Lombardia

Covid 19, il 33% delle imprese artigiane ha attivato iniziative di solidarietà

24 Luglio Lug 2020 1533 24 luglio 2020

Lo hanno fatto in situazione di difficoltà nel pieno dell’emergenza sanitaria, con il fatturato in caduta libera tra marzo e maggio. Tutti i numeri in una ricerca promossa da Confartigianato

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Giambellini Mascherina
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Lo hanno fatto in situazione di difficoltà nel pieno dell’emergenza sanitaria, con il fatturato in caduta libera tra marzo e maggio. Tutti i numeri in una ricerca promossa da Confartigianato

Se ne è parlato meno rispetto alla ribalta che hanno avuto i grandi gruppi nazionali o internazionali, ma durante l’emergenza del Coronavirus anche, e in alcuni territori soprattutto, le piccole e medie imprese artigiane sono state decisive per la tenuta delle comunità locali. A confermarlo numeri alla mano è la terza edizione della survey “Effetti del coronavirus sulle MPI lombarde”, che ha messo la lente su oltre 2 mila imprese di micro-piccole dimensioni del manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi non commerciali.

Lo studio ha rilevato che il 33% delle micro e piccole imprese lombarde, seppur in situazione di difficoltà nel corso dell’emergenza sanitaria, con il fatturato in caduta libera tra marzo e maggio, si è attivato per supportare la comunità in cui vivono e operano . Di queste imprese, il 34,5% ha partecipato a iniziative per sostenere fasce di popolazione più deboli, il 21,1% ha donato dispositivi di protezione, il 19,5% ha partecipato ad iniziative promosse dell’associazione (es. donazione di respiratori agli ospedali), il 16,8% ha donato prodotti/servizi dell'impresa, il 15,3% ha contribuito alla realizzazione di strutture sanitarie per affrontare l’emergenza e il 10,8% ha organizzato una raccolta fondi per ospedali/protezione civile della sua zona.

A questi si aggiunge un 16,9% di MPI che ha compiuto altri interventi: hanno realizzato donazioni ad ospedali, protezione civile, Croce rossa, Regione e onlus, si sono resi disponibili per interventi su pubbliche strutture ospedaliere e di primo soccorso, hanno partecipato alla distribuzione di alimenti al banco alimentare; hanno donato tessuto per mascherine al comune, hanno effettuato la produzione di valvole dei respiratori attraverso la stampa 3d, hanno proposto riparazione per veicoli di soccorso senza imporre costi di mano d'opera, hanno realizzato mascherine e dispositivi di protezione per la protezione civile e il comune e hanno offerto servizi di pulizia agli ospedali effettuando ritiro, sanifica e riconsegna di strumenti e ossigenatori a titolo volontario.

«Le imprese artigiane hanno nel loro dna un forte legame con il territorio in cui operano e con le persone che lo abitano: un legame che si esprime in molti modi, spesso anche con un supporto concreto alle iniziative sociali, culturali, sportive che lo animano. In un momento di emergenza come quello che abbiamo vissuto, è stato naturale per molti dei nostri imprenditori cercare di fare la propria parte», a parlare è il residente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti, che chiosa: «Alcuni lo hanno fatto partecipando a raccolte fondi per donare strumenti di prima necessità, come quella che ha permesso a Confartigianato nazionale di donare 20 respiratori pressometrici ai reparti di terapia intensiva di diversi ospedali italiani, altri mettendo a disposizione le proprie capacità per fare qualcosa di utile, come è stato per l'allestimento dell'ospedale da campo di Bergamo, che ha visto un impegno in prima persona di un nutrito gruppo di artigiani della zona. Crediamo che questo legame, così profondo e concreto, sia uno dei punti di forza che contraddistinguono le imprese a valore artigiano: imprese che fanno crescere non solo l'economia, ma spesso alimentano anche il benessere sociale dei luoghi dove hanno sede».

Al di là dell’emergenza, l'orientamento sociale del sistema delle MPI lombarde è un fattore strutturale, come si evidenzia nell'analisi dei risultati recentemente resi disponibili dall'Istat dell'indagine del Censimento permanente delle imprese.

In condizioni normali, al di fuori dell’emergenza, il vettore più rilevante di connessione delle micro e piccole imprese con il territorio è lo sport: le azioni realizzate per il benessere del territorio più diffuse sono, infatti, quelle sportive, che interessano il 27,8% delle imprese attive con iniziative di tipo collettivo sul territorio; una ampia rilevanza si registra anche per le iniziative umanitarie (25,8%), culturali (21,3%) e di contrasto alla povertà o al disagio sociale (17,0%). Quote significative di MPI realizzano iniziative in campo socio-assistenziale (14,6%), sanitarie (10,1%) e a sostegno ad attività scientifiche e formative generali (9,1%) e di rigenerazione urbana e/o territoriale (8,6%).


Nell'immagine di apertura: il presidente di Confargianato Bergamo, Giacinto Giambellini, nell'ospedale da campo di Bergamo alla cui costruzione hanno preso parte alcuni artigiani locali

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