Mediterranea 25 Giugno 2020
Migranti

Riparte da Pozzallo la Mare Jonio per continuare a salvare vite umane

25 Giugno Giu 2020 1017 25 giugno 2020
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A bordo i più avanzati protocolli anti Covid 19. Sciurba: “Pandemia non ferma chi fugge. Finché le persone rischiano la vita in mare noi saremo lì”. Prosegue così la missione numero otto di Mediterranea che ha già dovuto assistere a tutto l’orrore che attraversa il nostro mare: una cattura e un respingimento in Libia a poche miglia di distanza, e poi il corpo di un ragazzo in tale stato di decomposizione che non è stato in alcun modo possibile recuperarne le membra per restituirlo alla sua famiglia. Poco dopo, per fortuna, Mare Jonio è riuscita a trovare e soccorrere 67 persone ancora vive

La nave Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans è salpata ieri notte dal porto di Pozzallo e si sta dirigendo nel Mediterraneo centrale per portare a conclusione la sua ottava missione dopo aver soccorso venerdì 19, rispondendo a un Mayday lanciato via radio, 67 persone lasciate alla deriva e che avevano già perso ogni speranza di sopravvivere, averle sbarcate del porto sicuro di Pozzallo. Mare Jonio riparte dopo aver completato tutte le procedure sanitarie e aver provveduto alla disinfezione della nave e ai necessari rifornimenti.

Ancora una volta, prima della ripartenza, Mare Jonio e il suo equipaggio hanno superato superato tutte le dovute ispezioni sanitarie, grazie all’applicazione dei più avanzati protocolli di sicurezza anti-Covid 19 previsti dalle organizzazioni internazionali dei lavoratori marittimi e degli armatori. La nave è attrezzata con equipaggiamenti di livello ospedaliero per affrontare ogni emergenza e garantire la salute di tutte e tutti.

«La pandemia non ferma chi fugge dalle torture, e per la pandemia non è possibile sottrarsi al dovere di soccorrere – spiega Alessandra Sciurba, presidente di Mediterranea Saving Humans –, finché non si apriranno corridoi umanitari per donne, bambini e uomini che oggi sono seviziati in massa nei campi libici, i trafficanti continueranno a lucrare, le persone continueranno a rischiare la vita e noi non potremo fermarci. Chiediamo ancora una volta ai nostri equipaggi di terra di accompagnarci in questo viaggio, di essere a bordo con noi, di aiutarci ad affermare sempre, con le azioni e le parole, che le vite umane contano».

Nella prima parte di questa missione Mediterranea ha dovuto assistere a tutto l’orrore che attraversa il nostro mare: una cattura e un respingimento in Libia a poche miglia di distanza, e poi il corpo di un ragazzo in tale stato di decomposizione che non è stato in alcun modo possibile recuperarne le membra per restituirlo alla sua famiglia, e per cui ha solo potuto avvertire immediatamente le autorità chiedendo di intervenire. Poco dopo, per fortuna, Mare Jonio è riuscita a trovare e soccorrere 67 persone ancora vive.

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