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Società civile

Serve un Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

19 Ottobre Ott 2020 1043 19 ottobre 2020
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Si è chiuso il festival della Partecipazione: quasi 112mila partecipanti collegati online, con 257 relatori da tutto il mondo, 41 reti civiche coinvolte e 540 partecipanti dal vivo. Dai promotori sottolineata la necessità di un monitoraggio civico del Recovery Plan

Basterebbero i numeri della IV edizione del Festival della Partecipazione - che si è chiuso domenica 19 ottobre a Bologna - a dimostrare quanto la partecipazione civile sia di vitale importanza per la salute della democrazia e la libertà dei cittadini. Numeri come i 257 relatori da quattro continenti, le 41 reti civiche coinvolte, i 540 partecipanti dal vivo e i quasi 112mila collegati online che si inseriscono nel contesto della pandemia da Covid-19. Una partecipazione che si inserisce in un contesto storico che caratterizzato da un aumento delle disuguaglianze e dall’incertezza del futuro. La tre giorni si è svolta nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti Covid-19, tutti gli eventi online e ibridi sono stati messi a disposizione gratuitamente in streaming sul sito e sul canale Facebook del Festival dove, inoltre, è possibile rivedere tutti i panel dell’edizione 2020.

Promosso da ActionAid Italia, Cittadinanzattiva, Legambiente e Uisp, in collaborazione con Slow Food e la Fondazione per l’Innovazione Urbana, con il contributo del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, il Festival ha rappresentato uno spazio inclusivo e aperto dove a fare da protagonisti sono stati i cittadini e le cittadine che hanno dato voci ai loro diritti e all’attivismo che ha caratterizzato non solo i mesi della prima ondata pandemica, ma che costituisce l’ossatura dell’intera società. Una riflessione importante che arriva in un momento in cui molti Paesi sono interessati da una seconda ondata di pandemia.

Proprio nei giorni della quinta edizione del Festival della Partecipazione, il Governo italiano presenta alla Commissione Europea la prima proposta per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo le linee guida dell’Ue l’obiettivo primario è aumentare la coesione sociale e territoriale per incrementare la resilienza degli stati membri, supportando la transizione verde e digitale. Come ricordano, infatti, le Linee Guida della Ue, gli Stati membri sono “incoraggiati ad inserire nei loro piani il processo di consultazione con la società civile”.
È rispondendo a questa richiesta che nell’ultima giornata della manifestazione, le associazioni promotrici del Festival hanno lanciato l’impegno ad avviare un percorso di monitoraggio civico del processo di definizione e attuazione dei piani che avverrà nei prossimi mesi, nell’ambito dell’attuazione del programma NextGenerationEu. «Come ogni ricostruzione è indispensabile il coinvolgimento come parte attiva e consapevole del numero maggiore di attori sociali e civici» ricordano gli organizzatori. «L’ideazione, l’implementazione e la rendicontazione dei piani e progetti sarà quindi tanto efficace quanto condivisa. Per questo chiediamo al Governo di rendere tutto monitorabile, attraverso una Base Dati, una piattaforma aperta e tempestivamente alimentata, con dati geo-localizzati per ogni ambito tematico, su risorse programmate, spese, realizzazioni (con tempi e tappe previste), risultati (attesi e raggiunti), e i soggetti programmatori e attuatori».

Non si tratta di fondi per l’emergenza bensì per il futuro, ed è su questo punto che le organizzazioni promotrici del Festival hanno posto l’attenzione: «Vogliamo che dopo la fase di monitoraggio tecnico dei fondi, segua una fase di valutazione civica molto partecipata dell’impatto dei fondi, ovvero quanto saranno in grado di cambiare la realtà rispetto alla qualità della vita delle persone”, ha sottolineato Annalisa Mandorino, Vice Segretario Generale di Cittadinanzattiva. Vittorio Cogliati Dezza del Forum Disuguaglianze e Diversità ha sottolineato: «La partecipazione va considerata come un’infrastruttura sociale, esattamente come la scuola e la sanità. Non siamo disposti a trasformare le consultazioni in audizioni, vogliamo che le aziende siedano allo stesso tavolo in cui siedono i corpi sociali perché è lì che si deve ricostruire la visione del Paese e i progetti che vogliamo mettere in campo».
A chiudere i lavori Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia: «In questi tre giorni è emerso che la crisi sanitaria e sociale ha esasperato fratture pre-esistenti e che la trasformazione radicale della società è diventata una necessità urgente. Il come prima non va bene affatto, e non va bene neppure la retorica autoritaria dominante, e neanche il paternalismo di stato. Chi vuole partecipare ha la necessità di un cambiamento che sicuramente non si può costruire con l’orizzonte di un ritorno al passato».

A condividere le conclusioni, nell'evento finale del Festival “Follow the Money”, anche il ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola, che in un video messaggio ha promesso la massima trasparenza sul monitoraggio e attuazione del fondo per la ripresa europea Next Generation Eu. Un impegno, quello del ministro Amendola, che sarà affiancato anche dal coinvolgimento degli attori sociali «a cui – ha dichiarato il ministro - diamo la massima disponibilità a lavorare insieme per progetti e idee che diano forza al Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza».

In apertura photo by Timon Studler on Unsplash

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