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Il quadro fosco di Visco: Crollo del Pil, disoccupazione e aumento delle diseguaglianze

29 Maggio Mag 2020 1144 29 maggio 2020

Ignazio Visco, Governatore di Bankitalia. nelle sue Considerazioni finali traccia un drammatico quadro delle conseguenze della pandemia di Covid-19 e invita a ripartire dal capitale umano

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Ignazio Visco, Governatore di Bankitalia. nelle sue Considerazioni finali traccia un drammatico quadro delle conseguenze della pandemia di Covid-19 e invita a ripartire dal capitale umano

Ignazio Visco, Governatore di Bankitalia. nelle sue Considerazioni finali traccia un drammatico quadro delle conseguenze della pandemia di Covid-19.

Diseguaglianze. I poveri hanno perso il doppio

Nella relazione di via Nazionale si stima che la crisi economica porterà a una riduzione del reddito che per il 20% di famiglie con redditi inferiori ("il quinto più basso della distribuzione") sarà "due volte più ampia di quella subita dalle famiglie appartenenti al quinto più elevato" ovvero al 20% che ha redditi maggiori. Secondo la prima ricostruzione di quanto avvenuto soltanto nel primo trimestre, cioè all'inizio di uno choc che ancora non è rientrato, "la disuguaglianza della distribuzione del reddito netto equivalente da lavoro, misurata dall'indice di Gini che serve a misurare le diseguaglianze: è aumentato, toccando il 37%, il valore massimo dal 2009. Se da un lato gli ammortizzatori sociali dovrebbero "essere in grado di ridurre in misura rilevante l'incremento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi da lavoro dovuto all'emergenza sanitaria", secondo Banca d'Italia "nel medio termine sussiste però il rischio che l'emergenza Covid-19 accentui le disuguaglianze, sia per la maggiore presenza di lavoratori a basso reddito nei settori con più elevato rischio di contagio e con minore possibilità di lavoro a distanza, sia perché gli ammortizzatori sociali offrono un sostegno di natura temporanea, a fronte di ripercussioni potenzialmente durature sulla capacità reddituale dei lavoratori più coinvolti". Stiamo scontando la più grande crisi economica e sanitaria della storia recente”. La cassa integrazione e lo stop ai licenziamenti hanno protetto il lavoro, ma l’emorragia è stata comunque imponente. Il trauma sull'economia italiana sarà comunque inevitabile, con una stima di crollo del Pil che a fine anno oscilla tra il 9% (scenario di base) e il 13% (pessimistico). Quanto all'impatto sul lavoro, via Nazionale mette in conto un crollo del 10% delle ore lavorate e del 4% dell'occupazione in termini di "teste", solo grazie alla cassa integrazione. La partecipazione al mercato del lavoro è caduta comunque già di quasi 300mila unità.

Ripartire investendo sul capitale umano

Va bene l’aumento della spesa pubblica, che ha permesso di aiutare famiglie, lavoratori e imprese, ma ora serve un disegno più ampio, più complessivo, più a lungo termine. Un progetto Paese insomma. L’indicazione è perentoria, ribadita più volte: occhio a sedersi sulla politica monetaria che è accomodante e resterà tale a lungo. Qui va cambiata la struttura dell’economia. Servono interventi “per innalzare il potenziale di crescita” o l’Italia resterà indietro Visco incalza anche sull'importanza del capitale umano: "Come da troppi anni si sottolinea, va migliorata la qualità del capitale umano, affrontando i problemi di fondo del sistema scolastico, dell'università e della ricerca".

L'importanza dell'Europa e delle Riforme

Mutuando dal socrate platonico, il governatore ammette che "con il dissiparsi della pandemia potremo ritrovarci in un mondo diverso. Se intuiamo, in modo impreciso, e contrastiamo, con forza, la gravità delle conseguenze sociali ed economiche nel breve periodo, per quelle a più lungo termine possiamo solo riconoscere di "sapere di non sapere"". Il governatore cita anche Keynes quando, tornando all'uscita dalla guerra, dice che per tirarsi fuori dalle secche del Covid "... la migliore garanzia di una conclusione rapida è un piano che consenta di resistere a lungo ... un piano concepito in uno spirito di giustizia sociale, un piano che utilizzi un periodo di sacrifici generali" - verrebbe da dire, come quelli di questi nostri giorni - "non come giustificazione per rinviare riforme desiderabili, ma come un'occasione per procedere più avanti di quanto si sia fatto finora verso una riduzione delle disuguaglianze".

L'idea che il Covid rappresenti un momento di svolta per il Paese permea tutto il discorso. Servono aiuti, serve un ruolo dell'Europa, ma non si possono più evitare le necessarie riforme. La proposta della Commissione per il Recovery Fund "sarebbe il primo passo verso un'unione di bilancio e il completamento del disegno europeo", riconosce quindi Visco secondo cui "abbracciare con convinzione quest'idea, per disegnarla compiutamente e pianificarne l'attuazione, è una necessità non derogabile". "Ogni paese deve utilizzare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee con pragmatismo, trasparenza e, soprattutto in maniera efficiente"

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