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Sport dilettantistico, è caos

30 Giugno Giu 2020 1245 30 giugno 2020
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Lo sfogo di Massimo Achini, presidente del Centro Sportivo Italiano di Milano e componente della giunta regionale CONI Lombardia. «Le società sportive hanno bisogno di chiarezza e di certezze. Qualcuno si prenda la responsabilità di decidere»

Sinceramente é difficile continuare a capire. Lo sport non riparte. O almeno riparte solo in alcune Regioni. Ma la confusione é totale.

Massimo Achini

Il ministro Spadafora spinge per la ripartenza. Prima dice che é probabile il 15 giugno. Poi il 25 giugno. Poi il comitato tecnico scientifico boccia la proposta di far ripartire gli sport di contatto. Poi il ministro si arrabbia e scrive sdegnato a Conte. Poi viene tirato in ballo il ministro della salute e si dice: “decida lui”. Intanto, mentre il governo dice no, regioni come la Liguria (e non solo) emanano contemporaneamente ordinanze in cui dicono sì riparte. Così, francamente, non ci si capisce più nulla.

A noi sembra che i punti chiave siano almeno quattro . Sui quali basterebbe un po’ di chiarezza.

Il primo più che un punto é una premessa. É evidente, ma vale la pena ridirlo, che la salute dei ragazzi viene prima di tutto e che ogni desiderio di ripartenza deve tenere come priorità questo ragionamento.

Il secondo é una domanda: nei parchi ormai i ragazzi giocano tra di loro. Basta andarci per vederlo. Negli aerei si vola stando seduti a pochi centimetri uno dall'altro. Nei bar e supermercati le misure di distanziamento sono molto allentate rispetto a qualche settimana fa (basta entrarci per rendersene conto). Siamo proprio sicuri che lo sport di contatto, in questo contesto, sia così pericoloso? Non siamo medici, virologi o scienziati e ci rimettiamo a chi ne sa più di noi.
Però siamo gente di buon senso. E diciamo: se il distanziamento sociale c’è e viene rispettato rigidamente, lo sport si metta in coda e aspetti a ripartire. Ma se il distanziamento é più sulla carta che nel concreto, in ormai tantissime attività di una giornata quotidiana ha senso essere così rigidi con lo sport? Siamo i primi a invocare protocolli che tutelino la salute prima di ogni cosa, ma non siamo più così tanto convinti che tenere fermo lo sport sia necessario o vincente.

Terzo ragionamento. Decidete e, per favore, fatelo in modo chiaro. Sentire che il ministro vuole ripartire, che il comitato scientifico dice no, che contemporaneamente alcune regioni dicono "non importa, noi ripartiamo con gli sport di squadra e di contatto lo stesso", vedere che il ministro scrive al presidente del consiglio... non aiuta se non a generare una infinita confusione. Le società sportive hanno bisogno di chiarezza e di certezze! Qualcuno si prenda, per favore, la responsabilità di decidere e di farlo con chiarezza e fermezza.

Veniamo al quarto e ultimo ragionamento. Quello che ci sta più a cuore. La cosa che conta non é fare qualche allenamento a luglio. È avere certezze per settembre. Questo chiediamo. Chiediamo di sapere, prima di agosto, se da settembre (se non si alzerà la curva dei contagi) si potrà tornare ad allenarsi normalmente e a giocare. Chiediamo che a settembre sia garantita l'agibilità delle palestre scolastiche per lo sport. Non ci cambia la vita se si “riparte" il 25 luglio sì o no. Ma ci cambia la vita, eccome, se si riparte a settembre.

Come sapete noi ci abbiamo messo la faccia. Siamo stati i primi ad uscire con una programmazione della stagione sportiva 2020-2021. Abbiamo chiesto a tutte le società sportive di aprire subito le iscrizioni per la prossima stagione. Molti lo hanno già fatto e stanno ricevendo tantissime adesioni. Se la curva dei contagi si alzerà, se arriverà la seconda ondata di questo maledetto virus, se si tornerà in lockdown, saremo ovviamente pronti a dire che lo sport può e deve aspettare. Ma se tutto questo non accadrà e arriveremo a settembre con spiagge piene e curve contagi sotto controllo, riteniamo “folle“ non far ripartire lo sport.

Nel frattempo occhi aperti sui bandi con contributi a fondo perso per le società sportive. Da un lato quello governativo (già aperto, sul sito Csi Milano trovate tutte le informazioni ). Dall'altro quelli di regione Lombardia che usciranno il 15 luglio con 3 milioni di euro sul tavolo destinati direttamente alle società sportive. Non partecipare è un “suicidio“.


*Massimo Achini, presidente del Centro Sportivo Italiano di Milano e componente della giunta regionale CONI Lombardia

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