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Abitare

Il rammendo delle periferie di Renzo Piano fa tappa a Modena

1 Settembre Set 2020 1201 01 settembre 2020
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Il progetto G124, che l'archistar sostiene con il suo stipendio da senatore a vita, ha toccato il Parco XXII Aprile della città emiliana oggetto di una riqualificazione frutto di un processo partecipativo che ha coinvolto quartiere e associazioni di volontariato. I lavori inizieranno in primavera

«Il grande progetto del nostro Paese sono le periferie: la città che sarà, la città che lasceremo ai nostri figli». A sostenerlo è l’archistar Renzo Piano che con i fondi del suo stipendio di senatore a vita, attraverso il gruppo di lavoro G124, ha già realizzato diversi progetti di riqualificazione in varie periferie italiane e altri sono in corso.

Il gruppo di lavoro è costituito da giovani architetti sotto i 35 anni che, coordinati da tutor, hanno il compito di produrre studi di rammendo su una periferia. In particolare, per l’Emilia è stata scelta la città di Modena, nello specifico il Parco XXII Aprile, zona che come ammettono residenti e volontari che ci abitano e operano, gode di eccessiva cattiva fama e grazie a questa riqualificazione potrà assumere un nuovo volto.

Frutto di un processo partecipativo che ha coinvolto il quartiere Crocetta e le associazioni di volontariato che da anni operano sul parco soprattutto con e per i giovani, come afferma l’architetto modenese Matteo Agnoletto che coordina i quattro giovani architetti emiliani operativi sul progetto - Alessia Coppelli, Martina Corradini, Stefano Davolio e Leo Piraccini - questa proposta non sarebbe stata possibile senza il contributo di idee proveniente dal mondo del volontariato locale.

Il progetto presentato in questi giorni, prevede la costruzione nella prossima primavera di un padiglione centrale, una struttura multifunzionale in legno destinata alle tante iniziative del parco come spettacoli, presentazione di libri e attività didattiche; nei pressi, a fare da cornice alla struttura, avverrà in autunno una piantumazione importante a cura del noto scienziato Stefano Mancuso. A coronare il tutto sarà un'opera dell'artista internazionale Edoardo Tresoldi, specializzato nella creazione di installazioni ambientali in rete metallica, già realizzata e in attesa di essere posizionata in base alle tempistiche che verranno definite con il comune.

Conosciuto per il degrado e lo spaccio, il Parco XXII Aprile si presenta così alla cittadinanza sotto una luce nuova, che valorizza l’impegno pluridecennale delle realtà di volontariato che in silenzio e con costanza portano avanti da tempo attività di aggregazione giovanile, doposcuola e proposte ricreative per tutte le età, uno dei parchi più vivi della città, frequentato da tante comunità diverse.

«Le difficoltà esistono, nessuno nega i problemi relativi a spaccio e microcriminalità che ci sono, ma il nostro parco è tanto altro ed è questo “altro” che merita altrettanta visibilità, visibilità che con questo progetto vediamo arrivare» commentano le associazioni.

Nel video, la testimonianza degli architetti Matteo Agnoletto, coordinatore del progetto, e di Leo Piraccini.

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