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Fondi annunciati dalla conferenza dei donatori Ue: primo passo avanti

5 Maggio Mag 2020 1833 05 maggio 2020
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"In una crisi come quella che stiamo vivendo, nessuno è al sicuro se non saranno al sicuro tutti. L'accesso ai medicinali, ai vaccini e all’assistenza sanitaria non dovrebbe mai dipendere da dove si vive e la ricerca e lo sviluppo in campo medico, specialmente se condotti con fondi pubblici, dovrebbero andare a vantaggio di tutti"

In tutto il mondo, la pandemia di Covid-19 sta avendo un profondo impatto sulla vita dei bambini. Le scuole sono chiuse, le famiglie stanno fronteggiando condizioni di povertà e molti bambini rischiano di non avere da mangiare. Le vite dei bambini sono letteralmente a rischio e stime recenti dicono che le morti dei minori sotto i 5 anni di età potrebbero aumentare del 45% a causa di sistemi sanitari più fragili e della riduzione degli interventi ordinari di assistenza sanitaria.

Lo afferma Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – all’indomani della Conferenza dei donatori, promossa dalla Commissione Europea e da diversi Paesi tra cui l’Italia, per sostenere una risposta globale e coordinata alla crisi e finanziare lo sviluppo e la distribuzione di cure, vaccini e strumenti diagnostici per contrastare la pandemia di Covid-19.

«Accogliamo con favore gli 8 miliardi di dollari promessi per la risposta sanitaria globale, ma questo è solo il primo passo verso lo stanziamento urgente dei fondi necessari per contrastare il Coronavirus in tutto il mondo», ha dichiarato Inger Ashing, Direttrice Generale di Save the Children International.

«Non c'è davvero più tempo da perdere. Il mondo ha già assistito al caos e alla disperazione che il virus ha causato in Paesi dotati di sistemi sanitari forti, ma l'impatto potrebbe essere catastrofico nei Paesi con sistemi sanitari più fragili. Ritardare le azioni di prevenzione e mitigazione contro il Coronavirus potrebbe costare oltre tre milioni di vite solo in Asia meridionale e nell'Africa sub-sahariana», ha proseguito Inger Ashing.

L’Organizzazione apprezza gli impegni finanziari dichiarati per rafforzare i sistemi sanitari nei Paesi a basso reddito, in quelli più fragili e colpiti dalle crisi, ma – sottolinea - ancora di più deve essere fatto per sostenere efficacemente i bambini e le famiglie più vulnerabili. È fondamentale che i Paesi siano in grado di agire contro il Covid-19 e di attenuarne l’impatto sui sistemi sanitari, in modo che si possa continuare a garantire ai bambini e alle bambine anche gli altri interventi di salute e nutrizione essenziali per la loro sopravvivenza.

«Chiediamo ai Governi, alle organizzazioni e ai donatori privati di continuare ad impegnarsi anche nelle prossime settimane e di fare di tutto per stanziare i fondi necessari al rafforzamento dei sistemi sanitari e proteggere un’intera generazione. In una crisi come quella che stiamo vivendo, nessuno è al sicuro se non saranno al sicuro tutti. L'accesso ai medicinali, ai vaccini e all’assistenza sanitaria non dovrebbe mai dipendere da dove si vive e la ricerca e lo sviluppo in campo medico, specialmente se condotti con fondi pubblici, dovrebbero andare a vantaggio di tutti», ha affermato Inger Ashing.

Save the Children apprezza che l'impegno messo in campo dai donatori sia condizionato ad un accesso alle cure mediche che sia universale, equo e accessibile a tutti. Una volta che vaccini, trattamenti e diagnosi saranno sviluppati con successo, ci devono tuttavia essere garanzie affinché tutti i Paesi possano accedere in modo equo agli strumenti e alle cure di cui hanno bisogno e bisogna fare in modo che tutti possano averne accesso.

Save the Children attende quindi di conoscere come i fondi dichiarati oggi verranno ripartiti. Anche i finanziamenti al GAVI, l’Alleanza Globale per i Vaccini e l’Immunizzazione, sono benvenuti, ma il lancio di un futuro vaccino contro il Covid-19 richiederà finanziamenti aggiuntivi se vogliamo raggiungere i Paesi più poveri del mondo e le famiglie più marginalizzate. L'Unione europea è chiamata a vigliare affinché gli impegni presi non vengano conteggiati due volte. Chiediamo pertanto all'Ue, ai donatori, al settore privato e agli attori impegnati nella salute a livello globale di garantire che i fondi annunciati durante la conferenza vengano utilizzati responsabilmente.

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