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Emergenze

Suicidi, oltre 2mila richieste di aiuto in sei mesi

4 Settembre Set 2020 1602 04 settembre 2020
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In occasione della Giornata mondiale per la Prevenzione del Suicidio (10 settembre), Telefono Amico Italia diffonde i dati delle chiamate ai servizi di ascolto (telefono, WhatsApp e mail): oltre il doppio dello stesso periodo del 2019. Un aumento «legato non solo alle conseguenze psicologiche dell’emergenza Covid-19» secondo la presidente dell'helpline Monica Petra, ma anche al fatto che «si inizia a chiedere aiuto con più facilità e meno “vergogna”»

«Nei primi sei mesi del 2020 abbiamo ricevuto quasi 2mila richieste di aiuto da parte di persone attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per il possibile suicidio di un proprio caro, oltre il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». A renderlo noto, in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio (che ricorre il 10 settembre), è Telefono Amico Italia, l’organizzazione di volontariato che da oltre 50 anni è a disposizione di chi ha bisogno di essere ascoltato e sostenuto.
«Sono oltre 800mila le persone che ogni anno, nel mondo, si tolgono la vita, in media una ogni 40 secondi. Numeri impressionanti che ci spingono a lavorare in maniera sempre più intensa sul fronte della prevenzione», spiega la presidente di Telefono Amico Italia Monica Petra. «Proprio con l’obiettivo di accendere i riflettori su questo complesso fenomeno da anni celebriamo la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio attraverso street action di sensibilizzazione in varie città italiane. Quest’anno, viste le restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19, abbiamo deciso di ricordare l’importanza di questa giornata attraverso un evento virtuale che prevede approfondimenti sul tema, testimonianze dirette e momenti artistici molto toccanti».

Restando sui dati Petra aggiunge: «Negli ultimi mesi abbiamo riscontrato un netto aumento di telefonate e messaggi ai nostri tre servizi di ascolto: chiamate vocali attraverso numero unico 02 23272327, chat attraverso il numero WhatsApp 345 0361628 e mail attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito telefonoamico.it. Al numero unico le segnalazioni relative al suicidio sono arrivate principalmente da uomini (58%) con età compresa tra i 26 e i 35 (22%); in circa il 40% dei casi le chiamate sono arrivate da persone che hanno chiesto aiuto per sé, mentre nel restante 60% dei casi le chiamate sono arrivate da persone preoccupate per altri. Il servizio WhatsApp Amico è stato invece utilizzato, in relazione al tema del suicidio, principalmente da donne (54%) con età compresa tra 18 e 25 anni (35%). Importante prevalenza di donne (65%) anche nelle segnalazioni ricevute dal servizio mail M@ilAmica. In termini assoluti, la maggior parte delle richieste di aiuto relative al tema del suicidio è arrivata attraverso chiamate vocali al numero unico, che è il nostro strumento di ascolto storico. Notiamo, tuttavia, una netta crescita del servizio WhatsApp, recentemente esteso a livello a nazionale, dove il tema del suicidio tocca ben una chat su quattro. Questo significativo aumento delle richieste di aiuto potrebbe essere legato non solo alle conseguenze psicologiche dell’emergenza Covid-19, ma anche al fatto che finalmente, pian piano, si sta sgretolando il tabù sul suicidio e si inizia a chiedere aiuto con più facilità e meno “vergogna”».

In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, a partire dalle ore 18.30, Telefono Amico Italia trasmetterà un evento virtuale che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dello psichiatra e psicoterapeuta di fama internazionale Diego De Leo, direttore emerito del Centro collaborativo della Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la Ricerca e la Formazione sulla Prevenzione del Suicidio e dell’Istituto Australiano per la Ricerca e la Prevenzione del Suicidio della Griffith University di Brisbane nonché direttore del Dipartimento di Psicologia presso la Primorska University della Slovenia, dove dirige il Centro Nazionale per la Ricerca sul Suicidio.
Lo psichiatra guarda con preoccupazione all’autunno. «I prossimi mesi potrebbero essere particolarmente delicati sul fronte della sofferenza psicologica a causa degli effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria. È fondamentale», avverte De Leo «preparare sin d’ora la popolazione alle difficoltà del periodo che sta arrivando in modo che non ne venga colta del tutto alla sprovvista. Personalmente temo che, come accade a seguito di ogni grande crisi finanziaria, nei prossimi mesi dovremo attenderci conseguenze drammatiche per molte famiglie. E difficoltà importanti potrebbero indurre a reazioni tragiche. Il Covid ha aumentato da subito i livelli di depressione, ansia, ossessività, fobie, irritabilità, paura del contagio e violenza domestica. Inoltre» aggiunge, «persone in passato portatrici di disturbi mentali, e da tempo in completo benessere, sono tornate a presentare sintomi. L’aspetto più critico di questa emergenza potrebbe risiedere proprio nei timori per il futuro, soprattutto in termini di occupazione e di bilanci delle famiglie, cui si associano frequentemente problemi di salute psichica».

L’evento virtuale "Lo Spazio che ci unisce", in programma giovedì 10 settembre alle ore 18.30, sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Telefono Amico Italia e prevede la partecipazione, oltre che dello psichiatra De Leo che riponderà in diretta alle eventuali domande e della presidente di Telefono Amico Italia Monica Petra, dell’improvvisatore e autore Patrizio Cossa, della cantautrice Irene Ghiotto con la canzone “Gli ingegneri delle anime umane”, del cantautore Jacopo Ratini con la canzone “Cose che a parole non so dire” e del cantautore Cosimo “Zanna” Zannelli, che ha scelto questo evento per la presentazione ufficiale della sua nuova canzone “Lo Spazio che ci unisce”, che dà il titolo all’intera iniziativa di sensibilizzazione che ha come hashtag #LoSpazioCheCiUnisce.
«Con questo evento», conclude Monica Petra, «vogliamo ricordare che Telefono Amico Italia è sempre a disposizione di tutte le persone che vivono fasi di disagio profondo e dei loro familiari, anche e soprattutto in questo momento così difficile»

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