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Sos Villaggi dei Bambini

Emergenza coronavirus, se l’aggressore è tra le mura domestiche

20 Aprile Apr 2020 1630 20 aprile 2020
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Una donna su tre, secondo l’Oms, nel corso della vita è stata vittima di abusi fisici e/o psicologici all’interno delle mura domestiche ma la quarantena forzata non fa che aumentare i rischi per donne e bambini che convivono con uomini violenti. Con il Programma Mamma e Bambino, Sos Villaggi dei Bambini offre loro un rifugio sicuro. Il racconto di Fernanda accolta in un Villaggio Sos con i figli

Quando le porte di casa restano chiuse, le conseguenze più gravi le paga chi è costretto a convivere con il proprio aguzzino, donne e bambini ostaggi di uomini violenti. Anche se è ancora presto per avere dati strutturati, quel che si teme è che le misure di imposte dalla pandemia di Covid-19 siano all’origine di un deciso aumento delle violenze tra le mura domestiche.
Chi ci è passato prima di noi, la Cina, ora ha dei numeri per dimostrarlo. Nello Hubei i dati parlano di un raddoppio degli abusi tra le mura di casa dall’inizio della quarantena. Secondo fonti locali, nel solo mese di febbraio la stazione di polizia nella contea di Jianli ha ricevuto 162 segnalazioni di violenze domestiche, il triplo dei 47 casi denunciati nello stesso mese del 2019.

Il fenomeno è talmente preoccupante che anche Papa Francesco, nei giorni scorsi, ha sentito la necessità di riportare l’attenzione su di esso, mentre 21 leader mondiali, riuniti nella Global Partnership “End Violence Against Children”, hanno chiesto pubblicamente uno sforzo collettivo e urgente a contrasto della violenza domestica nell’emergenza della pandemia da Covid-19.
La quarantena infatti non può che peggiorare la condizione di donne e bambini costretti a convivere con un uomo aggressivo, non solo per la convivenza continua e forzata, ma anche perché l’ansia del momento, la paura del futuro, la crisi economica che l’epidemia sta inasprendo sono ulteriori detonatori della violenza tra le mura di casa.

Ad aggravare la situazione, la maggior parte dei centri anti-violenza in Italia ha dovuto limitare i servizi: solo colloqui telefonici, nessun incontro di persona, nessun nuovo ingresso, anche se l’ultimo Decreto dice testualmente che “Le donne vittime di violenza e stalking non devono sentirsi sole e possono chiamare per aiuto e assistenza il numero gratuito 1522, attivo 24 h su 24. Inoltre gli episodi di violenza determinano una situazione di “necessità” che autorizza lo spostamento delle donne per raggiungere il centro antiviolenza, come previsto dal decreto dell’11 marzo”.

Sos Villaggi dei Bambini è da anni in prima linea e anche davanti a questa emergenza sanitaria è attiva per offrire sostegno alle donne vittime di maltrattamenti, abusi e violenze, e ai loro figli. Sono le donne sostenute dal Programma Mamma e Bambino, che nel 2019 ha accolto 60 nuclei per un totale di 145 mamme e bambini. Il Programma mira a mettere in sicurezza madri e figli, evitando loro una separazione drammatica e traumatica specie in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Il progetto si concretizza all’interno dei Villaggi Sos in Italia e nel Programma di affido familiare interculturale di Torino e prevede numerose attività per il rafforzamento delle capacità genitoriali, dal supporto psicoterapeutico alla mediazione familiare, dal sostegno al ruolo genitoriale ai percorsi di formazione, lavoro e autonomia abitativa, mentre per i più piccoli si concentra su attività di protezione e cura, nonché di supporto psicologico perché il bambino torni a riacquisire la dimensione di spensieratezza a cui ha diritto.

«Quando sono arrivata al Villaggio Sos non avevo idea di cosa fosse», racconta Fernanda, mamma di due bambini. «La prima sensazione è stata di essere in una prigione. I primi giorni sono stati difficili. Mi stava tutto un po’ stretto, ero impaziente di tornare alla mia vita. La sera piangevo per il dispiacere, per la sensazione di fallimento. Però mi dicevo di portare pazienza. Piano piano mi sono affidata. Sono rimasta al Villaggio Sos finché il mio compagno è stato allontanato. Una volta partito, siamo potuti tornare a casa, riprendere la nostra quotidianità, fare la pasta, le lavatrici, vedere un film insieme. Sono tornata al lavoro. Ho cambiato numero di telefono, abbiamo cambiato la serratura. Abbiamo iniziato una nuova vita. Oggi mi sento una donna nuova. I miei bambini stanno bene. Possiamo di nuovo parlare del loro papà che è morto, mentre prima era vietato»
Fernanda è una delle donne che sono state accolte nel Villaggio Sos di Vicenza, dove proprio in questi giorni si stanno mettendo a punto tre nuove accoglienze, a seguito di una specifica richiesta da parte della Regione Veneto che, accanto alla gestione dell’emergenza da Covid-19 non può lasciare inascoltati i bisogni di donne e bambini vittime di violenza.

«Il Programma Mamma e Bambino è frutto di una visione d'insieme del benessere dei bambini», spiega Roberta Capella, Direttore dell’organizzazione: «Il Programma Mamma e Bambino è stato pensato per scongiurare il dramma della separazione tra madri e figli, un rischio concreto nel momento in cui la donna decide di denunciare il suo compagno violento. Grazie a un team selezionato, il nostro percorso di sostegno interviene parallelamente su due fronti: supporta i bambini in ogni fase della crescita e consente a madri e figli di svolgere al meglio il proprio ruolo. L’obiettivo, quando le condizioni lo consentono, resta quello di reinserirle nella società supportandole nella ricerca di un lavoro e di una autonomia abitativa. I bambini, e le donne che subiscono o assistono a violenze domestiche, devono superare fragilità enormi e laceranti», conclude Capella. «Con questo Programma, Sos Villaggi dei Bambini vuole far sì che, nonostante le grandi difficoltà, anche loro possano avere l’occasione di rinascere e costruirsi un futuro felice».


In apertura photo Narici di Sos Villaggi dei Bambini

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