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Leroy Merlin mette la “generatività sociale” in bilancio

12 Giugno Giu 2020 1048 12 giugno 2020
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L’insegna leader del fai-da-te è la prima azienda in Italia a inserire il principio generativo al centro della sua strategia di sviluppo sostenibile grazie a un progetto sperimentale con il centro di ricerca Arc dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’Alleanza per la Generatività Sociale e Ifel Anci

da Leroy Merlin Italia che in Italia è la prima azienda ad adottare questo principio all’interno dellultimo Bilancio partecipato dei benefici prodotti, relativo all’anno 2019. L’obiettivo dell’azienda multispecialista operante nella grande distribuzione è di sviluppare ulteriormente le proprie azioni nel segno dell’innovazione e della contribuzione.
Questo processo sperimentale, che nasce dalla collaborazione con il centro di ricerca Arc (Centre for the Anthropology of Religion and Cultural Change) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con il sostegno dell’Alleanza per la Generatività Sociale, di cui Leroy Merlin Italia è membro, e di Ifel Anci vuole disegnare un nuovo modello di sviluppo sostenibile e contributivo per le aziende, capace di generare un valore condiviso aggiuntivo a beneficio delle comunità e dei territori.

Il cuore della metodologia di rendicontazione di Leroy Merlin Italia, valutati in base agli storici indicatori del Bes (Benessere Equo e Sostenibile) che misurano il progresso considerando le sue diverse dimensioni sono i benefici prodotti e gli impatti generati a livello economico, ambientale, umano e sociale. Dall’analisi emerge come siano le stesse azioni dell’azienda a esprimere i suoi obiettivi, raccontando non solo “dove” queste attività creino valore, ma anche “come” lo generino.

«La nostra strategia di sviluppo sostenibile parte da una consapevolezza: non siamo perfetti. Questo Bilancio nasce soprattutto per descrivere e quantificare gli sforzi quotidiani per ridurre il divario tra parole e azioni. I nostri obiettivi sono come la vetta di una montagna: il desiderio di raggiungerla trasforma la fatica in passione, stimolo e orgoglio» ha dichiarato Mauro Carchidio, Direttore Immobiliare e Sviluppo Sostenibile di Leroy Merlin Italia. «Le sfide che l’emergenza Covid-19 ci ha posto di fronte hanno rafforzato la nostra volontà di essere un’azienda sostenibile secondo una strategia contributiva. La generatività sociale è uno strumento per riflettere sul significato della parola “valore” e per farne il cardine delle nostre attività, senza dimenticare le trasformazioni che stanno riconfigurando il nostro modo di vivere, investire e abitare».

Patrizia Cappelletti, portavoce del gruppo di lavoro del Centro di Ricerca Arc che ha condotto l’analisi conferma: «Leroy Merlin Italia ha intrapreso un percorso verso la generatività sociale nella convinzione che l’impresa, per stare con successo sul mercato, deve generare un ‘di più’ di valore, non solo economico, ma anche sociale, culturale, relazionale, in modo condiviso con i suoi interlocutori e le loro comunità. Questo impegno di Leroy Merlin Italia viene raccontato oggi grazie ad un set di indicatori originali – basato sui principi dell’indice BES – in grado di leggere l’operatività aziendale secondo le coordinate di generatività sociale. Uno schema nuovo e sfidante che delinea l’impresa quale soggetto sostenibile-contributivo e che pone Leroy Merlin senza dubbio tra gli attori più innovativi e attenti all’impatto sociale presenti sul mercato».

Nel 2019 il valore del Bes di Leroy Merlin Italia è cresciuto del 4% rispetto al 2018. Un buon risultato in aderenza con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell’Onu, che dimostra un impatto particolarmente positivo sui capitali umano (+28%), sociale (+6%) e ambientale (+6%), e un lieve calo (-5%) del capitale economico (in basso la tabella).

Capitale umano: l’azienda ha aumentato del 38% i propri investimenti per i suoi 7.420 collaboratori, l’85% dei quali assunti a tempo indeterminato. Sono stati, inoltre, organizzati 305 corsi del progetto Farò, che ha visto il coinvolgimento di oltre 4 mila studenti dai 6 agli 11 anni in attività manuali e creative, e più di 250 classi delle scuole secondarie di II grado in laboratori sui temi del risparmio e della povertà energetica. I corsi gratuiti dedicati al “fai da te”, inoltre, hanno coinvolto più di 24 mila clienti.

Capitale sociale: Leroy Merlin Italia con il suo progetto di volontariato d’impresa, l’Associazione Bricolage del Cuore, ha realizzato 48 cantieri e 65 maratone “Lessons for Good”, investendo complessivamente oltre 2 milioni di euro e circa 7.400 ore di volontariato a favore delle comunità. Grazie ai 28 “Empori Fai Da Noi” distribuiti sul territorio per contrastare la povertà abitativa, sono stati recuperati nei negozi circa 100 bancali di prodotti invenduti per un valore di oltre 192 mila euro, che hanno garantito 670 prestiti (+48%) e circa 3 mila donazioni (+55%).

Capitale ambientale: l’83% dei punti vendita di Leroy Merlin Italia è alimentato da energia verde, grazie anche agli oltre 6,4 milioni di KWH prodotti dai sistemi fotovoltaici dell’azienda. Risultati che hanno contribuito a una diminuzione complessiva del 6% delle emissioni CO2 e a una compensazione del 100% delle emissioni prodotte dall’outbound logistico.

Capitale economico: nel 2019 Leroy Merlin Italia ha generato un valore economico pari a 1,53 miliardi di euro, il cui 20% è suddiviso tra i collaboratori. In un’ottica di valorizzazione del Made in Italy e di riduzione delle distanze di produzione e distribuzione, il numero di fornitori italiani è salito al 78% (62% nel 2018). Si espande anche il raggio d’azione della strategia di “azienda piattaforma”, con oltre 1.200 artigiani locali che collaborano al servizio posa (+10%).

Tra le principali “Best practice” in ottica di generatività sociale è incluso nel Bilancio Partecipato (qui il testo) dei benefici prodotti il punto vendita di Campi Bisenzio (Firenze), città che ospita il Festival dell’Economia Civile e dove Leroy Merlin Italia ha inaugurato nel 2017 il suo primo “Emporio Fai Da Noi”. Proprio questa “case history”, negli anni, è diventata una vera e propria policy locale di social housing e di contrasto all’esclusione sociale. Il negozio, con l’iniziativa “Lessons for Good”, ha inoltre collaborato al progetto “Casa dell’Acqua Bene Comune” per la rigenerazione dell’ex Casello Idraulico come spazio polivalente aperto alla comunità locale. Queste attività, in futuro, potrebbero ampliarsi con progetti dedicati alle professioni manuali per contrastare il fenomeno dei giovani Neet (Not in Employment, Education and Training) presenti nel territorio.