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Scuola

Sant'Egidio: «A Roma 61% dei bambini tra i 6 e i 10 anni non ha svolto lezioni online»

15 Maggio Mag 2020 1653 15 maggio 2020
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Marco Impagliazzo presidente della storica Comunità di Trastevere nel corso di una video conferenza ha espresso la grande preoccupazione di fronte alla povertà educativa e sociale causata dall'emergenza, a partire dagli alunni delle primarie, che soprattutto nelle periferie non riescono spesso ad accedere alla scuola online e rischiano di accumulare gravi ritardi nel loro percorso scolastico: “Ora didattica estiva volontaria”

«Lancio un appello al mondo della scuola, ai docenti e agli educatori, perché nei mesi estivi si apra una risposta educativa su base volontaria per bambini vulnerabili o con bisogni educativi speciali e sia colmata quella povertà educativa che si è creata a causa della pandemia. Il 61% dei bambini tra i 6 e i 10 anni a Roma non ha svolto lezioni online. A molti di questi sono stati assegnati compiti senza spiegazioni o inoltrate comunicazioni sul registro elettronico o whatsapp senza la possibilità che potessero essere recepite. Circa 1 bambino su 2 per due volte a settimana svolge un'ora e mezza di lezione». Ad affermarlo il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, che questa mattina ha presentato in video-conferenza stampa i risultati di un’indagine sulla didattica a distanza, svolta su un campione di 800 bambini dai 6 ai 10 anni, residenti in 27 quartieri di Roma e iscritti in 44 scuole primarie.

Impagliazzo ha precisato: «Non sto dicendo che non è stato rispettato il diritto allo studio in Italia sto dicendo che alcuni bambini, particolarmente i più vulnerabili, non hanno goduto appieno di questo diritto e quindi è giusto che recuperino quella parte di diritto che è stato loro tolto dal virus. Dobbiamo guardare a questi mesi anche con gli occhi dei bambini che hanno resistito in questa difficilissima situazione. Perciò rivolgo un appello su base volontaria a tutti coloro che si occupano di scuola: maestri, insegnanti, dirigenti scolastici, educatori, impiegati nelle cooperative, volontari e famiglie».

Il presidente di Sant’Egidio ha chiuso il suo intervento con una speranza: «Che il governo e il ministero dell’Istruzione possano tener conto di questo appello, che viene da una Comunità che ha fatto del volontariato e dell’impegno gratuito il suo punto di forza, affinché siano aperti tutti gli spazi possibili nelle scuole e sia data la possibilità di operare a tutti coloro che, su base volontaria, volessero contribuire alla creazione di una scuola a piccoli gruppi».

In apertura photo by AURELIE LUYLIER, You're Welcome! from Pixabay

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