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Appelli

Civico22: «Salviamo la Comunità Educante della città di Benevento»

3 Novembre Nov 2020 1210 03 novembre 2020
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Gli attivisti di Civico22 chiedono con urgenza di avviare un tavolo di lavoro per la costituzione di un Patto Territoriale di Comunità che salvi la comunità educante nel corso dell’anno scolastico 2020/2021 e ponga da oggi le basi per una buona programmazione dell’anno scolastico futuro

Gli attivisti di Civico 22 in una lettera aperta, (indirizzata ai Consiglieri Regionali Luigi Abbate, Mino Mortaruolo, al Sindaco del Comune di Benevento, al Magnifico Rettore dell’Università del Sannio, al Magnifico Rettore dell’Università Giustino Fortunato, all’Ufficio Scolastico Provinciale, ai Dirigenti delle Scuole di ogni ordine e grado, alla Direzione Generale ASL Bn1, alla Segreteria di Benevento Dell’Ordine degli Psicologi della Campania, alla segreteria di Benevento dell’ordine degli assistenti Sociali della Campania, agli organismi del Terzo Settore, agli Organi di Stampa), chiedono con urgenza di avviare un tavolo di lavoro per la costituzione di un Patto Educativo Territoriale di Comunità della Città di Benevento che salvi la comunità educante nel corso dell’anno scolastico 2020/2021.

“Gli attivisti di Civico22 si rivolgono a voi per chiedere con urgenza di avviare un tavolo di lavoro per costituzione di un Patto Territoriale di Comunità che salvi la comunità educante nel corso dell’anno scolastico 2020/2021 e ponga da oggi le basi per una buona programmazione dell’anno scolastico futuro", si legge nell'appello. "L’esperienza drammatica che stiamo vivendo a causa della pandemia non ci fa oggi intravedere la fine della crisi del sistema scolastico, che insieme al mondo del commercio e della piccola impresa è certamente il corpo sociale più colpito dagli effetti sociali del virus.

Ad oggi, dopo la disastrosa ripresa dell’anno scolastico ed in vista di imminenti cicli di lockdown a cui saranno sottoposte le città, non è più pensabile poter continuare a programmare gli interventi scolastici nella logica del “stop and go” tra scuola in presenza e DAD, occorre un piano ragionato che sappia mixare gli elementi minimi della didattica alle necessità complessive del sano sviluppo e della formazione dei minori, dalla prima infanzia alle superiori, un piano che sappia intervenire sulle grandi disuguaglianze sociali che il sistema della DAD inevitabilmente crea tra famiglie “attrezzate” e famiglie che non riescono a stare al passo con questo improvviso cambiamento, che aiuti la scuola a vivere questo periodo di grande incertezza come un’opportunità di crescita per l’intera comunità educante.

Le scuole stanno facendo il massimo, ma ora serve il contributo di un’intera città. Come già avvenuto in diversi comuni di Italia chiediamo che Benevento si possa dotare con urgenza di un Patto Educativo Territoriale che sfrutti ed unisca tutte le energie istituzionali, del terzo settore e delle professionalità psico-socio-pedagogiche presenti in città, il grande potenziale in campo di intelligenza informatica e social network analisys dell’Università del Sannio e in campo pedagogico dell’UniFortunato. Essere una piccola/media città è solitamente una criticità per la difficoltà di resistere ai trend di spopolamento e di impoverimento delle nostre economie marginali, ma di fronte agli shock a cui si sottopone il Covid vorremmo poter cogliere l’occasione di attivare piani di coesione sociale capaci di arginare gli effetti devastanti della crisi a partire dalle energie e le intelligenze di tutti.

Un piano a cui anche gli attivisti di Civico22 intendono offrire il proprio contributo di civismo attivo. Per la costruzione del piano ed in attesa di essere convocati, proponiamo alcune azioni urgenti e di facile applicazione data la dimensione demografica della nostra città:

1) avviare una mappatura di tutti i “disconnessi”, di tutti gli alunni residenti nella città di Benevento che già durante il primo lockdown non hanno seguito la Didattica a Distanza per avviare quanto prima un lavoro di prossimità alle famiglie che rischiano la dispersione scolastica per cause diverse e superiori alle loro forze;

2) andare oltre la mera logica di “apertura/chiusura” delle scuole e programmare interventi didattici diffusi in rete con il terzo settore locale, le associazioni sportive, gli ordini professionali, per raggiungere i dispersi sia individualmente che nella forma dei mini gruppi attraverso la stipula di appositi protocolli di intesa tra le scuole e la società civile;

3) aiutare le scuole primarie e le scuole dell’infanzia a riaprire in sicurezza al più presto, con l’apporto del contributo civico di volontari, di beneficiari del Reddito di Cittadinanza all’interno dei Progetti di Utilità Collettiva, giovani in Servizio Civil. In particolare questo personale aggiuntivo potrebbe occuparsi della misurazione della temperatura, dell’accompagnamento in entrata ed in uscita, alcuni di essi potrebbero essere di aiuto in caso di pronto soccorso sanitario;

4) sostenere il corpo docente nel cambio delle metodologie di insegnamento dalla presenza alla DAD attraverso nuove forme di volontariato in campo informatico e pedagogico. In particolare i docenti potrebbero essere aiutati da personale volontario nel corso della lezione per coloro che hanno problemi ad utilizzare lo strumento delle piattaforme sia nella preparazione delle lezioni da remoto, che richiedono abilità differenti rispetto a quelle convenzionalmente possedute dai docenti;

5) progettare il piano di mobilità sostenibile urbana con l’attivazione dei PedoBus per gli studenti delle scuole primarie e delle scuole medie inferiori;

6) programmare un miglior piano di mobilità urbana sui modelli della sharing economy al fine di deflazionare l’uso degli autobus urbani a partire dalla primavera 2021;

7) attivare percorsi programmati e sicuri all’aria aperta per i minori della scuola dell’infanzia e della scuola primaria”.

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