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Covid-19

Calabria: basta parole. Un manifesto per ricostruire il sistema sanitario

6 Novembre Nov 2020 1726 06 novembre 2020
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Tra coloro che non stanno a guardare e che da tempo (2 anni almeno) reclamano un nuovo corso per la Sanità in Calabria c’è una rete di Enti di terzo settore, associazioni, persone, sigle sindacali, che rilanciano un manifesto di proposte realizzabili e per le quali- dicono -«i fondi ci sono!»

Primo giorno di confinamento per le “zone rosse” d’ Italia, Lombardia, Piemonte, Valle d’ Aosta, Calabria. Regioni definite dal Ministero della salute “ad alto rischio” per numero di contagi da Coronavirus.

Ed è il giorno dopo le proteste in piazza di commercianti ed esercenti pubblici, dopo le dichiarazioni di fare ricorso al TAR contro la decisione del Governo di far rientrare la Calabria tra le regioni a “bollino rosso”, ed è anche il giorno in cui la Giunta Regionale, in accordo con tutta la maggioranza, convoca per domani 7 novembre alle ore 12 una seduta straordinaria del Consiglio regionale con un unico punto all’ ordine del giorno: “Calabria zona Gialla”.

Ma qui, la paura viene da una Sanità inadeguata ad affrontare la curva epidemiologica destinata a salire a causa di una sanità fragile e mai predisposta con i servizi essenziali. Un milione 974mila abitanti per la regione più peninsulare d’ Italia che, stando agli ultimi dati forniti ieri dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, fa registrare 6.450 casi da Covid-19 di cui 4.244 positivi, 2.078 dimessi, 128 decessi, di cui 23 negli ultimi 15 giorni.

Tra coloro che non stanno a guardare e che da tempo (2 anni almeno) reclamano un nuovo corso per la Sanità in Calabria c’è una rete di Enti di terzo settore, associazioni, persone, sigle sindacali, che rilanciano un manifesto di proposte realizzabili e per le quali -dicono- «i fondi ci sono!».

«Desideriamo rilanciare una serie di proposte che da 7 mesi abbiamo rivolto, parzialmente ascoltati, ai governi nazionale e regionale e al Commissario per il “Piano di rientro” perché, oggi, non c’è più tempo da perdere! È necessario attivare misure immediate che tutelino la salute dei calabresi e sostengano gli operatori sanitari impegnati in questa difficile battaglia». «Una sanità - si legge - sfiancata da un Commissariamento decennale governato prevalentemente dal Ministero della Economia e Finanze».

«Già il governo Conte - continuano nel Manifesto - con i Decreti 14/20, 18/20 e 34/20 della primavera scorsa aveva perentoriamente indicato alle Regioni come contrastare la Pandemia provocata dal COVID 19, che ha messo in crisi un’organizzazione della sanità ospedalocentrica obbligando, finalmente, a modificare la cifra culturale e organizzativa della sanità valorizzando la Medicina d’iniziativa e di prossimità che pone al centro il paziente e i suoi bisogni di salute, con un forte ruolo della Medicina Territoriale e della Prevenzione. Ciò avrebbe consentito ai Presidi Ospedalieri di curare gli acuti, di sviluppare le specializzazioni, di fare ricerca senza dover surrogare le manchevolezze della Medicina Distrettuale».

Un manifesto per una Sanità che «Sappia rispondere al presente e che prepari il futuro – dichiara Don Giacomo Panizza, Presidente della Comunità Progetto Sud, che insieme al portavoce di Comunità Competente, Rubens Curia, ha innescato un meccanismo di condivisione, di analisi e proposte per uscire dall’ immobilismo sanitario che oggi ha determinato per la Calabria la misura più restrittiva prevista dal DPCM dello scorso 3 novembre.

«Le nostre proposte sono sul tavolo del Ministro della Salute Speranza da sette mesi, tempo nel quale abbiamo incontrato il Vice Ministro Sileri, e ancor prima il Generale Cotticelli, Commissario per il piano di rientro della sanità calabrese»- dice Curia.

Le richieste contenute in questo ultimo documento puntano l’attenzione sulla medicina territoriale chiedendo l’ attivazione di 37 Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), di Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), di Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), l’individuazione dei COVID hotel, l’assunzione di 500 operatori sanitari, la realizzazione di un Centro Covid Regionale. E ancora: attivare ulteriori 136 posti letto di Terapia Intensiva e 134 di Terapia Semiintensiva, acquistare subito apparecchiature medicali con gli 86 milioni di euro che sono stati assegnati con il Decreto Calabria 2 anni fa!

L’ appello si chiude con un significativo e accorato «Dobbiamo fare presto! Non si può navigare a vista con conflitti di competenze tra Istituzioni e mancati controlli del Commissario per il “Piano di rientro”. Chiediamo al Ministro Speranza di rafforzare la struttura del Commissario rendendola capace di affrontare l’emergenza e impostare la sanità che tutti dicono di voler fare. La situazione epidemiologica del Covid-19 impone a tutti i decisori politici di fare presto e bene, perché superato questo difficile momento i calabresi abbiano una sanità a misura di persona».

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