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Migranti

L’Europa Controvento: il viaggio solidale di sei ragazzi da Schengen a Lampedusa

20 Agosto Ago 2020 1105 20 agosto 2020
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Si chiama “Road to Lampedusa” il progetto nato dall'incontro di sei giovani tra i 27 ed i 40 anni, tutti impegnati in campo economico-finanziario in Lussemburgo, e Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che nel 2019 è stato eletto come europarlamentare del PD. Il viaggio inizierà l'11 settembre e sarà accompagnato da una raccolta fondi

Da Schengen, la porta d'ingresso dell'Europa libera, a Lampedusa, porta d'ingresso dell'Europa solidale. Come moderni Sancio Panza viaggeranno controvento sul loro furgoncino, «per essere solidali, per essere migliori, per restare umani». Combatteranno «contro i mulini che ventilano odio con le loro pale». L’anima e la mente di questo ambizioso progetto, “Europa Controvento: Road to Lampedusa” sono sei ragazzi di età compresa tra i 27 ed i 40 anni: tre campani, uno pugliese, uno umbro, e uno laziale. Lavorano tutti in campo economico-finanziario a Lussemburgo, «piccolo ma speciale esempio di integrazione europea», dicono. Alle spalle hanno studi all’estero, l’impegno politico (al Circolo PD - Sezione Lussemburgo) ed esperienze di volontariato.

L’idea del viaggio solidale è nata dopo aver incontrato Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che nel 2019 è stato eletto come europarlamentare del PD. «Lo scorso autunno il medico è venuto a raccontare alla comunità italiana in Lussemburgo il suo impegno sull’isola», raccontano. «Ne siamo rimasti folgorati e abbiamo pensato che, sebbene quella realtà sia molto lontana dalla nostra quotidianità di italiani che vivono lontani da casa, noi possiamo comunque impegnarci a dare una mano».

Il loro viaggio inizierà venerdì 11 settembre dal Lussemburgo, poi faranno tappa a Modena (per la chiusura della Festa dell'Unità), Roma (alla Comunità Di Vita Cristiana), e Riace (dove sperano di incontrare Mimmo Lucano), per terminare a Lampedusa una decina di giorni dopo. Mentre scriviamo sono ancora in via di definizione le tappe di Milano; Assisi, con “Economy of Francesco”; e Napoli, con Maestri di Strada Onlus; così come una collaborazione con l’artista albanese Jonida Xherri, ideatrice e creatrice del progetto “Intrecci", che parla di scambio e di intrecci di fili e vite ed ha a cuore il tema dell’accoglienza.

«Partiamo per cercare le persone di buon cuore lungo la nostra strada, per documentare che sono in tanti là fuori ad offrire forza e coraggio a chi è più sfortunato, a chi è un viaggiatore forzato», spiegano. Nel mezzo, una raccolta fondi da destinare alla Comunità Alloggio "Gesù bambino" di Palermo, dove le Sorelle missionarie della misericordia si dedicano all’ospitalità di bambini abbandonati o vittime di violenza e all’accoglienza di ragazze madri.

Il progetto ha ricevuto anche l’endorsement di Bartolo che in un post di qualche giorno fa ha scritto: «”Europa controvento” è una sacca da viaggio, l'empatia delle idee giuste, un minivan e l'ostinazione di contribuire a "fare l'Europa delle persone", anche contro i silenzi pesanti dei politici sulla questione migranti».

Bruno, Daniele, Filippo, Luca, Marco, Onofrio hanno scelto di non essere indifferenti, di navigare più veloci dei venti...

Geplaatst door Pietro Bartolo op Donderdag 13 augustus 2020

«Noi sei abbiamo potuto andarcene da casa per studiare e lavorare: non siamo stati obbligati. Ma sappiamo che ogni giorno migliaia di giovani nel mondo stanno migrando come noi, ma a differenza nostra muoiono in mare, solo perché non hanno avuto la nostra stessa fortuna. Noi stiamo cercando di migliorare la nostra vita mentre loro stanno solo cercando di salvarla», sottolinea Luca Ercolano, portavoce del gruppo. Per lui «questo viaggio è un po’ uno spartiacque simbolico» del suo vagabondare. Ha lasciato l’Italia a 20 anni, ed il ventennale dalla partenza ricorrerà proprio durante il viaggio. In Lussemburgo ci andò per la prima volta nel 2002, quando quel reticolato di vie «era un dormitorio per Eurocrati». Ora è diverso: «è un luogo abbastanza vivo, dinamico, certamente progressista. Qui le persone si approcciano in inglese, senza neanche chiedere di dove sono, tanto lo sai, di solito, sono europei».

I sei ragazzi ricordano e sono consapevoli che la storia delle migrazioni in Europa è centenaria. Il nonno di Daniele Guidubaldi, 33 anni di Gualdo Tadino (Perugia), 50 anni fa migrò verso le stesse terre per cercare una vita migliore. «Le condizioni erano ben diverse, la valigia di cartone conteneva non solo sogni e speranze, ma anche le sofferenze e le paure per tutto ciò che ci si lasciava alle spalle», sottolinea. «Io, invece, ho preso la valigia, il mio bel passaporto con free access per tutto il mondo ed ho fatto la mia scelta».

Filippo Mancini, «Romano de Roma», classe 1992, si è trasferito in Lussemburgo poco più di 2 anni fa per lavoro. Sin dall’adolescenza ha partecipato a campi missionari di volontariato in Romania e a Cuba, «scoprendo il valore della condivisione e dell’arricchimento personale» che tali esperienze offrono. «Sono entusiasta di questo progetto perché c’è tutto ciò che secondo me crea la felicità: amicizia, solidarietà, condivisione, scoperta e un pizzico di sana follia», dice.

Bruno La Marra, partenopeo, classe ’89, ha lavorato a Londra, prima di atterrare in Lussemburgo cinque anni fa. «Qui ho visto migliaia di volti provenienti da molti luoghi sparsi per il mondo, ognuno con il proprio bagaglio di gioie e dolori, di storie uniche ed irripetibili. Sono convinto che non esitano nazioni o cittadini, ma esseri umani con culture ed esperienze diverse, il cui incontro genera nuove e migliori versioni di noi stessi».

Marco Onorato, nato a Bacoli in provincia di Napoli, ha studiato tra Italia, Belgio e Regno Unito. È l’attuale segretario del PD Lussemburgo. «Credo che l’economia sia un mezzo che serve a potenziare il vero fine: il benessere dell’uomo», dice. «Alla base del progetto “Europa Controvento” c’è la convinzione che senza la solidarietà, il concetto di libertà perda di senso. La salvezza o è collettiva oppure non può esistere».

Onofrio Cristiano Squicciarini, nato ad Altamura nel 1993, è arrivato nel Granducato nel 2017 dopo aver studiato diversi anni all’estero. La vita al centro dell' Unione Europea gli ha restituito il senso della comunità con gli altri cittadini europei e la grinta per iniziare questa nuova avventura e ripercorrere un cammino inverso verso i confini dell' Europa.


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