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Il caso

Milano è sempre la stessa, ma non è quella dello spot del Comune

16 Luglio Lug 2020 1539 16 luglio 2020
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È stato rilasciato ieri un video della campagna YesMilano, pormosso da Comune e Camera di Commercio, che racconta Milano e i suoi quartieri. Ma è davvero così il capoluogo meneghino?

«Sono i quartieri, motore della vita della città, i protagonisti della nuova campagna di comunicazione» così il brand YesMilano in collaborazione con la sede milanese di Wunderman Thompson spiegano il video “Milano è sempre quella, perché non è mai la stessa” promosso tra gli altri anche da promosso dal Comune di Milano, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi con Borsa Italiana, Confcommercio, SEA e Pirelli.

Un video patinato, pop che veicola una città un po' stereotipata tra messaggi gay friendly, estetica hispter e cultura ipermodaiola. E tra i writer di “Lambrooklyn” con tute in stile la Casa del Papel, skater di Stazione Centrale con improbabili outfit da spot della Benetton e fenicotteri rosa la vita milanese sembra una riedizione dello spot “Milano da bere” dell'Amaro Ramazzotti del 1985. Con l'unica differenza che non è chiaro quel sia il prodotto in vendita.

A rendere l'operazione ancora più grottesca c'è il contesto. L'emergenza Covid ancora aperta, i primi morsi della crisi economica e la realtà di quelle strade, che se per il regista dell'operazione sono un fiorire di vestiti assurdi, macchiette e sterotipi modaioli, oggi vede famiglie in difficolà e nuove povertà.

Luciano Gualzetti

A dirlo è Caritas Ambrosiana che, per voce del direttore Luciano Gualzetti, spiega «dall’inizio della pandemia sono aumentate drammaticamente le persone che bussano alle nostre porte per un pacco viveri, un aiuto per pagare bollette, un sostegno per sostenere i costi dell'affitto. Si tratta di persone che prima dell'emergenza avevano un reddito, magari con lavori precari o in nero, e adesso non hanno più niente».

Tra di loro «ci sono tante persone che avevano un lavoro irregolare con cui bene o male riuscivano a sostenersi, ma, all’inizio dell’emergenza sanitaria, l'hanno inevitabilmente perso», continua Gualzetti, «mi riferisco per esempio alle colf e badanti non in regola. Nelle ultime settimana sono arrivati anche molti lavoratori che avevano fatto richiesta di cassa integrazione ma che non hanno ancora ricevuto nulla. Oppure l'hanno ricevuto, ma l’importo è insufficiente per mantenersi nelle città della nostra diocesi. Sono ad esempio gli addetti alle pulizie nei grandi alberghi, camerieri o lavapiatti dei ristoranti: mansioni umili e con contratti fragili nei settori più profondamente colpiti dal Covid-19. Non avendo messo da parte risparmi si sono trovati in difficoltà già dalla terza o quarta settimana di lockdown».

Per garantire l’indispensabile assistenza alimentare Caritas Ambrosiana haoperato su due canali, entrambi potenziati in occasione dell'emergenza Covid-19: il canale tradizionale cioè quello costituito dal pacco viveri distribuito dai Centri di Ascolto Caritas e un secondo canale nato grazie alla collaborazione con i Comuni della diocesi, i volontari della Caritas e della Protezione Civile che ha consistito nella distribuzione presso il proprio domicilio di beni alimentari ai soggetti in difficoltà segnalati dai servizi sociali e dai Centri d’Ascolto della rete Caritas.

«A queste modalità di sostegno si aggiunge l'ormai consolidata forma di aiuto attraverso gli Empori e le Botteghe della Solidarietà presenti nella nostra diocesi. La rete degli Empori e delle Botteghe viene rifornita grazie alle donazioni delle eccedenze alimentari della grande distribuzione, in prevalenza prodotti a lunga scadenza o per l’igiene», spiega Gualzetti.

I numeri? Dall'inizio della pandemia sono state aiutate oltre 18.000 persone tramite la rete di aiuto alimentare che abbiamo creato negli ultmi anni.

Attraverso il Fondo San Giuseppe, istituito dalla Diocesi di Milano e gestito da Caritas Ambrosiana per aiutare chi ha perso il lavoro o ha subito un forte calo di reddito, sono state distribuite direttamente alle persone in difficoltà, con un sostegno al reddito dai 400 agli 800 euro a seconda della composizione del nucleo familiare. Ad oggi sono oltre 900 le persone che ne hanno usufruito.E questo è solo l'inizio.

Il claim della campagna pagata dal Comune recita “Milano è sempre quella, perché non è mai la stessa”. Certamente Milano è sempre lei. Ma in quel video non c'è traccia. Oggi Milano a quanto pare è un non luogo.


Per sostenere Caritas Ambrosiana si può scegliere di destinarle il tuo 5 per mille. Il Codice Fiscale è: 01704670155

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