Appello Imprenditori
Ebbene

L’appello delle imprese sociali: «Misure a costo zero per rafforzare il Welfare»

20 Aprile Apr 2020 1423 20 aprile 2020
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Da Nord a Sud imprese sociali, cooperative, associazioni e federazioni regionali hanno lanciato un appello per rilanciare proposte e chiedere soluzioni immediate per far fronte alla "Fase 2" dell'emergenza Covid-19

Mentre il Governo si prepara alla fase 2 dell’emergenza Covid-19, imprenditori e cooperatori sociali di tutto il territorio nazionale si mobilitano per chiedere alle forze politiche impellenti misure di sostegno – molte delle quali a costo zero – da destinare alle imprese sociali.

In Italia sono oltre 20 mila le imprese sociali impegnate nel welfare e nei percorsi di assistenza e accompagnamento dei più fragili, che specie in questo periodo stanno dimostrando di essere una risorsa vitale per la tenuta di tutto sistema.

«Nelle ultime settimane abbiamo riprogrammato i nostri servizi per continuare a rispondere ai bisogni dei cittadini e delle Comunità più fragili - affermano i promotori dell'appello, che nel giro di poche ore sta suscitando grande attenzione e consenso -. Ci siamo impegnati in prima linea nel contrasto della pandemia ma al contempo stiamo pagando un importante prezzo economico».

Da quando è scattata l’emergenza Coronavirus molte di queste realtà hanno registrato un crollo del fatturato dell’80%, percentuale che rischia di esplodere e provocare un vero e proprio default delle imprese se non si mettono in campo interventi e misure adeguate.

Interventi che potrebbero essere determinanti non soltanto per risanare un sistema welfare sempre più sfilacciato, ma anche per rispondere concretamente al bisogno di futuro di tutto il Paese. Superata la crisi, le imprese sociali potrebbero infatti dare un significativo contributo alla riorganizzazione del sistema sanitario e alla ricostruzione economica, ponendo grande attenzione alle persone più fragili, ai bisogni e alle risorse presenti nella comunità.

«La ricostruzione del Paese non sarà solo una questione di risorse disponibili ma anche di modelli e di strumenti utilizzati – aggiungono i promotori dell’appello - Crediamo che per affrontare la situazione attuale non siano sufficienti gli interventi a protezione del reddito delle famiglie e a sostegno delle imprese, ma servono misure che difendono e rafforzano le infrastrutture sociali, di cui le imprese sociali sono un elemento fondamentale».

L'appello è stato siglato da imprese sociali e cooperative di tutto il territorio nazionale, insieme ad associazioni e federazioni regionali, che in pochissime ore si sono trasformate in un’unica voce per rilanciare proposte e soluzioni immediate.

Proroga dei contratti e delle convenzioni sino al giugno 2023, promozione di modelli di co-progettazione e coinvolgimento diretto della società civile nella ricostruzione del post Covid-19, tutela dei lavoratori impegnati nei servizi di welfare e adeguamento dei contratti tra amministrazioni pubbliche ed enti privati a quelli collettivi nazionali di lavoro, sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.

E ancora, tutela delle persone svantaggiate inserite al lavoro nell’emergenza Covid-19, destinando le risorse stabilite da contratto anche in caso di sospensione delle attività, tutela dei percorsi di inserimento lavorativo delle persone più fragili attraverso l’attuazione dell’art. 112 del d.lgs. 50/2016 in tema di appalti e concessioni riservate.

Infine, si chiede di estendere a tutte le organizzazioni del Terzo Settore le misure di sostegno finanziario e fiscale previste dai diversi provvedimenti adottati dal governo per fronteggiare l’emergenza da Covid-19.

Proprio oggi che comincia la settimana decisiva del Decreto Cura Italia, che ha lasciato in ombra tutto il sistema welfare evidenziando non pochi buchi nei vari provvedimenti, imprenditori e cooperatori chiedono di correre ai ripari e sostenere un sistema, non più terzo, capace di agire e reagire alla crisi, contribuendo alla rinascita del Paese.

Per aderire all’Appello scrivere a: appello.imprese.sociali@gmail.com. Ѐ stata avviata inoltre una petizione su change.org per invitare tutta la società ad essere firmataria di una proposta che guarda al futuro partendo dalla tutela dei più fragili.

(In basso l'allegato con il documento completo dell’appello).