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I Dialoghi di Vita e Telefono Azzurro: La nuova scuola dentro e fuori scuola

14 Settembre Set 2020 1556 14 settembre 2020

In un dibattito pubblico appiattito sul contorno, in queste settimane è parso affievolirsi il desiderio di una scuola nuova, soffocato da troppi atti prescrittivi, I Dialoghi di Vita.it e Telefono Azzurro provano questa settimana a proporre un diverso racconto e narrazione. Partecipano Elisabetta Dodi, Alfonso D’Ambrosio, Rachele Furfaro, Sara De Carli e Angelo Bardini

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In un dibattito pubblico appiattito sul contorno, in queste settimane è parso affievolirsi il desiderio di una scuola nuova, soffocato da troppi atti prescrittivi, I Dialoghi di Vita.it e Telefono Azzurro provano questa settimana a proporre un diverso racconto e narrazione. Partecipano Elisabetta Dodi, Alfonso D’Ambrosio, Rachele Furfaro, Sara De Carli e Angelo Bardini

«Sono trascorsi sei mesi dalla chiusura delle scuole. Ci si è accaniti nel discutere se, quando e come riaprire, ma poco ci si è soffermati a osservare, ricercare e comprendere che cosa stava succedendo della scuola nei mesi di lock down, come si stavano rimodulando le relazioni con bambini e ragazzi, con le loro famiglie, tra docenti, come si stavano inevitabilmente trasformando i processi di insegnamento e apprendimento, come si stava rendendo necessario attingere a contesti e materiali educativi e formativi inediti», come ha scritto Elisabetta Dodi.

In un dibattito pubblico appiattito sul contorno, in queste settimane è parso affievolirsi il desiderio di una scuola nuova, soffocato forse anche dal fatto che al 26 agosto 2020, gli “atti prescrittivi” e i “protocolli adottati” per la ripresa delle scuole sono 10, per complessive 184 pagine, che a loro volta rimandano ad altri documenti. I Dialoghi di Vita.it e Telefono Azzurro provano questa settimana a proporre un diverso racconto e narrazione.

Ciò nonostante e malgrado tutto, mai come inqueste settimane, la scuola è stata desiderata e invocata. per questo è importante sottolineare come accanto al racconto della scuola, delle paure e delle aperture a singhiozzo, quello mainstreaming, c’è la scuola. Quella che c’è, che fa, che ci crede. Quella che non si è fermata: non solo durante il lockdown, quando il tempo era sospeso, ma nemmeno dopo, nel tempo dell’attesa. Per tanti che hanno aspettato, immobili, che dall’alto arrivassero indicazioni da applicare, molti altri invece hanno immaginato, pensato, ipotizzato, costruito, sognato. Per gli studenti e le famiglie, resta il dolore di una scuola a diverse velocità, che non raggiunge tutti e ciascuno offrendo le medesime opportunità; per il Paese resta la sfida – improrogabile – di mettere l’innovazione a sistema. Ma una scuola nuova non solo è possibile: c’è già. E noi proveremo a raccontarla, attraverso le voci di quelli che la scuola la stanno cambiando, da dentro e da fuori riprendendo il numero del magazine Vita in edicola.

Un racconto coordinato da Riccardo Bonacina e Ernesto Caffo che vede la partecipazione di:

  • Alfonso D’Ambrosio, DS dell’IC di Vo’ Euganeo. Scuola simbolo. Il 14 settembre ci va Mattarella a inaugurare l’anno scolastico
  • Elisabetta Dodi pedagogista e formatrice. Docente del Master in Competenze Interculturali presso la Facoltà di Scienze della Formazione all'Università Cattolica
  • Rachele Furfaro, Fondatrice e dirigente delle Scuole Internazionali dalla parte dei bambini e Presidente Fondazione FOQUS, Napoli
  • Sara De Carli curatrice numero di VITA dedicato alla scuola
  • Angelo Bardini referente di Bibliòh! la rete di scuole innovative. Insegnante, membro del tavolo Piano Nazionale Scuola Digitale, e direttore del Milestone, il jazz club di Piacenza.

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