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Coronavirus, i centri antiviolenza liguri non si fermano

8 Aprile Apr 2020 1717 08 aprile 2020
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Regione Liguria e Costa Crociere Foundation insieme per la digitalizzazione dei centri e una campagna di comunicazione rivolta alle donne vittime di violenza per dire loro #nonseisola. La fondazione già negli anni scorsi aveva finanziato sempre in Liguria la realizzazione di due case rifugio, corsi di formazione e inserimento professionale e borse lavoro per donne vittime di abusi

In Liguria, i centri antiviolenza per non lasciare sole le donne proprio in questo momento in cui rimanere in casa vuol dire vivere nella paura a stretto contatto con chi le maltratta, si sono riorganizzati per garantire anche a distanza tutti i servizi di ascolto, sostegno, informazioni, consulenza legale e supporto psicologico a favore delle donne grazie a un progetto di digitalizzazione dei centri, finanziato da Costa Crociere Foundation e sostenuto dall’impegno della Regione Liguria

Dopo una prima ricognizione dei bisogni dei singoli centri da parte della Regione, Costa Crociere Foundation ha deciso di operare su tre filoni: miglioramento tecnologico, rafforzamento delle competenze digitali di operatrici e operatori dei centri antiviolenza, supporto alla comunicazione digitale.
Ogni centro riceverà un finanziamento per l’acquisto di strumenti informatici (hardware e software) necessari per garantire il servizio a distanza e il supporto di un team di esperti per rendere più efficaci la comunicazione e l’utilizzo degli strumenti digitali messi a disposizione.

«Sono molto grata a Costa Crociere Foundation per aver promosso questa iniziativa» dichiara Ilaria Cavo, assessore alle Pari Opportunità di Regione Liguria. «Per noi è importante che i centri antiviolenza possano continuare a garantire il proprio supporto a tutte le donne che si trovano in difficoltà, proprio in questo momento in cui rischiano di trovarsi tra quattro mura con l’autore dei maltrattamenti e di avere quindi necessità di contatto con gli operatori attraverso gli strumenti digitali. La digitalizzazione dei centri antiviolenza deve essere vista non solo come una misura di emergenza, ma anche come un investimento per il futuro perché tutti gli strumenti acquistati rimarranno di proprietà delle singole strutture».

L’intervento sarà rafforzato da una campagna di comunicazione, finanziata da Costa Crociere Foundation, con l’attivazione di uno spot TV e social network con l’hashtag #NonSeiSola.
È infatti fondamentale che le donne non solo sappiamo che i centri antiviolenza sono sempre attivi ma abbiano anche la possibilità di contattarli in maniera rapida e sicura, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà.

Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere oltre a dirsi lieto perché Costa Crociere Foundation può «portare un aiuto concreto alle donne vittima di violenza domestica e familiare in un momento di particolare emergenza», ha ricordato che: «Questo progetto rientra nella missione della nostra Fondazione di intervenire su problemi sociali e di essere vicini al territorio in cui operiamo, e in primis alla Liguria che è la nostra casa».

«Comunicare con le donne vittime di violenza resta una nostra priorità» conclude l’assessore Cavo «con questa campagna abbiamo voluto ricordare il numero unico di emergenza 1522 e mettere a disposizione il sito di Regione Liguria per trovare l’elenco completo dei centri e i loro recapiti. È importante che le donne sappiano che anche in questo momento non sono sole e che la loro emergenza resta un’emergenza».

Da anni Costa Crociere Foundation è impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne, avendo già finanziato in Liguria la realizzazione di due case rifugio, corsi di formazione e inserimento professionale e borse lavoro per donne vittime di abusi.

Analogamente Regione Liguria ha supportato i centri preesistenti e ne ha finanziati di nuovi, oltre a operare attraverso campagne di prevenzione nelle scuole e di sensibilizzazione della cittadinanza con l’hashtag #nessunascusa.

Solo nel 2019, si sono rivolte ai Centri Antiviolenza liguri 1.255 donne con un significativo incremento delle prese in carico rispetto agli anni precedenti: l’emersione del fenomeno e l’elevato numero delle donne che instaurano un rapporto stabile con i centri sono segni tangibili dell’efficienza delle strutture e dell’importanza di tutta la comunicazione fatta.

In apertura foto da Pixabay

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