Diasbilitypride
Parent Project

Cresce la rete del Disability Pride Network

18 Maggio Mag 2020 1732 18 maggio 2020
  • ...

Anche l’associazione di pazienti e genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker entra a far parte dell’organismo internazionale che promuove i diritti civili delle persone con disabilità e che lancia una Carta comune in dieci punti

Promuovere i diritti civili delle persone con disabilità e perseguirne la piena inclusione sociale. Questi gli obiettivi del Disability Pride Network. Una rete internazionale aperta e in continua espansione, formata da realtà che condividono gli stessi valori e obiettivi al fine di promuovere e affermare un nuovo modo di vivere, pensare e valorizzare le persone con disabilità. Tra queste realtà in Italia non poteva mancare Parent Project che da anni collabora con Disability Pride Italia e che partecipa a diversi tavoli in campo internazionale nel settore della ricerca nel campo delle distrofie di Duchenne e Becker.

Storicamente la disabilità è spesso stata stigmatizzata, ingenerando paura, suscitando vergogna. In molti contesti, ancora oggi si guarda alle persone con disabilità esclusivamente come soggetti fragili, trascurandone, invece, le potenzialità che potrebbero renderli, in grado di apportare un reale contributo all’interno della collettività.

Accogliere condizioni, situazioni ed esigenze differenti significa scardinare le coordinate che ancora oggi conducono all’esclusione delle persone considerate non conformi ai criteri di presunta normalità e facilmente esposte a situazioni di possibile multi-discriminazione in ragione delle loro condizioni biologiche, sociali e culturali.

Il Disability Pride Network si propone come interlocutore che opera a livello internazionale al fine di incidere su un reale cambiamento culturale, e “garantire e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza discriminazioni di alcun tipo sulla base della disabilità”, come ricorda la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

Fintanto che le persone con disabilità saranno discriminate ed escluse, sentendo perciò di esistere senza partecipare, sarà necessario adoperarsi per rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno esercizio dei diritti.

Anche nei Paesi che possono vantare un quadro normativo avanzato, fintanto che ci si rapporterà alle persone con disabilità con atteggiamenti paternalistici e meramente assistenziali, avremo davanti una prova di carattere culturale, che dovremo affrontare e superare.
Ecco perché bisogna promuovere a livello globale un rinnovamento culturale che si sviluppi lungo tre direttrici: inclusione, empowerment, esercizio dei diritti.

Ecco perché è necessario comprendere che la disabilità non è altro che una mera condizione umana. È uno stato in cui ciascuno di noi, in uno o più momenti della propria vita, potrebbe incorrere, in modo permanente o temporaneo, se non altro in ragione dell’età.

Per promuovere e rivendicare questo rinnovamento culturale, le realtà che si riconoscono negli intenti del Disability Pride decidono di condividere i seguenti principi, impegnandosi a far sì che diventino obiettivi da realizzare:
1.- Sostenere e promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità, rispettandone dignità, autonomia e indipendenza.
2.- Rispettare e promuovere il valore delle differenze tra gli individui.
3.- Sostenere e incentivare ricerca scientifica e innovazione tecnologica.
4.- Educare a una cultura che non contempli la discriminazione.
5.- Sostenere e promuovere le pari opportunità, in particolare nei settori formativo e lavorativo, tra persone con e senza disabilità.
6.- Affermare il valore del contributo attivo delle persone con disabilità, valorizzandone attitudini e competenze.
7.- Incoraggiare il percorso evolutivo e le capacità dei bambini con disabilità, preservandone identità e potenziale evolutivo.
8.- Promuovere linguaggi e comportamenti in grado di superare stereotipi e pregiudizi riferiti alle persone con disabilità.
9.- Rivendicare, sostenere e promuovere l’accessibilità universale, in ogni sua declinazione, con particolare riguardo a oggetti, luoghi, linguaggi, saperi. Promuovere un turismo sostenibile per le persone con disabilità, con un’attenzione particolare al superamento delle barriere architettoniche, alla reale accessibilità ai mezzi pubblici, alle strutture alberghiere, ai luoghi di svago.
10.- Rendere realmente fruibile il patrimonio materiale e immateriale dell’umanità. Senza discriminazione alcuna nei confronti delle diverse forme di disabilità.

In apertura immagine una recente edizione di Disability Pride Italia

Contenuti correlati