Country Manager di The Adecco Group Italia

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Andrea Malacrida (3)
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«Situazione molto differenziata a seconda dei comparti produttivi. Le figure più richieste? Infermieri, operai in ambito chimico e farmaceutico, magazzinieri, addetti al trasporto, alla logistica e alle pulizie, specialisti in e-commerce». L'intervento del Country Manager di The Adecco Group Italia

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova il mondo intero, a partire dall’equilibrio e le certezze delle persone, delle famiglie, delle imprese. Il nostro Paese, in particolare, sta vivendo una situazione drammatica. Un momento in cui è richiesto un approccio di forte responsabilità e senso civico da parte di tutti: dai rappresentati dello Stato alle singole imprese, dalle famiglie fino ad arrivare ai ragazzi più giovani.

A livello sociale, siamo alle prese con un esperimento che non ha precedenti. Lo stare in casa sta accelerando ulteriormente l’affermazione della tecnologia come abilitatore dei rapporti con l’esterno, tanto a livello lavorativo quanto affettivo. Anche i meno rodati nell’utilizzo dei sistemi digitali stanno imparando a comunicare con parenti, amici e colleghi attraverso i vari sistemi di chat e video conferenza che abbiamo a disposizione oggi. Questo periodo di isolamento cambierà per sempre le abitudini di comunicazione degli italiani.

A livello economico ci troveremo di fronte ad una situazione ancor più difficile, tutti i mercati ne usciranno completamente mutati. Non sarà solo il nostro Paese a risentire degli effetti del Coronavirus, ma rischia di subire un forte rallentamento tutta l’economia mondiale. Il Covid-19 ad esempio sta avendo un forte impatto su un settore che noi di The Adecco Group conosciamo molto da vicino: il mercato del lavoro.

Ma la situazione è differente a seconda dei comparti produttivi che ancora possono rimanere operativi. Come è facile immaginare, sono in continuo aumento le richieste per le professioni in ambito sanitario. Particolarmente rilevante la richiesta di infermieri: chiuderemo il mese di marzo con un centinaio di posizioni, di cui la metà per la terapia intensiva. Cresce la richiesta di operai in ambito chimico e farmaceutico per la produzione di disinfettanti e mascherine (+ 40% rispetto a prima dell’emergenza). Crescono anche altri settori, come ad esempio quelli legati ai beni di prima necessità: sale la domanda per le aziende del mondo della Grande Distribuzione Organizzata, dai magazzinieri per preparare la spesa on line agli addetti al trasporto (+60%), della logistica e delle attività legate all’e-commerce (+40%). In aumento infine la richiesta per addetti alle pulizie e interventi di sanificazione (+40%).

Per questo motivo a livello aziendale stiamo lavorando attivamente per affrontare la situazione con azioni volte da un lato a minimizzare il rischio per la salute di tutti i colleghi, che personalmente considero la cosa più importante, dall’altro ad assicurare la continuità del business dei nostri partner. In un momento così complicato, vogliamo essere ancora più vicini a partner e lavoratori, nelle diverse modalità scelte per tutelare la salute pubblica e continuare a fornire i servizi essenziali, sostenendo la tenuta del Paese e dimostrando senso civico e di responsabilità sociale.

Siamo, ad esempio, anche in prima linea e al fianco di alcune delle aziende che stanno riconvertendo la produzione per dare il proprio contributo alla gestione dell’emergenza producendo dispositivi sanitari, ma non dimentichiamo neppure medici e infermieri, farmacisti, addetti alla produzione, magazzinieri, trasportatori, operatori della GDO. Tutto il personale del Gruppo e di tutte le società ad esso collegate, inclusi i team che operano nel network di oltre 300 uffici distribuiti su tutto il territorio, è nelle condizioni di lavorare in modalità “agile” ed è attrezzato per farlo, avendone sperimentato il modello nel corso degli ultimi 2 anni.

Prendiamo ad esempio una delle nostre attività core, la selezione dei candidati, che in questo momento dev’essere svolta a distanza. Grazie a protocolli consolidati, tutte le nostre interviste con i candidati sono gestite, condivise e commentate attraverso un sistema innovativo di video-interview ed assessment che ci consente di superare la necessità della presenza del candidato in uno spazio fisico. Possiamo inoltre somministrare test e assessment online da remoto.

Come anticipavo, la capacità di svolgere queste attività con successo, avvalendoci del prezioso aiuto della tecnologia, è frutto di anni di sperimentazioni e di importanti investimenti. Basti pensare che già tra il 2015 e il 2018 sono stati svolti circa 40.000 colloqui online (in media 10.000 all’anno) e solo nel 2019 ne abbiamo condotti 65.000. Ecco quindi che elementi che ieri venivano considerati un lusso oggi diventano una necessità. E questo vale per diversi livelli operativi, tra cui anche la gestione delle persone: valutare un candidato ad esempio non soltanto sulla base delle sue competenze hard ma anche delle sue soft skills o della capacità di operare in autonomia e senza un controllo diretto si rivela oggi fondamentale per qualsiasi azienda.

Importante dunque fare affidamento sulla tecnologia, grande alleato in un momento come questo, e sulla capacità di ognuno di essere di supporto per l’altro, anche lavorando da casa. D’altronde, nessuno di noi è in grado di dire con certezza quando tutto questo finirà, ma se la Cina è stata in grado di tornare in tre mesi alla quasi normalità, sono certo che anche noi ce la faremo. L’Italia sta dando un segnale di grande forza di volontà e coesione non solo a se stessa ma anche all’estero. Stiamo mostrando al mondo le nostre qualità più importanti: la resilienza, il saper fare squadra e la capacità di dare tutto l’uno per l’altro.

Non penso che sarà semplice, ma se continueremo ad ascoltare le direttive e i consigli che arrivano dagli esperti, sono convinto che potremo mettere presto la parola fine ad uno dei capitoli più complicati della nostra storia contemporanea.

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