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"Un domani possibile": 5 milioni per i minori stranieri non accompagnati (anche neomaggiorenni)

7 Luglio Lug 2020 1012 07 luglio 2020
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Casa, scuola, lavoro: il nuovo bando di Con i Bambini vuole offrire opportunità educative e di inclusione ai giovani migranti, di età compresa tra i 17 ed i 21 anni, che abbiano fatto ingresso in Italia da minorenni soli. Stanziati 5 milioni. Progetti da presentare entro il 9 ottobre 2020

Si stima che siano circa 60mila i minori stranieri giunti in Italia da soli e diventati maggiorenni negli ultimi 5 anni, di cui ben 8mila soltanto lo scorso anno. Pensa a loro il nuovo bando dell’impresa sociale Con i Bambini, l’ottavo, denominato “Un domani possibile”. Stanziati complessivamente 5 milioni di euro per favorire l’inclusione e l’autonomia dei minori e dei giovani migranti arrivati soli nel nostro paese. Nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, questo bando punta a promuovere iniziative che contribuiscano ad offrire opportunità educative e di inclusione ai giovani migranti, di età compresa tra i 17 ed i 21 anni, che abbiano fatto ingresso in Italia da minorenni soli, fornendo loro un percorso di inserimento lavorativo di medio-lungo periodo, soluzioni abitative adeguate e l’integrazione in reti e relazioni sociali solide.

Il bando è realizzato in collaborazione con “Never Alone – Per un domani possibile”, iniziativa nata nell’ambito del programma europeo “EPIM – European Programme for Integration and Migration” e promossa da Fondazione Cariplo, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CON IL SUD, Fondazione CRT, Fondazione CRC, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Peppino Vismara, ed è in continuità con i bandi precedenti realizzati nel quadro di tale iniziativa. Possono partecipare al bando partenariati composti da almeno 4 enti: un’organizzazione di Terzo settore con ruolo di soggetto responsabile; almeno un altro ente di Terzo settore con esperienza negli ambiti previsti dal bando; almeno un soggetto autorizzato allo svolgimento di attività di intermediazione al lavoro e almeno un partner pubblico il cui ruolo risulti funzionale al raggiungimento degli obiettivi previsti. Potranno far parte del partenariato, in aggiunta, anche altre organizzazioni non profit, istituzioni, enti di formazione e della ricerca, imprese. I progetti devono essere presentati entro il 9 ottobre 2020. Come nei precedenti bandi, le proposte valutate positivamente saranno poi sottoposte ad una seconda fase di progettazione esecutiva, in collaborazione con gli uffici di Con i Bambini, al termine della quale si procederà all’eventuale assegnazione del contributo. È prevista la valutazione di impatto dei progetti finanziati attraverso una successiva selezione di un ente terzo, in modo da poter procedere a una valutazione complessiva dell’efficacia delle azioni realizzate.

Secondo i dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al 31 dicembre 2019 erano presenti in Italia 6.054 minori stranieri non accompagnati, concentrati prevalentemente in poche regioni: quasi uno su cinque vive in Sicilia (19,2%), seguita da Lombardia (13,6%), Friuli Venezia Giulia (11%) ed Emilia-Romagna (10%). I dati dicono che i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio italiano si caratterizzano per un’età sempre più alta: nel 2019 il 61,5% aveva 17 anni, mentre nel 2015 i diciassettenni erano il 54%. I sedicenni rappresentano oggi il 26,1%, seguiti dai quindicenni (7,2%) e da chi ha meno di 15 anni (5,2%). Questo significa che i ragazzi e le ragazze che arrivano hanno a disposizione un tempo più breve per acquisire un’autonomia di vita che consenta loro di continuare autonomamente il percorso di inclusione sociale avviato da minorenni. In conseguenza delle recenti riforme normative e, in particolare, dell’entrata in vigore della Legge 132/2018, la situazione è diventata ancora più complessa.

Al compimento dei 18 anni vengono agevolati nella permanenza nel sistema di accoglienza SIPROIMI (ex SPRAR) solo i ragazzi che erano già accolti in tali strutture da minorenni e che hanno ottenuto il prosieguo amministrativo fino al ventunesimo anno: per i neomaggiorenni che non erano in strutture SIPROIMI da minori, le problematiche invece sono molte, a cominciare dalla questione abitativa. Altrettanto complesso è diventato l’avvio di percorsi di inserimento lavorativo per le problematiche connesse all’iscrizione anagrafica. Per restare regolarmente sul territorio nazionale dopo il raggiungimento della maggiore età, diventa cruciale per loro non soltanto il possesso di un passaporto, ma anche l’inserimento in un’attività lavorativa e/o di studio di medio-lungo periodo, la disponibilità di una soluzione abitativa e la possibilità di contare su relazioni umane solide e affidabili.

In generale, inoltre si osserva una maggiore fragilità psicologica, dovuta non solo al trauma del percorso migratorio, ma anche alla precarietà e all’incertezza rispetto al futuro. Sui loro percorsi di inclusione incidono inoltre il livello generalmente basso di istruzione, la difficoltà di accesso a opportunità educative adeguate alle loro condizioni: la povertà educativa è quindi un fattore che influisce in maniera decisiva sulla possibilità di realizzare un percorso che permetta loro, al compimento del diciottesimo anno, di rimanere legalmente nel nostro paese.

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