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Appelli

Francesco Rocca: «Il Servizio civile è una palestra di soft-skills»

28 Ottobre Ott 2020 1118 28 ottobre 2020
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Il presidente Croce Rossa Italiana, tra i è tra i 132 firmatari dell'appello con cui VITA ha ottenuto dal ministro Spadafora lo stanziamento di 200 milioni di euro aggiuntivi per il 2020 e 2021 sul servizio civile universale. «Si tratta competenze spendibili all’interno di un mercato del lavoro sempre più complesso e difficoltoso anche a causa dell’emergenza Covid19»

«La Croce Rossa Italiana ha aderito alla richiesta di aumento dei fondi per il Servizio Civile Universale al fine di consentire a tutti i candidati di vivere questa esperienza formativa».

Il presidente CRI, Francesco Rocca, è uno dei 132 firmatari dell'appello di VITA che ha chiesto e ottenuto dal ministro Vincenzo Spadafora 200 milioni di euro aggiuntivi sulle annualità 2021 e 2022 del servizio civile universale.

Una scelta di sostegno dovuta la fatto che «la Cri crede fermamente nel valore del servizio civile come percorso di crescita dall’alto impatto sociale, tanto sulle comunità coinvolte quanto sui giovani. Attraverso il servizio civile gli operatori volontari si mettono a disposizione dei più vulnerabili, vivendo un periodo prezioso per la crescita personale e lavorativa».

Per Rocca «si ha la possibilità, infatti, di sviluppare “soft-skills” e competenze spendibili all’interno di un mercato del lavoro sempre più complesso e difficoltoso anche a causa dell’emergenza Covid19. Il patrimonio formativo che il Servizio Civile può offrire ai giovani ed il patrimonio umano che essi, a loro volta, possono restituire, sono dei beni preziosi da valorizzare. La Cri intende favorire, perciò, ogni ragazzo o ragazza tra i 18 e i 28 anni che voglia intraprendere un percorso di servizio civile. Spirito propositivo, impegno civico e desiderio di rendersi utile e crescere: questi alcuni degli ingredienti della fantastica avventura del servizio civile in Cri».

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