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Da Soleterre una casa d’accoglienza in Burkina Faso per i bambini oncologici

13 Luglio Lug 2020 1612 13 luglio 2020
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Il progetto, costruito in partnership con il Groupe Franco-Africain d'Oncologie Pédiatrique, prevede una struttura composta da sei camere da letto, un grande soggiorno, una cucina, tre bagni, un magazzino, un ufficio e il giardino, e potrà ospitare 12 famiglie composte da un bambino e un genitore ciascuna

Fondazione Soleterre, grazie al partenariato di lunghissima data con il GFAOP (Groupe Franco-Africain d'Oncologie Pédiatrique), ha messo a disposizione a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, una casa di accoglienza per bambini affetti da cancro e loro familiari. In un momento storico in cui la tendenza a chiudersi e correre ai ripari è dilagante, Soleterre e i suoi collaboratori hanno deciso di percorrere la strada dell’apertura e dell’ottimismo, non solo portando avanti ciò che già esiste, ma creando nuove opportunità progettuali in un altro Paese.

La Casa d’accoglienza, attrezzata di tutto punto e messa a disposizione a tempo potenzialmente indeterminato dal GFAOP, è composta da sei camere da letto, un grande soggiorno, una cucina, tre bagni, un magazzino, un ufficio e il giardino, e potrà ospitare 12 famiglie composte da un bambino e un genitore ciascuna. Il personale previsto per l’inizio del progetto comprende un coordinatore, uno psicologo, un’educatrice specializzata, un assistente contabile e uno amministrativo, un autista. Le attività, tra cui iniziative didattiche, giochi, workshop per le mamme e le importantissime sedute psicologiche, saranno definite con l’educatrice e lo psicologo. Sono previste anche gite turistiche nella zona per favorire la coesione tra i bimbi e le famiglie.

«L’acquisto della Casa è un risultato incredibile perché rappresenta un posto sicuro in cui i bambini e i loro genitori possono alloggiare», spiega il responsabile di Soleterre in Burkina Faso, Parfait Tiemtore, «I due ospedali della capitale Ouagadougou, lo CHU – Centre Hospitalier Universitaire Yalgado e la struttura pediatrica Charles De Gaulle accolgono più di 220 bambini all'anno che non sono sufficienti a rispondere al bisogno, costringendo la maggior parte delle famiglie a dormire per terra nei corridoi. Grazie alla nuova Casa, prevediamo di riuscire a ospitarne più delle metà. In secondo luogo, la Casa è una soluzione al problema della distanza: con i pochi mezzi finanziari di cui dispongono, le famiglie non possono permettersi di trovare un luogo di permanenza vicino all'ospedale e, allo stesso tempo, non si possono permettere di fare 50 o più km di tragitto ogni mese dal loro villaggio all’ospedale. Anche la durata delle cure per il cancro, che possono arrivare fino a sei/otto mesi, rappresenta una problematica, perché le famiglie non possono rimanere per un lungo periodo in ospedale senza ritornare a lavorare nei campi o nei villaggi, arrivando così spesso ad interrompere i trattamenti. Grazie alla disponibilità della Casa, le famiglie si sentiranno molto più al sicuro e questo aumenterà la fiducia verso la guarigione dei bambini nonché le possibilità di successo delle cure grazie alla continuità di trattamento e al benessere psicologico garantito da una casa accogliente e protetta. Questo anche perché in Burkina Faso la vita in comunità ha un grande valore: i bambini potranno sentirsi in famiglia, i livelli di stress e depressione calano e al contempo aumentano i sentimenti di ottimismo e positività, che giocano un ruolo cruciale nella risposta alle cure».

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