Anziani

RSA e Covid, che fine faranno i servizi in Lombardia?

24 Settembre Set 2020 1403 24 settembre 2020

Pesantissime diminuzioni delle entrate, rischio di chiusura e perdita di posti di lavoro. Dopo 4 mesi dalla fine del lockdown, e patendo ancora le dure conseguenze del Covid, le RSA lombarde sono a un bivio. Gli enti di rappresentanza del comparto sociosanitario chiedono a Regione e Governo una risposta.

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Anziani Rsa Eberhard Grossgasteiger Unsplash
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Pesantissime diminuzioni delle entrate, rischio di chiusura e perdita di posti di lavoro. Dopo 4 mesi dalla fine del lockdown, e patendo ancora le dure conseguenze del Covid, le RSA lombarde sono a un bivio. Gli enti di rappresentanza del comparto sociosanitario chiedono a Regione e Governo una risposta.

È giusto che le spese straordinarie che il sistema sociosanitario della Lombardia ha sostenuto a causa della pandemia finiscano per gravare sulle persone più fragili e sulle loro famiglie, come gli anziani non autosufficienti, i malati cronici, le donne e gli uomini con disabilità e fragilità? ...eppure rischia di essere questo il drammatico scenario 2021 se lo Stato e Regione Lombardia non daranno risposta rapida e concreta alle necessità di centinaia e centinaia di realtà che, con i loro valori, la loro esperienza e professionalità, la loro capillarità, sono da sempre pilastri della rete di assistenza ai più fragili della Lombardia.

Residenze sanitarie assistenziali (RSA), residenze sanitarie assistenziali per disabili (RSD), erogatori di Assistenza Domiciliare Integrata e altre realtà sociosanitarie, da febbraio e in particolare durante il lockdown, hanno vissuto in prima linea la battaglia contro la pandemia; sostenuto spese enormemente superiori al preventivato, come quelle per l'assistenza farmacologica a persone che in quei momenti di pandemia non venivano prese in carico dagli Ospedali; patito una drastica riduzione delle entrate per il blocco delle accoglienze di nuovi ospiti.

Se non verrà dato seguito ad annunci e promesse e non sarà garantito agli erogatori di servizi, in significativa parte Enti non profit, il sostegno indispensabile per proseguire il servizio ai più fragili, di fatto gli enti saranno costretti a scegliere se cessare o limitare i propri servizi, impoverendo così l'offerta e la presenza sul territorio, o applicare difficili azioni di contenimento dei costi, con il rischio di gravare ulteriormente sui fruitori dei servizi. L'impatto sarà comunque pesante e porterà ad una diminuzione proprio di quei servizi territoriali che tanto si decantano come obbiettivo della "nuova" Sanità, determinando un impoverimento del territorio e maggiori oneri a carico delle famiglie degli anziani non autosufficienti, delle donne e degli uomini con disabilità, delle persone più fragili nelle nostre comunità.

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