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Le attività educative non chiudono: ecco le nuove linee guida

20 Ottobre Ott 2020 1007 20 ottobre 2020
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«Come le scuole non devono chiudere, così dico che tutte le realtà ludiche, ricreative ed educative non formali e organizzate oggi possono svolgersi in sicurezza, attivando quelle responsabilità per cui non si arrivi all’emergenza. I centri estivi li abbiamo organizzati e abbiamo evidenza di quanti pochi siano stati i contagi», ha detto la ministra Bonetti. Pubblicato l'aggiornamento delle linee guida, che apre ai ragazzi in servizio civile

Gioco, parchi, attività educative… ecco l’aggiornamento delle “Linee guida” del Dipartimento per la Famiglia per la gestione in sicurezza di «opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2». Si tratta, lo ricordiamo dell’aggiornamento delle Linee guida pubblicate con il DPCM del 17 maggio 2020, quelle che hanno riaperto i parchi ai bambini e fatto da cornice per l’organizzazione delle attività estive.

La ministra Elena Bonetti nei giorni scorsi aveva anticipato l'aggiornamento: «Come le scuole non devono chiudere, così dico che tutte le realtà ludiche, ricreative ed ducative non formali e organizzate oggi possono svolgersi in sicurezza, attivando quelle responsabilità per cui non si arrivi all’emergenza. I centri estivi li abbiamo organizzati e abbiamo evidenza di quanti pochi siano stati i contagi», ha detto.

Le linee guida cercano «il giusto bilanciamento tra il diritto alla socialità, al gioco e in generale all’educazione dei bambini e degli adolescenti e, d’altra parte, la necessità di garantire condizioni di tutela della loro salute, nonché di quella delle famiglie e del personale educativo e ausiliario impegnato nello svolgimento delle diverse iniziative». Due le tipologie di situazioni regolate: l’aperture di parchi, giardini pubblici e aree gioco per la frequentazione da parte dei bambini, anche di età inferiore ai 3 anni, e degli adolescenti; la realizzazione di attività ludico-ricreative, di educazione non formale e attività sperimentali di outdoor education. Qui il testo integrale.

PARCHI

  1. Da 0 a 17 anni, nei parchi c’è l’obbligo di accompagnamento da parte di un genitore o di un altro adulto responsabile. Vietati gli assembramenti, va garantito il distanziamento e l’utilizzo dei DPI come previsto dalla normativa vigente (quindi sopra i 6 anni, con le eccezioni note per i ragazzi con disabilità e loro accompagnatori).
  2. Il gestore garantisce la manutenzione ordinaria dello spazio e una pulizia periodica approfondita delle superfici più toccate, con detergente neutro.

ATTIVITÀ LUDICO-RICREATIVE, DI EDUCAZIONE NON FORMALE E DI EDUCAZIONE ALL’APERTO

Ovvero le attività oragnizzate, offerte da enti, soggetti gestori da questi individuati e da organizzazioni ed enti del terzo settore.

  1. Le attività devono essere mediante iscrizione, per fasce d’età.
  2. È consigliato predisporre spazi dedicati a ospitare bambini, adolescenti e personale che manifestino sintomatologia sospetti.
  3. È preferibile che gli accompagnatori dei bambini e degli adolescenti abbiano un’età inferiore a 60 anni, a tutela della loro salute.
  4. È opportuno privilegiare il più possibile le attività in spazi aperti all’esterno, cercandoli nell’ambito del territorio di riferimento.
  5. È raccomandata l’aerazione abbondante dei locali, con il ricambio di aria che deve essere frequente, tenendo le finestre aperte per la maggior parte del tempo.
  6. Per il rapporto numerico minimo consigliato tra operatori, educatori o animatori e bambini e adolescenti, sono valide le indicazioni ordinarie stabilite su base regionale, salvo eventuali diverse disposizioni adottate dalle singole regioni. Il rapporto numerico, nel caso di bambini e adolescenti con disabilità, deve essere potenziato integrando la dotazione di operatori, educatori o animatori nel gruppo dove viene accolto.
  7. Il gestore deve favorire l’organizzazione di piccoli gruppi di bambini e adolescenti, garantendo la condizione della loro stabilità per tutto il tempo di svolgimento delle attività.
  8. Il gestore deve assicurare, almeno una volta al giorno, la adeguata pulizia di tutti gli ambienti e dei servizi igienici, nonché una igienizzazione periodica.
  9. Tutto il personale, retribuito e volontario, deve essere informato e formato sui temi della prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei DPI e delle misure di igiene e pulizia. I gestori e gli operatori, educatori o animatori possono fruire dei corsi online erogati dall’Istituto superiore di sanità sulla propria piattaforma istituzionale di formazione online a distanza.
  10. Al fine di assicurare un'adeguata presenza di personale, sempre in coerenza con quanto sopra esplicitato, potranno essere promosse forme di collaborazione con enti e progetti di servizio civile, per l'utilizzo dei volontari a supporto delle attività.
  11. Sono previsti 3 protocolli di accoglienza: uno per la prima accoglienza, da applicare il primo giorno di inizio delle attività; uno per l’accoglienza giornaliera, per i giorni successivi e che prevedono l’ingresso nell’area dedicata alle attività; uno per le verifiche giornaliere, nel caso di pernotto e frequenza delle attività per più di 24 ore. In generale all’ingresso nell’area dedicata alle attività è raccomandata, ma non necessaria, la rilevazione della temperatura corporea (la temperatura va misurata solo dopo un pernotto).
  12. Il gestore deve prevedere un registro di presenza di chiunque sia presente alle attività, per favorire le attività di tracciamento di un eventuale contagio da parte delle autorità competenti.
  13. È opportuno prevedere, se possibile, un educatore professionale o un mediatore culturale, specialmente nei casi di minori che vivono fuori dalla famiglia d’origine, minori stranieri, con famiglie in difficoltà economica, non accompagnati che vivono in carcere o che vivono in comunità.

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