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Scuola, da domani 4 milioni di studenti a casa

5 Novembre Nov 2020 1012 05 novembre 2020

Oltre il 47% dell’intera popolazione scolastica da domani e per almeno un mese non andranno a scuola e parteciperanno alle lezioni in remoto da casa. La stima di Tuttoscuola

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Ruben Rodriguez Scuola Unsplash
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Oltre il 47% dell’intera popolazione scolastica da domani e per almeno un mese non andranno a scuola e parteciperanno alle lezioni in remoto da casa. La stima di Tuttoscuola

4 milioni di alunni delle scuole statali e paritarie (oltre il 47% dell’intera popolazione scolastica) da domani e per almeno un mese non andranno a scuola e parteciperanno alle lezioni in remoto da casa, come era successo questa primavera.

In buona parte è la conseguenza di quanto disposto dal DPCM 3 novembre che, in via ordinaria, ha previsto per tutti gli studenti della secondaria di II grado (oltre 2,7 milioni) la didattica a distanza integrata non più al 75% dell’orario, come già disposto dal precedente DPCM del 24 ottobre, ma al 100%: tutti a casa collegati in DAD.

In aggiunta a questa limitazione generale, per le regioni individuate in area rossa (Lombardia, Piemonte e Calabria) la DAD si estenderà ad oltre 316 mila alunni del secondo e terzo anno della secondaria di I grado.

A questo effetto applicativo del DPCM occorre aggiungere i dispositivi delle ordinanze regionali di Campania e Puglia che hanno sospeso le attività in presenza, la Campania per tutti (poco meno di un milione di alunni) e la Puglia per mezzo milione di alunni del primo e del secondo ciclo.

Sulla base dei diversi dispositivi nazionale e regionali e dei dati della popolazione scolastica dell’intero sistema integrato, Tuttoscuola ha elaborato un quadro generale per regioni, riferito ai diversi settori, che consente di rilevare in valori assoluti e percentuali il dato degli alunni in presenza e in remoto (questi ultimi individuati in rosso).

Dopo la Campania e la Puglia (rispettivamente con il 100% e l’84% di alunni a casa), seguono con percentuali tra il 43 e il 47% la Calabria, il Piemonte e la Lombardia, le regioni dell’area rossa.

In fondo a questa specie di graduatoria regionale, con percentuali comprese tra il 31 e il 32% si trovano le tre regioni del Nord Est (Friuli, Emilia e Veneto).

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