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Sassoli: «Non dobbiamo lasciare solo debiti alle generazioni future»

25 Settembre Set 2020 1306 25 settembre 2020
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David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo è intervenuto in video conferenza alla Seconda Edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile inaugurato oggi a Firenze dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Intervenuto oggi al Festival dell'Economia Civile, che si tiene a Firenze fino a domenica 27, il Presidente del Parlamento Europeo ha posto l'accento sull'Europa, come terreno di confronto e vettore di lancio per un'economia della reciprocità. Ecco la sintesi del suo intervento.

«L’Europa non è arrivata impreparata all’emergenza Covid: il new green deal europeo, in tal senso, non è stato una cosa casuale ma una lettura della contemporaneità. Ora, però, va fatto un passo in avanti. La parola adesso passa agli Stati nazionali, che dovranno far convergere tutti i loro piani intorno ad obiettivi comuni. In Italia, ad esempio, vedo che ci si divide sul MES: l’Europa, sia chiaro, non impone nulla. Stiamo solo rendendo fruibile un servizio con risorse che possono o non possono essere utilizzate, a seconda delle volontà dei singoli paesi. Tutto quello che è in campo è nella libera scelta dei Governi nazionali, in modo da far crescere una consapevolezza responsabile.

Il bilancio pluriannuale dell’Unione Europea, ovvero capire cosa saremo da qui a 7 anni, è una battaglia importante. Da lì passano tanti dei programmi che riguardano i giovani e le donne. Non vogliamo un bilancio che tagli ricerca, programma Erasmus ed altre opportunità. Ma vogliamo un bilancio che consenta, tra sette anni, ai giovani non solo di sopportare i debiti che noi andremo a fare anche con il Recovery Fund, ma anche di consentire loro di avere opportunità in più. Abbiamo strumenti che consentiranno ai nostri paesi di sfruttare molte risorse, ma attenzione: stiamo facendo debito. Non possiamo permetterci di lasciare in eredità solo debiti alle generazioni future. Questi soldi vanno spesi bene.

L’Europa, lo abbiamo già detto, vuole diventare il continente leader nella lotta al cambiamento climatico entro il 2050: per fare questo bisogna adottare misure comuni per tutti i Paesi membri. Per questo nel Recovery Fund i piani nazionali dovranno convergere.

Il Covid ha fatto venire fuori che abbiamo bisogno di un sistema di semplificazione. Dovrebbero essere adottati non solo dalle amministrazioni pubbliche, ma anche dai privati. La sanità, e ce ne stiamo purtroppo accorgendo, deve avere un’importanza rilevante. Il nostro modello, con la sanità pubblica, è rafforzabile. Ha già dato ottime risposte, ma non può rimanere fermo».

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