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In Lazio riprendono i servizi per i più fragili: accordo sull'articolo 48 del Cura Italia

8 Aprile Apr 2020 1007 08 aprile 2020
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Regione Lazio, ANCI Lazio, Forum Terzo Settore Lazio, Legacoop Lazio, Confcooperative Federsolidarietà Lazio, AGCI Lazio, CNC, CGIL, CISL e UIL hanno firmato un accordo per dare attuazione all'art. 48 del decreto Cura Italia, per far ripartire i servizi socio-assistenziali e socio-educativi, sostenendo anche i lavoratori di tali settori

Regione Lazio, ANCI Lazio, Forum Terzo Settore Lazio, Legacoop Lazio, Confcooperative Federsolidarietà Lazio, AGCI Lazio, CNC, CGIL, CISL e UIL hanno firmato un accordo per dare attuazione all'art. 48 del decreto Cura Italia, per far ripartire i servizi socio-assistenziali e socio-educativi, sostenendo anche i lavoratori di tali settori.

Il Protocollo, approvato il 7 aprile con delibera della Giunta regionale, definisce una disciplina comune ed eterogenea su tutto il territorio regionale con l’obiettivo di riavviare i servizi sociali ed educativi ad oggi sospesi. «Ora i Comuni e gli enti gestori, grazie alla co-progettazione, potranno riorganizzarli nella cornice di un quadro chiaro. Questo ci consentirà di centrare un duplice obiettivo: stare accanto alle famiglie del Lazio con prestazioni socio-educative, assistenziali e sanitarie, ma anche assicurare l’occupazione nel terzo settore», ha detto Alessandra Troncarelli, assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali della Regione Lazio.

«Le nostre cooperative hanno lavorato incessantemente in queste settimane per non lasciare soli i cittadini più fragili nel momento di maggiore difficoltà, in attesa che le istituzioni deliberassero le nuove procedure», ha spiegato Filomena Iezzi, Presidente di Federsolidarietà Lazio. «Esprimiamo grande soddisfazione per la scelta delle istituzioni di agire tempestivamente e con una lungimirante visione politica nel definire linee di omogeneità su tutto il territorio regionale a tutela di tutte le parti: amministrazioni comunali, cittadini fragili, enti gestori e lavoro».

«Continuiamo a lavorare costantemente insieme alla Regione Lazio per fornire ai Comuni il supporto e il sostegno di cui hanno bisogno sui temi maggiormente importanti e di attualità – ha detto Riccardo Varone, Presidente ANCI Lazio -. Il lavoro che portiamo avanti insieme al Vicepresidente Leodori e agli assessorati regionali in questo periodo, è proficuo e importantissimo, una collaborazione che, anche alla fine di questa crisi, avrà la sua naturale prosecuzione e di questo non possono che beneficiarne tutte le amministrazioni e i cittadini del Lazio. Questo accordo pone le condizioni per dare risposte urgenti ai bisogni delle famiglie degli anziani, dei disabili e delle persone in difficoltà e salvaguarda la continuità retributiva dei lavoratori operanti nei servizi e gli operatori del terzo settore che instancabilmente lavorano in questa situazione così critica e che ringrazio per la loro professionalità».

«Grazie a questo accordo riusciremo a portare avanti il nostro intento di non lasciare solo nessuno, combattendo le disuguaglianze che questa emergenza sta accentuando. Dalle famiglie più fragili e in difficoltà, che in queste prime settimane di emergenza hanno subito un duro contraccolpo, ai tanti lavoratori del privato sociale, a cui finalmente viene riconosciuta pari dignità rispetto ai lavoratori pubblici», ha commentato Francesca Danese, Presidente del Forum Terzo Settore. «Sull'articolo 48, dobbiamo ringraziare le Istituzioni perché hanno messo in campo un vero e proprio lavoro di "filiera".

Con la riprogrammazione e co-progettazione dei servizi tra Pubblica Amministrazione e gestori privati, infatti, non verrà garantita solo la prosecuzione di servizi essenziali per le fasce più deboli e a rischio della popolazione, ma grazie al principio del "vuoto per pieno", i gestori dei servizi pubblici potranno fatturare gli importi integrali dei contratti e delle convenzioni in essere. Questo significa, ove possibile, niente ricorso agli ammortizzatori sociali, che potranno essere impiegati dallo Stato in altri comparti produttivi e per interventi di altro genere, e stipendi garantiti per migliaia di lavoratori, oltre ad una importante e significativa limitazione dei danni economici per tutte le Cooperative del settore sociale.

«Da qui continua il nostro impegno a sostegno dei più fragili e delle loro comunità – ha concluso Marco Marcocci, Presidente di Confcooperative Lazio - ma lo faremo con la soddisfazione di aver visto riconosciuto il nostro ruolo ed i diritti ad esso connessi».

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