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Save The Children

In Venezuela in crisi per la pandemia dove cresce la violenza contro donne e bambini

24 Giugno Giu 2020 1543 24 giugno 2020
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I team sul campo dell’Organizzazione segnalano un forte aumento di episodi di violenza domestica, psicologica, fisica e sessuale, anche in conseguenza delle misure di isolamento per contenere la diffusione del Covid-19

Mentre l’America Latina è diventata il nuovo epicentro della pandemia di Coronavirus, in Venezuela si registra un aumento di violenza fisica, sessuale o emotiva per donne e bambini all’interno delle case, è l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Dai progetti dell’Organizzazione a sostegno delle famiglie all'interno del Paese e dei migranti nei Paesi vicini emerge infatti un quadro straziante: in Colombia, gli operatori che lavorano vicino al confine venezuelano hanno registrato, da metà marzo a metà maggio, un aumento del 33% delle richieste di sostegno per casi di violenza di genere. Nella maggior parte dei casi si tratta di violenza sessuale contro i bambini, violenza psicologica e violenza fisica contro le donne da parte dei propri partner.

Quasi un terzo delle famiglie intervistate in Venezuela, inoltre, ha riferito che le misure di isolamento hanno comportato un aumento dell'aggressività e dell'ostilità nei confronti dei bambini costretti a stare a casa; nel Paese quasi il 90% degli operatori intervistati, che si occupano di protezione, ha dichiarato che i bambini sono esposti a maggiori rischi a causa delle misure adottate per contenere la diffusione del Covid-19, come quarantena e coprifuoco. Tra i tipi più rilevanti di violenza segnalata, ci sono la violenza emotiva (100%) come urla o incuranza nei confronti dei minori, la violenza fisica (88%) e la violenza sessuale (25%). I team di Save the Children in Colombia confermano inoltre un aumento di quasi l'80% delle chiamate alle helpline e del 62% nelle consultazioni psicologiche di primo soccorso

Dati molto preoccupanti che sono probabilmente solo la punta dell'iceberg. La violenza domestica e di genere sono cronicamente sottostimate, per la paura di donne e bambini di parlare apertamente e subire ritorsioni e stigmatizzazione. Ritrovarsi in lockdown con i propri aggressori non può che peggiorare questa situazione, sottolinea l’Organizzazione. «A casa mia, la situazione è così tesa che si può sentire solo il silenzio. Quando mio marito è qui, io e i miei figli non osiamo muoverci ... Dato che siamo bloccati a casa, siamo esposti continuamente alle sue invettive, non c'è riposo» ha dichiarato Maria che è sostenuta da Save the Children a Caracas.

Le famiglie venezuelane si trovano in una situazione precaria, avendo perso i mezzi di sussistenza, a causa dei confini chiusi e delle misure di isolamento che stanno aggravando le loro già difficili condizioni. Questi fattori, associati alla chiusura delle scuole e alla perdita di servizi dedicati alla protezione di bambini e giovani, aumentano significativamente il rischio di violenza domestica.

Prima dell'epidemia di coronavirus, il Venezuela aveva già il più alto tasso di inflazione al mondo, con carenze croniche di cibo e medicine. La pandemia sta togliendo le poche opportunità di sostentamento rimanenti e sta spingendo i prezzi ancora più in alto. La crescente carenza di acqua pulita, cibo e carburante stanno gettando sempre più persone nella disperazione, con episodi sempre più frequenti di persone che si scagliano contro chi è più vicino.

Nel momento in cui la necessità di sostegno per i bambini venezuelani non è mai stata così grande, l'accesso ai servizi specializzati è fuori portata per molti di loro in entrambi i Paesi. I servizi locali sono sovraccarichi, sottofinanziati o impossibili da gestire a causa delle misure di distanziamento sociale. All'inizio della pandemia, molti rifugi collettivi hanno dovuto chiudere. Più della metà dei genitori intervistati in Venezuela ha dichiarato che non avrebbero saputo dove ottenere supporto se avessero avuto bisogno di servizi di protezione.

«I nostri team ascoltano sempre più bambini che soffrono in silenzio dietro le porte di casa. Il picco di violenza è direttamente collegato al peggioramento della crisi umanitaria e alla diminuzione delle opportunità per le famiglie, sempre più disperate a causa dell'epidemia di coronavirus. È inaccettabile che molti bambini venezuelani non abbiano rifugio in questa crisi: se seguono le regole e rimangono all'interno delle case, subiscono abusi. La casa dovrebbe essere il luogo in cui i bambini si sentono più sicuri. Se non riusciremo a rispondere con urgenza a questa violenza, i bambini affronteranno conseguenze nell’immediato e per tutta la vita con effetti sulla salute, lo sviluppo e le prospettive future. Non possiamo permettere che la vita di questi bambini diventi il costo nascosto di questa pandemia», ha dichiarato Victoria Ward, Direttrice regionale dell'America Latina e dei Caraibi di Save the Children.

La prevenzione della violenza domestica e di genere deve essere una priorità nella risposta alla pandemia di Covid-19 e devono essere avviate immediatamente misure concrete, come i programmi per prevenire o mitigare il rischio di violenza e garantire che tutti i bambini e le loro famiglie possano accedere a questi programmi.

Save the Children chiede ai governi regionali, ai donatori e alla comunità internazionale di intensificare significativamente il sostegno alle organizzazioni internazionali, nazionali e locali, per consentire loro di proteggere i bambini dalla violenza e garantire che trovi seguito la richiesta del Segretario Generale delle Nazioni Unite di agire con decisione per contrastare la violenza contro le donne.