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Maugeri

Covid, 3,7 milioni in Dpi e un team per difendere pazienti e lavoratori

16 Settembre Set 2020 1428 16 settembre 2020
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La Giornata mondiale della sicurezza sanitaria (17 settembre) occasione per un bilancio dei 18 Istituti dell’Ics Maugeri. «I numeri certificano il grande impegno profuso, con gli Istituti lombardi e del Piemonte in prima linea, e rigorosi protocolli di sicurezza in tutti Istituti presenti sul territorio nazionale» dichiara l’Ad Mario Melazzini

Oltre 900mila mascherine, un milione di camici protettivi, 18 milioni di guanti: 3,7 milioni di euro complessivamente spesi in dispositivi di protezione individuale - Dpi, contro i 280mila euro del 2019. Sono questi i dati relativi agli investimenti in sicurezza che Ics Maugeri ha effettuato durante la fase più intensa della pandemia da Coronavirus.

Interno struttura di Tradate (VA)

«La Giornata del 17 settembre, che ricorda in tutto il mondo il valore della sicurezza sanitaria in Maugeri è occasione per un bilancio su come questo delicatissimo tema sia stato affrontato nell’emergenza Covid», dichiara l’amministratore delegato Mario Melazzini. «I numeri certificano il grande impegno profuso, con gli Istituti lombardi e del Piemonte in prima linea, e rigorosi protocolli di sicurezza in tutti Istituti presenti sul territorio nazionale. Per garantire la salute dei pazienti e dei lavoratori abbiamo recepito ogni direttiva, talvolta anticipando l’adozione di misure sempre più stringenti per migliorare la sicurezza. Siamo molto soddisfatti di quanto fatto per i pazienti e per il nostro personale, che ringraziamo sempre per l’impegno e la dedizione anche a questo tema, anche grazie alla creazione di un gruppo multidisciplinare sotto la direzione sanitaria centrale guidata da Maria Gigliola Rosignoli»

«Abbiamo dato vita a un gruppo di cui fanno parte un medico igienista di Direzione Sanitaria, la responsabile della Farmacia centrale e il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione che ha permesso, non solo di strutturare la riorganizzazione efficiente delle attività ma - attraverso il regolare monitoraggio e sorveglianza delle azioni intraprese, dei percorsi e del continuo approvvigionamento e corretto utilizzo dei mezzi di protezione - di assicurare un equilibrio gestionale dell’emergenza sanitaria», spiega Rosignoli in qualità di Risk Manager.

In Maugeri si è lavorato sulla pandemia fin dal 20 febbraio, quando sono stati segnalati i primi casi e le zone rosse di Codogno (Lo). E si è proceduto, in maniera organica a riorganizzare l’attività sanitaria sulla base delle indicazioni ministeriali e regionali.

Oltre alla fornitura di Dpi appropriati al personale e alla sua formazione, si è trattato di mettere in campo una vasta riorganizzazione dei reparti che si è declinata in attività edilizie e di posa di nuova segnaletica, per delineare e separare le “aree rosse”, con pazienti Covid, e quelle “Covid free”, creando appositi percorsi, in una continua sanificazione degli ambienti. Importanti cambiamenti hanno interessato ovviamente la turnistica del personale, per il quale è stata intensificata la sorveglianza sanitaria (con tamponi e test sierologici), assicurando un servizio di counseling psicologico per il necessario sostegno per gli operatori impegnati nell’emergenza.

Malgrado si trattasse di convertire strutture con una mission prevalentemente riabilitativa in ospedali per acuti, gli istituti ICS Maugeri hanno risposto all’emergenza in tempi rapidissimi e assicurando una qualità di cura del Covid appropriata, in linea con il protocollo di trattamento della Organizzazione Mondiale della Sanità - Oms.

Immagini fornite da Ufficio stampa

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