#Covid19

Il sindaco di Catania: "Governo non tiene conto della differenza dei contagi tra Nord e Sud"

27 Aprile Apr 2020 1757 27 aprile 2020

"Il Governo non si è assunto la responsabilità di prendere atto della sostanziale diversità dei dati statistici del contagio tra le Regioni del Nord e quelle del Sud, trattando confusamente allo stesso modo situazioni ben diverse", la nota del primo cittadino etneo in merito al nuovo Dpcm sulla cosiddetta "Fase 2". L'invito all'esecutivo nazionale a tenere conto delle oggettive differenti condizioni territoriali dei malati Covid

  • ...
GN4 DAT 23650901
  • ...

"Il Governo non si è assunto la responsabilità di prendere atto della sostanziale diversità dei dati statistici del contagio tra le Regioni del Nord e quelle del Sud, trattando confusamente allo stesso modo situazioni ben diverse", la nota del primo cittadino etneo in merito al nuovo Dpcm sulla cosiddetta "Fase 2". L'invito all'esecutivo nazionale a tenere conto delle oggettive differenti condizioni territoriali dei malati Covid

«Il Governo non si è assunto la responsabilità di prendere atto della sostanziale diversità dei dati statistici del contagio tra le Regioni del Nord e quelle del Sud», è la riflessione del sindaco di Catania Salvo Pogliese a seguito della conferenza stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ieri ha illustrato la cosiddetta "Fase 2" con un nuovo Dpcm.

«Insieme a tanti italiani ho provato grande delusione a rileggere il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che di fatto rinvia qualunque sostanziale misura per fare ripartire le attività commerciali e produttive, lasciando senza prospettiva i piccoli e medi imprenditori che speravano con le dovute cautele in una ripresa. Il Governo non si è assunto la responsabilità di prendere atto della sostanziale diversità dei dati statistici del contagio tra le Regioni del Nord e quelle del Sud, trattando confusamente allo stesso modo situazioni ben diverse, visto che la Sicilia per esempio grazie a Dio ha avuto un impatto minore con il virus, per esempio rispetto alla Lombardia o all’Emilia Romagna, zone in cui la severità imposta forse poteva avere un senso.

Nell'isola, infatti, seppure l’indice di contagio è ormai prossimo allo zero, bar e ristoranti ma anche parrucchieri ed estetisti e altri titolari di piccole attività, dovranno aspettare ancora un mese per poter rialzare la china, aumentando il disagio economico di un tessuto imprenditoriale e occupazionale già devastato come quello siciliano.

A fronte di tale palese disattenzione, i sindaci sono ancora una volta lasciati con il cerino in mano, senza chiare direttive, sulla trincea dei bisogni dei cittadini, che si sarebbero aspettati ben altra attenzione dal Governo.

Rinnoviamo all'esecutivo nazionale, con il senso di responsabilità necessario, l’appello a una maggiore incisività e a tenere conto delle oggettive differenti condizioni territoriali dei malati Covid, approntando misure che tengano conto degli effettivi bisogni locali, senza le prescrizioni confuse e contraddittorie raccontate in Tv, per evitare che disagio economico e sociale delle zone più fragili come la Sicilia, diventi drammatico e, speriamo mai, persino incontrollabile», conclude il sindaco di Catania.