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L’Andrea Bocelli Foundation in aiuto al Covid Hospital di Camerino

2 Aprile Apr 2020 1557 02 aprile 2020
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La Fondazione si è messa al servizio del territorio per offrire supporto concreto a coloro che in questo momento sono in prima linea. Lanciata una raccolta fondi che in pochi giorni ha raggiunto 100mila euro, cosa che ha permesso di fornire Dpi e macchinari ai reparti Covid. Ma il fundraising non si ferma. «Continueremo fino a quando sarà necessario», assicura Laura Biancalani, Dg dell'Abf

L’emergenza Coronavirus ha spinto l’Andrea Bocelli Foundation a scrivere una nuova pagina di solidarietà. Impegnata da alcuni anni nell’area del cratere del sisma del 2016, dove si è occupata della ricostruzione delle scuole di Sarnano e Muccia, la Fondazione quest’anno si era impegnata a Camerino in un nuovo progetto che, come quelli precedenti, non si preoccupa solo della costruzione materiale dei muri scolastici ma attraverso gli edifici aiutare le persone, i bambini e le loro comunità. «Ci occupiamo di empowerment che è parte della nostra mission. Nel costruire una scuola noi facciamo un appalto diretto, ma non ci fermiamo a questo: al momento della restituzione della struttura alla comunità il nostro impegno è quello di rimanere sul posto per dieci anni con i nostri programmi pedagogici, con arte e musica perché lo nostre sono scuole di comunità, aperte con laboratori accessibili a tutti», spiega Laura Biancalani, direttore generale della Andrea Bocelli Foundation.

Ed è anche per questo suo modo di entrare nelle comunità che allo scoppio dell’emergenza Abf si è messa a servizio dei territori in cui sta operando per offrire un supporto concreto a quanti sono in prima linea nel proteggere e curare tutta la comunità da un virus che rischia di essere anche un elemento di disgregazione sociale e comunitaria. Una delle prime azioni è stata quella di fermare il cantiere della scuola a Camerino «l’abbiamo chiuso subito anche prima dell’obbligo e nel momento in cui la Regione Marche ha trasformato quello di Camerino in un Covid Hospital, venendo incontro anche alle preoccupazioni degli abitanti del luogo, a quella che sentiamo essere la nostra comunità, abbiamo scelto di sostenere i sanitari e l’ospedale raccogliendo fondi utili all’acquisto di materiale sanitario, come respiratori e monitor e grazie alla generosità di tanti abbiamo iniziato a sostenere anche altri presidi del cratere del sisma e le comunità in cui siamo presenti, non siamo la protezione civile, quello che facciamo riusciamo a farlo grazie alle nostre persone presenti sul luogo», precisa Biancalani.

In pochi giorni dall’avvio della campagna si sono raggiunti i 100mila euro che hanno permesso alla fondazione di inviare alla struttura ospedaliera quattro ventilatori polmonari. Ma non solo, grazie alla campagna di fundraising sono stati donati anche alcune migliaia di Dpi, in particolare oltre 3mila mascherine FFp2 e poi cinquanta letti per la sub-intensiva di Macerata.

«Stiamo cercando di aiutare le realtà dell’area vasta 3 che comprende il cratere del terremoto e anche alcuni presidi in Toscana a Torregalli a Potedera Lotti, in Versilia, a Massa… donando Dpi come mascherine, occhiali e tute e continueremo fino a quando sarà necessario», assicura il direttore generale di Abf. Tra le realtà aiutate anche le Case famiglia Ronald degli ospedali pediatrici di Firenze e Roma e le strutture per anziani di Cingoli e Muccia.

E il non fermarsi è frutto della generosità di tanti amici della fondazione “confidiamo di fare ancora tanto insieme, tutti uniti da un ponte immaginario di solidarietà e speranza” annuncia una nota stampa di Abf che pone come prossimo obiettivo quello di raccogliere ulteriori 50mila euro (la raccolta è attiva sulla piattaforma gofundme.com ).

«Anche la cura è parte dell’empowerment e in questo momento siamo molto preoccupati per la situazione delle nostre cinque scuole ad Haiti, dove la situazione non è facile, per adesso nel Paese si contano 15 casi ufficiali, le scuole sono state chiuse, ma non si conosce la vera condizione degli slum di Port-au-prince, di come stia funzionando il sistema di sorveglianza epidemiologica e per questo manteniamo viva l’attenzione anche sul quel fronte», conclude Laura Biancalani.

Immagini della consegna del materiale sanitario a Camerini da Ufficio stampa Abf

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