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Emergenza Covid: si va verso l'allargamento dell'accesso al credito garantito per tutti degli enti di Terzo settore

9 Luglio Lug 2020 1337 09 luglio 2020

Approvato un ordine del giorno al decreto Rilancio su iniziativa di Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva che impegna il Governo a valutare che nel primo provvedimento utile tutti gli enti non commerciali vengano inclusi nelle misure di accesso al credito tramite le garanzie del Fondo PMI

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Maria Chiara Gadda
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Approvato un ordine del giorno al decreto Rilancio su iniziativa di Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva che impegna il Governo a valutare che nel primo provvedimento utile tutti gli enti non commerciali vengano inclusi nelle misure di accesso al credito tramite le garanzie del Fondo PMI

“È urgente che tutti gli enti non commerciali vengano inclusi nelle misure di accesso al credito tramite le garanzie del Fondo PMI, sono soddisfatta che il governo abbia accolto il mio Ordine del Giorno al decreto Rilancio. È una battaglia che porto avanti da tempo, molto attesa dall’intero terzo settore e sostenuta con determinazione da Vita. Positivo che il governo abbia confermato la volontà di correggere questa grave mancanza nel primo provvedimento utile” così Maria Chiara Gadda (foto), deputata di Italia Viva.

“Nel decreto Liquidità, infatti, l’accesso al fondo di garanzia PMI era stato esteso agli enti del Terzo settore, che tuttavia fino all’entrata in vigore del Registro Unico Nazionale previsto dal codice del Terzo Settore, in regime transitorio, sono solo Aps, Odv e Onlus. Si esclude così una molteplicità di enti non profit. L’emergenza ha messo in luce quanto il Terzo settore, con la sua presenza capillare sul territorio, abbia saputo riorganizzarsi per rispondere a bisogni sociali crescenti. Troppo spesso, inoltre, si trascura che il Terzo settore impiega oltre 800 mila lavoratori, professionalità nei diversi campi di attività e che sono vera occasione di innovazione sociale.
Bisogna garantire sostegno e continuità al nostro non profit evitando sbagliate differenziazioni tra enti, che non hanno ragione rispetto al percorso culturale e legislativo avviato con il Codice del Terzo Settore”, aggiunge Gadda.
“La richiesta di protezione sociale da parte delle persone é destinata ad aumentare, e investire sul non profit significa garantire coesione sociale e vero rilancio per le nostre comunità” conclude la deputata.


Il testo dell'Ordine del Giorno:

AC 2500
Ordine del giorno
La Camera,
premesso che:
l’articolo 31 del decreto legge in esame dispone il rifinanziamento del Fondo di garanzia di cui all’ar- ticolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, (c.d. Fondo PMI) per circa 4 miliardi di euro;
il funzionamento di tale Fondo è stato oggetto di una profonda revisione da parte del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40 (c.d. decreto Li- quidità), con il precipuo scopo di approntare uno strumento di agevolazione nell’accesso al credito delle imprese in difficoltà e dei professionisti che hanno visto i propri ricavi fortemente compromessi dagli effetti della pandemia COVID-19;
fra i soggetti che possono accedere ai finanziamenti fino a 30.000 euro, con preammortamento a 24 mesi e durata massima di 120 mesi, tuttavia, non sono inclusi gli enti non commerciali, i quali, noto- riamente, svolgono fondamentali attività di interesse generale a favore della collettività e della inclu- sione sociale, e rispondono in modo sussidiario ai bisogni delle persone più fragili. Si segnala sul punto che l’articolo 13, comma 12-bis, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modi- ficazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, ha esteso l’accesso ai soli enti del Terzo settore che tutta- via, nel periodo transitorio, comprendono esclusivamente Onlus, organizzazioni di volontario e asso- ciazioni di promozione sociale. Ciò comporta un’esclusione dall’accesso al fondo per le PMI per tutti gli enti non profit che, prima della piena attuazione della Riforma del Terzo settore, non potranno qualificarsi come tali;
considerato che:
il terzo settore, con la sua presenza capillare sul territorio e grazie alle tante professionalità presenti, ha saputo riorganizzarsi sin dalle prime fasi dell’emergenza, nonostante l’esplosione di richieste di aiuto, la parziale diminuzione delle donazioni in denaro destinate temporaneamente a favore del si- stema sanitario, i maggiori costi di gestione, e la necessità di preservare dall’epidemia i volontari più anziani;
il terzo settore, grazie anche al modello culturale promosso dal percorso avviato con il codice del terzo settore, è occasione di lavoro per oltre 800.000 professionalità nei diversi campi di attività, e vero luogo di innovazione sociale soprattutto per i nostri giovani;
valutato che:

  • è necessario, nonostante si sia in regime transitorio sino all’entrata in vigore del RUNTS, rispetto alle misure di accesso al credito e a tutte le misure introdotte nei provvedimenti legislativi in corso, che si preservi l’integrità dell’impianto dettato dal Codice del Terzo Settore di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, che valorizza e include la pluralità degli enti;
  • l’inclusione, infatti, anche degli enti non commerciali di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi (decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917), fra i soggetti che possono accedere ai finanziamenti garantiti dal Fondo PMI, rappresenta un’ur- genza reale e concreta per garantire la continuità delle attività. Si deve altresì tenere conto che per “ricavi” si dovranno intendere il totale dei ricavi, rendite, proventi o entrate, comunque denominate come risultanti dal relativo bilancio o rendiconto;

impegna il Governo:

  • a valutare l’opportunità di estendere nel primo provvedimento utile le garanzie del Fondo PMI, oltre agli enti del Terzo settore qualificabili come tali nel periodo transitorio ai sensi dell’articolo 104, comma 1, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (ONLUS, APS e ODV iscritti nei rispettivi registri), anche a favore di tutti gli enti non commerciali, ivi inclusi quelli di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, così da garantire il più agevole accesso al credito da parte di enti che, per la loro vocazione economica e sociale, rappresentano un asse por- tante e fondamentale per la coesione sociale del Paese e per la crescente richiesta di protezione sociale da parte delle persone.

GADDA, TOCCAFONDI, NOJA, MORETTO, MARCO DI MAIO, DE FILIPPO

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