Foto Alessandro Giacomo Lorenzo
Innovazione

Tre bambini italiani progettano robot salvambiente: premiati a sfida Stem mondiale

24 Luglio Lug 2020 2000 24 luglio 2020
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La loro idea ha ottenuto il secondo posto agli International Stem Awards, concorso per giovanissimi appassionati di materie Stem.118 i progetti selezionati e 300 i partecipanti (7-25 anni), provenienti da 10 Paesi al mondo. Gli istituti italiani e internazionali a supporto del progetto vanno dal Politecnico di Milano al Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea. Abbiamo parlato con Cristina Fallica, designer, fondatrice dell’associazione di coding CoderDojo Como (parte di un network mondiale) e mentor dei bambini

3 bambini italiani si sono classificati secondi al concorso International Stem Awards , progettando un robot "salvambiente", che raccoglie e differenzia la spazzatura. Si chiamano Alessandro Cattaneo, 9 anni, Lorenzo Corrias, 8, e Giacomo Dragonetti, 9, e si sono classificati secondi con merito nella categoria Kids (7-10 anni) alla sfida internazionale. Sono di Como e provincia e si sono conosciuti a CoderDojo Como, associazione nata per favorire l’alfabetizzazione digitale sul territorio delle nuove generazioni, parte di un movimento internazionale non profit, nato in Irlanda e organizzato in centinaia di club indipendenti in tutto il mondo. I tre bambini hanno frequentato i corsi di formazione di CoderDojo ispirati al metodo educativo ideato dal Mit di Boston, il creative learning, basato sull’imparare facendo, con passione e con il gioco, e sul cooperative learning, cioè sull’apprendimento che avviene insieme, in maniera spontanea, senza paura di sbagliare. Con i loro mentor dell'associazione, un gruppo di professionisti volontari, i tre bambini hanno deciso di partecipare al concorso.

Cristina Fallica

Abbiamo parlato con Cristina Fallica, presidente e fondatrice dell’associazione. Designer di professione, ha lavorato per più di 8 anni al Politecnico di Milano, dove si è occupata di ricerca applicata e di didattica, e tuttora collabora con il Poli.design, realtà di riferimento a livello internazionale per la formazione post laurea. «La forza di questo progetto è che tre bambini molto piccoli che vengono da scuole e da zone diverse sono riusciti a incontrarsi a CoderDojo Como, grazie anche ai loro genitori, e a portare avanti il loro progetto, con tutte le difficoltà che questo comporta», spiega Cristina Fallica.

«Hanno dovuto superare dei limiti, e questo è il bello della progettualità. Come progettista sono convinta che anche un percorso formativo, come quello che hanno affrontato i bambini, sia un progetto , anche se non comporta come risultato un prodotto fisico (come può essere un oggetto di design o un progetto architettonico). Nel corso di questa attività progettuale si incontrano difficoltà e si deve magari cambiare rotta. Ed è ciò che hanno fatto i bambini. Questo è stato uno dei passi più importanti che hanno affrontato in quest’esperienza», spiega Cristina Fallica.

Che tipo di robot hanno ideato i bambini? chiediamo a Cristina Fallica. «È un robot programmabile, con accessori e sensori, e si chiama Codey Rocky. Si tratta di un kit di robotica educativa per lo studio delle materie Stem. È stato individuato per i bambini dalla mentor Pia Corbani. Per programmarlo si usano blocchi visivi tipo pezzi di Lego per dare istruzioni al robot, invece di stringhe di programmazione», sottolinea.

Il progetto dei tre giovani vincitori si chiama EcoRobo’ 2k20. Alessandro, Lorenzo e Giacomo hanno ideato un robot salvambiente, che raccoglie la spazzatura e che è in grado di distinguere i diversi tipi di rifiuti da raccogliere e da differenziare. «Abbiamo pensato», dicono i tre bambini, «che EcoRobo' poteva anche aiutarci a misurare tutta la spazzatura che produciamo. Così abbiamo creato una variabile che contasse i rifiuti distribuiti lungo il percorso». Con questo progetto si sono classificati con merito al secondo posto della categoria Kids (7-10 anni) degli International Stem Awards.

«Abbiamo imparato che difendere e curare l'ambiente è importante e lo abbiamo fatto giocando e divertendoci!», hanno affermato Alessandro, Giacomo e Lorenzo.

Per quanto riguarda l'obiettivo di CoderDojo Como«la mia idea», spiega Cristina Fallica, «era di portare le nuove tecnologie alla portata dei ragazzi. Molti genitori sostenevano che non bisognasse far usare le nuove tecnologie ai bambini, ma il punto per me è educarli a usarle con criterio. Nel mio percorso lavorativo sono stata docente e ricercatrice al Politecnico di Milano e ho organizzato corsi di formazione nell’ambito della luce (sono lighting designer), poi nell’ambito del design. Questa esperienza mi ha portato a dedicarmi alla formazione dei bambini. Mi sono quindi interessata anche alla digital fabrication e ai fab lab. CoderDojo Como nasce anche da una necessità personale: a Como non c’erano corsi di formazione sulle nuove tecnologie per i bambini. Dopo aver accompagnato uno dei miei due figli a un’attività di CoderDojo Lugano, attività che ha entusiasmato entrambi, ho deciso di avviare CoderDojo Como con uno dei mentor di Lugano, Gaspar Torriero, insieme ad altri tre cofondatori», spiega Cristina Fallica.

I tre giovani programmatori vogliono continuare a creare insieme: la loro idea è di ritrovarsi a settembre per fare un nuovo progetto con il robot che hanno vinto per il secondo posto categoria Kids agli International Stem Awards, robot mBot, un kit di robotica educativa.

International Stem Awards è un’organizzazione non profit il cui obiettivo è di ispirare e mobilitare bambini e ragazzi dai 7 a 25 anni, affinché promuovano idee e soluzioni tecnologiche innovative ai problemi attuali. Il concorso, quest’anno alla sua prima edizione, che si è svolta in versione interamente online, ha scelto 118 progetti e coinvolto circa 300 giovani partecipanti, provenienti da 10 Paesi in tutto il mondo. I progetti sono stati selezionati dal comitato scientifico, composto da illustri professori e ricercatori provenienti da università italiane e internazionali e da centri di ricerca. Le sfide proposte dell’edizione 2020 hanno affrontato problemi globali, come: smart cities e comunità sostenibili, vita e salute, spazio e nuove frontiere, energia e ambiente.

I fondatori di International Stem Awards: Carlo Alberto Degli Atti, Elena Vender, Angelo Sala

International Stem Awards è anche una piattaforma internazionale che consente ai giovani di coltivare la loro passione per le materie Ste(a)m (Scienze, tecnologia, ingegneria, arte e matematica), e di presentare i propri progetti in una community internazionale. Molti sono gli istituti accademici che supportano l’organizzazione nonprofit: il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Genova, l’Università di Saragozza, JRC - Joint Research Centre della Commissione europea e molti altri istituti europei e internazionali.

Foto di apertura: da sinistra Alessandro Cattaneo, Giacomo Dragonetti e Lorenzo Corrias. © CoderDojoComo. Foto dei fondatori di International Stem Awards: ©International Stem Awards

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