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La Rai? Non vuole più essere solo una vetrina per il non profit

2 Ottobre Ott 2020 1243 02 ottobre 2020

Roberto Natale, della nuova direzione Rai per il Sociale, è intervenuto oggi alla presentazione di "Noi doniamo 2020" di IID. L'idea è quella di dare maggiore incisività al rapporto con il Terzo settore: da vetrina a interlocutore. Fra i temi allo studio, la possibilità di fare campagne per i lasciti solidali e le donazioni ricorsive e la revisione dell'sms solidale. «Guardiamo la Protezione civile: ha raccolto 5 volte ciò che ha raccolto nel 2016, quella volta c'era solo l'sms quest'anno anche l'Iban»

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Cavallo Rai05 Sintesi
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Roberto Natale, della nuova direzione Rai per il Sociale, è intervenuto oggi alla presentazione di "Noi doniamo 2020" di IID. L'idea è quella di dare maggiore incisività al rapporto con il Terzo settore: da vetrina a interlocutore. Fra i temi allo studio, la possibilità di fare campagne per i lasciti solidali e le donazioni ricorsive e la revisione dell'sms solidale. «Guardiamo la Protezione civile: ha raccolto 5 volte ciò che ha raccolto nel 2016, quella volta c'era solo l'sms quest'anno anche l'Iban»

Non solo una vetrina per il sociale ma un luogo in cui il sociale e il Terzo settore abbia voce e spazio nelle sue proposte, al pari di altri interlocutori. È questa la Rai che ha tratteggiato questa mattina Roberto Natale, intervenendo alla presentazione della terza edizione dello studio "Noi doniamo - Edizione 2020", condotto dall'Istituto Italiano della Donazione (IID) e diffuso in occasione del Giorno del Dono del 4 ottobre.

Da qualche settimana, ha detto Natale, è nata Rai per il Sociale, «una nuova divisione che nasce come progetto di riassetto e di coordinamento di tutte le attività realizzate e promosse dal gruppo Rai nel campo del sociale». Se la “vecchia” struttura Responsabilità Sociale aveva il compito «di garantire spazi - una settimana circa alle campagne di raccolta fondi delle varie associazioni sugli schermi Rai, diamo voce a un centinaio di associazioni all’anno», la nascita della nuova direzione «si propone di potenziare questo lavoro, tra i suoi compiti c’è quello di valorizzare meglio il racconto di ciò che si fa con i fondi raccolti. Noi fin qui dato spazio a raccolte fondi ma siamo stati carenti a dare conto di ciò che con questi soldi è stato fatto». Un secondo obiettivo è «affinare gli strumenti, per esempio capire se e come aprire a campagna che promuovano il testamento solidale e le donazioni ricorrenti, che sono importantissime per le organizzazioni ma che fin qui il nostro regolamento non permette di promuovere nelle settimane di raccolta fondi, parliamone insieme».

Un altro strumento da rivedere, dice Natale, è l’sms solidale. «Una delle ragioni per cui le donazioni calano è anche il fatto che lo strumento sms comincia ad essere un po’ logoro, nei pacchetti di abbonamento spesso ormai l’sms non c’è più. Abbiamo sollecitato come Rai le compagnie telefoniche a mettere al lavoro la loro fantasia per immaginare nuovi strumenti, magari con carta di credito ma su una piattaforma di donazioni ugualmente unitaria, come accade per le numerazioni solidali e suggerisco di fare pressione insieme per trovare nuovi strumenti che diano forza anche per quella via alla generosità dei nostri concittadini. Ricordo infatti il dato di raccolta della Protezione civile in questa emergenza, 169 milioni di euro, mi colpisce perché nel 2016 la stessa Protezione civile, con gli sms, per i terremoti del Centro Italia raccolse 35 milioni, questa volta siamo a quasi 5 volte tanto. C’è una differenza di situazione ma anche evidentemente di strumento, allora era l’sms stavolta la Protezione civile ha aperto all’uso dell’iban e questo ha contribuito a una crescita quantitativa della raccolta».

Natale ha evidenziato infine il fatto che la parte di rapporto IID curata da Giovanni Sarani dell’Osservatorio di Pavia sul modo in cui i media raccontano i temi dell’associazionismo, della donazione, del volontariato e del Terzo settore. Un dato che fra luglio 2019 e a giugno 2020 parla di mille notizie nei tg sul dono, almeno tre al giorno, il doppio rispetto all'anno prima. «Ecco che vi diamo voce per parlare di iniziative di solidarietà, nelle emergenze, ma quasi mai diamo voce al Tezro settore come soggetto propositivo e politico, che ha al pari di altri soggetti titolo per fare proposte sul piano delle politiche per il Paese. Sollecitateci su questo, a noi e attraverso la Commissione parlamentare di vigilanza che interviene quasi sempre facendosi portavoce di questo o di quel partito e quasi mai dando voce ai soggetti sociali che pure riteniamo debbano pesare nelle notizie del servizio pubblico anche attraverso le ospitate nelle nostre trasmissioni».

Foto Agenzia SIntesi

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