Terni
Dipendenze

Squillaci: «La tragedia di Terni? Una disgrazia annunciata. Nessuno si senta assolto»

8 Luglio Lug 2020 1530 08 luglio 2020
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«Mentre due adolescenti di 15 anni vengono trovati morti per l'assunzione di un mix di sostanze», attacca il presidente Fict, «e ragazzi sempre più giovani, colpevoli solo del male di vivere, continuano a morire ogni giorno l’unico dibattito che “appassiona” è cannabis si o cannabis no»

«Un altro fatto di cronaca nera rompe il silenzio», afferma Luciano Squillaci, Presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, «due adolescenti di 15 anni trovati morti per l'assunzione di un mix di sostanze. Due scene terrificanti che hanno scosso una città intera e l'opinione pubblica perché morire a 15 anni e soprattutto per droga lascia sgomenti».

Luciano Squillaci

Continua il Presidente FICT: «Una società totalmente indifferente che si scuote un attimo soltanto di fronte a tragedie immani come quella di Terni e, peraltro, ampiamente annunciate. Proprio così, ampiamente annunciate. E nessuno può sentirsi assolto, può dire “non potevo immaginare”. Tutti noi, ed anche chi ci governa e chi è chiamato a fare le leggi, sappiamo perfettamente che le droghe uccidono. I dati sono lì a dimostrarlo: quasi un morto al giorno per droga in Italia. Eppure, nonostante questo, nessuno se ne preoccupa e l’unico dibattito che “appassiona” è cannabis si o cannabis no. Mentre ragazzi sempre più giovani, colpevoli solo del male di vivere, continuano a morire ogni giorno. Le droghe creano dipendenza e soprattutto gli adolescenti non hanno gli strumenti per poter fronteggiare questa sirena attrattiva, troppo seduttiva, se alla base non c'è, da parte della società tutta, una corretta informazione ed educazione emotiva».

Morire a 15 anni e soprattutto per droga lascia sgomenti

«Gli adulti e lo Stato si sono dimenticati di investire sulla cultura della prevenzione, sulla trasmissione di quei valori, che preservano la vita umana e che aiutano a distinguere il bene dal male, perché bisogna dirlo chiaramente», continua Squillaci, «tutto ciò che crea dipendenza è male e le droghe uccidono».

Nessuno può sentirsi assolto, può dire “non potevo immaginare”

«Stiamo tornando indietro. Nelle scuole scarseggiano programmi di prevenzione e, soprattutto, in questo periodo, di lockdown gli adolescenti sono stati lasciati ulteriormente da soli e la paura è che sarà sempre peggio. Nelle Comunità terapeutiche», caggiunge Squillaci, «nel 2019 noi abbiamo registrato un incremento di prese in carico di quasi il 10% di minori e adolescenti rispetto al 2017, di questi il 39% ha assunto per la prima volta cannabis, il 12% eroina, l'11% cocaina ed il 25% alcol. Mentre registriamo nel 2019 un decremento del 31% di interventi e progetti di prevenzione e informazione nelle scuole, nei centri di aggregazione, nelle area di formazione per docenti e famiglie».

Gli adulti e lo Stato si sono dimenticati di investire sulla cultura della prevenzione, sulla trasmissione di quei valori, che preservano la vita umana e che aiutano a distinguere il bene dal male

«Questi pochi dati sono gravissimi e ci danno la misura di quanto ci sia disinteresse sul futuro e sulla vita dei minori», conclude il presidente, «Purtroppo se non ci si muove rapidamente e con determinazione in campo educativo, arriveranno altre tragedie annunciate, perché la droga si sconfigge soltanto con la cultura dei valori, che non cadono dal cielo, e con una nuova comunità che torna a svolgere il suo ruolo educativo, mettendo di nuovo al centro i giovani che oggi non hanno più un perché e uno scopo».

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