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#Covid19

La pandemia vista dal Nord

6 Aprile Apr 2020 1500 06 aprile 2020
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Ella Kanninen, importante giornalista finlandese, ci racconta la situazione in Finlandia: tra preoccupazioni, divieti e distanziamento sociale

Conosciutissima in Finlandia e fuori Ella Kanninen vive a Vantaa, vicino a Helsinki. Giornalista, conduttrice televisiva suo marito è italiano- Ella ha due figli di nove e dodici anni, ama il nostro Paese e proprio all'Italia ha edicato un libro che uscirà in agosto in Finlandia: La mia Italia dalla A alla Z.
Per capire cosa sta accadendo nella vita quotidiana dei finlandesi le abbiamo posto alcune domande.

Qual è effettivamente la situazione in Finlandia? Viviamo in un mondo globalizzato e connesso, ma è difficile capire cosa accada realmente nella vita delle persone Al di là dei numeri e delle statistiche, che cosa è aperto/chiuso (quali sono i limiti imposti alla vita quotidiana e le regole che i finlandesi stanno seguendo?
Le scuole sono chiuse da due settimane, dal 18 marzo.. Facciamo ”etäkoulu” [scuola a distanza, ndr]: i bambini e giovani studiano tramite google meet e vari altri sistemi digitali. Come in Italia, d’altronde. Ogni scuola e ogni insegnante può decidere in maniera indipendente il metodo, le ore e i compiti.

Infatti in alcune scuole le maestre danno un sacco da fare, ma in altre gli studenti devono arrangiarsi con un grande aiuto dei genitori. Alcuni non hanno computer e le scuole si stanno impegnando per offrire gli strumenti necessari per tutti. I miei due figli hanno preso i computer dalla scuola (sono dei cromebook) Le scuole rimarranno chiuse fino al 13 maggio prossimo. Ma c’è già chi pensa che non riapriranno più e l’anno scolastico, in Finlandia, finisce comunque il 31 maggio. Va però detto che, dopo una prima decisione il governo ha modificato le indicazioni sulla chiusura delle classi: quelle di primo, secondo e terzo possono rimanere aperte per i bambini che vogliono andare a scuola o se i genitori lavorano in settori critici: è i caso degli infermieri, dei pompieri o della polizia.

La metropolitana di Helsinki

Tutte le attività sportive sono state cancellate, gli allenamenti di basket di mio figlio si fanno tramite video, a casa. Esercizi di addominali, di forza, di equilibrio ovviamente senza palla… ma almeno fa qualcosa!

Ikea è aperto e anche centri commerciali, ma non tutti negozi ai centri commerciali. I supermercati sono aperti. Nel frattempo è esploso lo shopping su internet, così come sono aumentate le consegne a domicilio. Ristoranti chiusi fino fino al 31 maggio… ma funziona il take away. I caffè nei centri commerciali sono chiusi. Possiamo uscire per fare delle passeggiate all’aria aperta, fare jogging, corsa e andare in bicicletta, in gruppi di meno dieci persone. Dobbiamo mantenere le distanze. Non tutti le rispettano. Non c'è l'obbligo di maschera e guanti. Tutti quelli che possono lavorano da casa.

È chiusa con i blocchi di strada il confine regionale del Sud - Uusimaa. Cioè dove si trovano anche Helsinki e Vantaa ed Espoo, le città più grandi del sud della Finlandia. È consentito solo il traffico di quelli che vanno a lavorare in altre regioni o chi hanno i parenti di cui si occupano nell’ altra regione ( ad esempio i genitori anziani). La polizia e i militari controllano le autocertificazioni.

Quando è iniziata in Finlandia l'emergenza?
Quando l'11 marzo scorso, l' Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che il Coronavirus era una pandemia anche in Finlandia è cambiata la percezione del problema: siamo passati dal pensare che da noi non sarebbe mai arrivato a prendere coscienza del fatto che ci avrebbe toccati direttamente.

In Finlandia la crisi è iniziata concretamente il 12 marzo, quando gli USA hanno vietato tutti i voli dall'Europa e il Governo ha annunciato il suo primo pacchetto di restrizioni e divieti. Quindi tre settimane fa. I confini del paese sono stati chiusi dal traffico di persone, le merci possono viaggiare. Oggi 1 milione di finlandesi lavorano da distanza (500mila vorrebbero anche continuare a farlo anche dopo la crisi, molto interessante). Considerate che la Finlandia ha 5,6 milioni di abitanti.

Sono stati previsti aiuti straordinari per il sostegno a imprese e famiglie?

Le consequeze economiche sono drammatiche ovunque, in Europa e nel mondo, ma la Finlandia è un Paese che conta molto sull export. Le ripercussioni economiche possono essere davvero importanti e già si parla di una recessione drammatica che avrà conseguenze a lungo termine. Il nostro ministro dell’ economia ha detto che la Finlandia deve contrarre un debito di 20 miliardi di euro per poter uscire dalla crisi economica dopo il Coronavirus

Per ora gli incentivi economici per le imprese sono 1,1 miliardi di euro. I comuni distribuiscono soldi per le piccole imprese che hanno un massimo di 5 lavoratori e Business Finland. un ente finanziario pubblico per innovazioni, sviluppo e ricerca aiuta le imprese più’ grandi.

Le famiglie non ricevono direttamente alcun aiuto, ma possono congelare i debiti senza penalità (anche se non in tutte le banche!).

Ella Kanninen

Negli ospedali com'è la situazione? Anche voi avete un servizio sanitario pubblico?
Sì, abbiamo un servizio sanitario pubblico. Oggi, domenica 5 aprile 2020, contiamo 28 morti. Per questioni di privacy non sappiamo né età, né sesso né in quale parte della Finlandia sono. Ci sono poi 76 persone in terapia intensiva e 209 in ospedale.

L'aspetto emotivo: come stanno reagendo le persone a livello emotivo ai divieti di contatto e legame sociale? Gli italiani hanno una vita sociale molto espansiva, legata al contatto e questo crea loro dei problemi nella gestione della vita di tutti i giorni…
I finlandesi sono un popolo nordico che ormai da anni pratica il distanziamento sociale… è il nostro punto di forza. Ma la situazione è dura anche per noi, nonostante possiamo ancora muoverci liberamente.

Alcuni parlano di un aumento della violenza domestica. La polizia ha confermato che le chiamate sono in crescita. I furti sono ovviamente diminuiti, la gente sta a casa. C’è tensione, preoccupazione, disperazione per la situazione perché nessuno sa quanto durerà. C’è paura che cresca la disoccupazione.

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