Suor Ester 16
Cooperazione

Arrivederci Suor Ester, riposerai sempre sotto un baobab in Burkina Faso

8 Novembre Nov 2020 0630 08 novembre 2020
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"Quando terminerò la mia missione su questa terra, vorrei riposare sotto un Baobab in Burkina Faso", erano parole che ripeteva spesso Suor Ester Carolina De Falco, la suora missionaria che per oltre 25 anni ha dedicato la sua vita in progetti a favore della popolazione del Burkina Faso. Pubblichiamo la testimonianza dell'esperta di processi migratori in Sicilia Gou-Wendenda Marie Denise Zaksongo, del medico Renato Farina e di Suor Hortence Yameogo, madre superiora delle Suore Apostole del Sacro Cuore, che con Suor Ester hanno condiviso un parte del suo intramontabile cammino

Quando quest'estate abbiamo ricevuto la telefonata di suor Agata Dianda che dal Ciad ci comunicava della morte di Suor Ester (al secolo Carolina de Falco), la mattina dopo eravamo già in macchina per raggiungere Napoli dove si sarebbero svolti i funerali. Era il minimo che potevamo fare per la nostra seconda mamma. Con lei se ne è andato un pezzo della nostra vita, un pezzo di Africa e dell’Italia virtuosa. Suor Ester era una donna molto umile; aveva donato la cosa più preziosa, la sua vita a Dio e alle persone più bisognose del mondo, dopo essersi consacrata alla vita religiosa nella congregazione delle Suore Apostole del Sacro Cuore; congregazione che fu fondata da una giovane maestra di nome Maria Gargani il 21 aprile 1936 a Napoli.

Maria Gargani, ultima di una famiglia di otto figli, ricevette la volontà divina in discernimento sotto la direzione spirituale di un Padre Francescano Canonizzato: Pio Da Pietralcina (Padre Pio). L'obiettivo della fondatrice era quella di diffondere la conoscenza e l'adorazione del Sacro Cuore che è quello dell'amore che Dio ha per gli uomini, in Gesù Cristo. Infatti, la fondatrice usava dire: «Lo scopo specifico del nostro Istituto è quello di essere tutto per Dio e per Dio solo, amare il Sacro Cuore e trovare altri cuori che lo amano, consolarlo e riparare gli oltraggi che riceve; con questo in mente, cerchiamo di impregnarci dell'amore misericordioso di Gesù nella nostra vita quotidiana». Quindi la missione principale della congregazione è quella di rivelare agli uomini, che Dio li ama indipendentemente dal loro titolo o grado sociale, come Gesù ci insegna: «amatevi fratelli come io ho amato voi»

Suor Ester Carolina De Falco è una Figlia del Sacro Cuore, che con diligenza e autorevolezza, ha saputo mettere in pratica gli insegnamenti della madre fondatrice, tant’è che, grazie anche al suo impegno, l’Istituto delle Suore Appostole del Sacro Cuore è in collaborazione con uomini e donne chiamati: Gli amici del Sacro Cuore. Sono laici che desiderano condividere il carisma e i valori promossi dalla congregazione, e aspirano a rivelare l'amore del Sacro Cuore di Gesù nel loro ambiente di vita.

Tra i vari impegni della congregazione, vi sono: la catechesi nelle parrocchie e nei luoghi dove manca il sacerdote, la realizzazione di scuole per l’istruzione e l'educazione dei bambini e dei giovani nelle scuole di ogni grado.

Suor Ester Carolina De Falco, partita nel 1980 alla volta del Ciad per fondare una missione e iniziare la sua opera in Africa, è riuscita a stabilire solide basi in quella nazione africana; ed è ripartita per la volta del Burkina Faso dove è rimasta per 28 anni. In Burkina Faso, Suor Ester ha fondato tre comunità delle Suore Appostole del Sacro Cuore: una a Nanorò, un’altra a Boussé e una nella capitale Ouagadougou, nella parrocchia di San Camillo.

A Nanorò, Suor Ester ha aiutato centinaia di africani di tutte le età, a prescindere del loro credo religioso o meno (Cristiani, Animisti, Musulmani, etc.) senza distinzione né di sesso, razza, religione o appartenenze, sia con le adozioni a distanza che con la scolarizzazione dei figli delle famiglie con minor reddito, hanno procurato medicinali e viveri per le persone sprovviste di adeguati mezzi di sostentamento; altresì, ha contribuito alla realizzazione di pozzi d’acqua, raggiungendo le zone più aride del villaggio di Nanorò.

Ha realizzato un centro medico a Boussé con l’aiuto di benefattori. Abbiamo avuto il privilegio di conoscere Suor Ester Carolina de Falco e possiamo affermare che è anche merito suo se ci siamo potuti conoscere e sposare, poiché mia moglie, Burkinabée, aveva anch’Essa intrapreso il percorso di consacrazione alla vita religiosa nella Congregazione delle Suore Apostole del Sacro Cuore; sin dall’età adolescenziale è stata cresciuta da Suor Ester sia dal punto di vista spirituale che dal punto di vista educativo secondo la disciplina, i valori e i principi cattolici e senza la sua benedizione, non avrebbe mai lasciato né la comunità delle Suore, né il Burkina Faso, luogo dove era nata e cresciuta.

Da Buddista posso testimoniare che ho conosciuto una grande anima nella persona di Suor Ester Carolina De Falco e un detto Buddista recita: «Quando il drago ruggisce soffiano i venti della tempesta», questo detto sì addice a Suor Ester poiché, quando Ester arrivava in un posto, lasciava sempre il segno sia tra gli abitanti che tra le Istituzioni; naturalmente, essi stessi potevano osservare i cambiamenti positivi che le azioni della missionaria determinavano nell’ambiente e nelle coscienze. Suor Ester Carolina De Falco era una donna ispirata, illuminata e determinata quando c’era da fare del bene; infatti, non si risparmiava mai e faceva tutto mantenendo sempre una profonda umiltà che gli veniva dalla sua immensa fede. Questi stessi principi, Suor Ester li ha trasmessi a migliaia di africani giovani, adulti, anziani, Cristiani, Musulmani e Animisti, stimolando ogni persona al suo fianco a fare bene nell’amore unico del Sacro Cuore di Gesù e della Madonna.

Ad oggi si possono contare quasi una cinquantina di suore Burkinabée che per mezzo di Suor Ester, hanno potuto rispondere alla chiamata del signore consacrando la loro vita a Dio, seguendo le orme sia di Suor Ester e della fondatrice Maria Gargani. Sempre infaticabile, nel 2012 apre una nuova missione a Goré nel Ciad insieme ad una consorella Burkinabée. Nel 2013 viene eletta Vicaria generale della sua Congregazione e rientra in Italia con destinazione a Napoli la sua città natale.

Il giorno il 18 agosto 2020, mentre si svolgevano i funerali di suor Ester a Capodimonte (Napoli), anche in Africa si sono silenziosamente e spontaneamente recati centinaia uomini, donne, giovani e bambini da decine di villaggi del Burkina Faso, nelle diverse comunità delle Suore Apostole del Sacro Cuore di Nanorò, Boussé e Ouagadougou a portare le condoglianze alle suore.

Al suo funerale a Napoli c’erano i parenti, gli amici e molte delle suore da lei cresciute che si sono strette sulla sua bara unite nell’ultimo abbraccio alla loro seconda mamma e guida spirituale.

Ricordando il messaggio letto dall’attuale Superiora Generale della congregazione, Madre Hortense Yaméogo, anch’essa del Burkina Faso, che da più di 20 anni risiede a Roma, si è capito come suor Ester abbia sempre fatto tanto per l’essere umano sia in Africa che in Italia, infatti nella sua città natale di Napoli dove era rientrata nel 2013 dal Ciad, Suor Ester gestiva insieme alle consorelle, un istituto scolastico e si prestava ad ogni attività ludico-ricreativa e spirituale soprattutto per il benessere dei bambini e di conseguenza per le loro famiglie, cosicché la chiamavano “la Donna Alfa”, perché era stata la prima della congregazione a scendere in campo in Africa. La Superiora Generale Hortense Yaméogo, coadiuvata dalle consorelle, dai parenti e amici, ha garantito un degno funerale alla suora dei poveri, Suor Ester, chiamata anche con il nomignolo La piccola Teresa di Calcutta”.

Amava così tanto l’africa, che usava dire «quando terminerò la mia missione su questa terra, vorrei riposare sotto un Baobab in Burkina Faso».

Testimonianza di Renato Farina, Gou-Wendenda Marie Denise Zaksongo, Suor Hortence Yameogo Madre Superiora Generale delle Suore Apostole del Sacro Cuore

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