Governo

Gadda (IV): Governo chiarisca subito su mobilità volontari

6 Novembre Nov 2020 1453 06 novembre 2020

La ministra dell’Interno Lamorgese chiarisca alle prefetture, alle forze dell’ordine, e a tutte le autorità competenti, che i volontari del terzo settore che stanno operando a sostegno dei cittadini, devono potersi muovere esattamente come lo può fare chi ha motivi di lavoro, salute o necessità, in tutta Italia, comprese le regioni rosse e arancioni.

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Maria Chiara Gadda
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La ministra dell’Interno Lamorgese chiarisca alle prefetture, alle forze dell’ordine, e a tutte le autorità competenti, che i volontari del terzo settore che stanno operando a sostegno dei cittadini, devono potersi muovere esattamente come lo può fare chi ha motivi di lavoro, salute o necessità, in tutta Italia, comprese le regioni rosse e arancioni.

“Ci risiamo. Il Governo intervenga subito con una circolare per permettere ai volontari di poter continuare ad operare anche nelle zone rosse, o in altre situazioni di limitazione, altrimenti si rischia di interrompere servizi vitali per i cittadini più fragili. Basti pensare al recupero e alla distribuzione di alimenti e farmaci.” Così Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva.

“È urgentissimo che la ministra dell’Interno Lamorgese chiarisca alle prefetture, alle forze dell’ordine, e a tutte le autorità competenti, che i volontari del terzo settore che stanno operando a sostegno dei cittadini, devono potersi muovere esattamente come lo può fare chi ha motivi di lavoro, salute o necessità, in tutta Italia, comprese le regioni rosse e arancioni. Così come si è intervenuti nella prima ondata della pandemia, così lo si deve fare oggi, anche per non creare problemi ai Comuni che stanno coordinando le attività con gli enti del terzo settore sul territorio. Su questo non possiamo permetterci ritardi e dubbi interpretativi.”

“Allo stesso tempo è necessario che il decreto Ristori bis di imminente uscita includa anche un Fondo di sostegno al terzo settore, per non mettere a rischio la operatività di attività oggi più essenziali che mai. Non è pensabile ringraziare il terzo settore per quello che fa ogni giorno in modo capillare e strutturato sul territorio, e poi dimenticarmene nei provvedimenti” conclude.

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