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Uganda, la lotta al Covid a Rhino Camp passa per la tecnologia e-Health

9 Settembre Set 2020 1043 09 settembre 2020
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Amref Health Africa e la Nando and Elsa Peretti Foundation collaborano ad un intervento di contrasto alla diffusione del COVID-19 tra le comunità rifugiate e quelle ospitanti del campo per rifugiati Rhino Camp nel Nord Uganda. Lo fanno anche tramite la tecnologia e-Health

Contrastare il COVID-19 in situazioni di estrema fragilità. Sarà questo il compito dei Village Health Teams e dell'intera comunità del campo per rifugiati Rhino Camp, nel Nord Uganda. Amref Health Africa e la Nando and Elsa Peretti Foundation collaborano infatti ad un intervento di contrasto alla diffusione del COVID-19 tra le comunità rifugiate e quelle ospitanti del campo. Lo fanno anche tramite la tecnologia e-Health.

Al 7 settembre, secondo gli ultimi dati OMS, sono 54 – tutti – gli Stati africani che hanno registrato un totale di circa 1,3 milioni di contagi e 31.000 decessi. In Uganda, il numero di casi è salito a oltre 3.667 nelle ultime 48 ore, e giovedì 3 settembre, nel Paese, sono stati segnalati 176 nuovi casi di COVID-19. Questa cifra rappresenta il più alto aumento giornaliero di casi di Coronavirus in Uganda, dall’inizio della pandemia, con un aumento del 134% rispetto al giorno precedente.

Attualmente l’Uganda è il Paese africano che ospita più rifugiati (UNHCR, luglio 2020): all'incirca 1.4 milioni. Dall’aprile del 2020, sono stati registrati circa 1.980 nuovi rifigurati ogni mese. L’insediamento di rifugiati di Rhino Camp nel Nord Uganda ospita oltre 118.182 persone, con un totale di 30.158 famiglie (dati OPM, aggiornati ad aprile 2020), principalmente migrati da Paesi adiacenti, quali il Sud Sudan, la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi e la Somalia. Il 61% della popolazione è formato da bambini.

In questo campo il 64,6% dei ricoveri alle strutture sanitarie è dovuto a episodi di malaria, il 7,6% a infezioni delle vie respiratorie e il 29,1% ad altre malattie. Attualmente le esigenze prioritarie legate ai rischi COVID-19 sono rafforzare il sistema sanitario (formale e informale) per individuare tempestivamente il COVID-19; rafforzare il sistema sanitario per gestire i casi positivi e limitare i contagi; sensibilizzare le comunità; aumentare la capacità del governo di applicare misure precauzionali in ambito di sanità pubblica e ordine sociale.

Secondo l'ultimo rapporto sui progressi del progetto, questa settimana sarà dedicata in parte al miglioramento della capacità di 5 strutture sanitarie – ognuna frequentata da oltre 200 persone al giorno – per rispondere e gestire i casi COVID-19, e alla formazione di 50 operatori sanitari, incluso il personale di laboratorio, sulla prevenzione/controllo del virus, e sulla sorveglianza delle malattie su base comunitaria (CBDS).

Amref lavorerà in stretta collaborazione con il Ministero della Salute Ugandese e altri organismi che svolgono un ruolo attivo nella risposta all'emergenza sanitaria. Tra questi, i Village Health Teams (composti da membri della comunità), leader religiosi, responsabili dei campi, rappresentanti delle donne, ecc., che riceveranno indicazioni su come migliorare la consulenza e come rivolgersi agli abitanti dei villaggi, mentre gli operatori sanitari governativi saranno formati sulla prevenzione, sul controllo e sulla sorveglianza del COVID-19 e di altre malattie, su base comunitaria (CBDS).

Tutti gli operatori sanitari coinvolti – circa 100 persone provenienti dai 5 distretti di Rhino Camp – utilizzeranno le innovazioni digitali LEAP (http://www.leaphealthmobile.com/), Jibu e M-Jali, che prevedono la personalizzazione dei contenuti formativi digitali che verranno distribuiti agli operatori attraverso i loro dispositivi mobili. LEAP, ad esempio, utilizza la tecnologia audio e SMS per responsabilizzare, sensibilizzare o formare personale sanitario, consentendo a ogni individuo di apprendere al proprio ritmo, con i propri dispositivi mobili e all’interno delle proprie comunità.

L’intervento di Amref Health Africa e la Nando and Elsa Peretti Foundation andrà a beneficio di circa 50.000 persone, in 5 strutture sanitarie presidiate da 50 operatori sanitari provvisti di IPC e Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). I beneficiari indiretti del progetto – la popolazione totale di Rhino Camp – saranno circa 120.000.

Dall’agosto del 2017, Amref sta lavorando sull’intervento di emergenza nel campo per rifugiati di Rhino, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) finalizzato a garantire l’accesso a servizi igienici adeguati e a cure mediche standard e infine a colmare le gravi lacune nei requisiti sanitari del Paese. Il cofinanziamento della Chiesa Evangelica Valdese, grazie al quale Amref è in grado di continuare a garantire le cure sanitarie necessarie a rifugiati e membri ospitanti, è stato inoltre avviato il primo gennaio del 2019.

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