Weworld
WeWorld

"Tutti i giorni", la webserie che narra la migrazione senza stereotipi

12 Novembre Nov 2020 1655 12 novembre 2020
  • ...

Nell’ambito del progetto europeo Ciak MigrAction, la webserie prodotta da WeWorld comprende 4 episodi, 7 voci e 3 generazioni nel racconto di un continente in movimento: la realtà degli afroitaliani, l’emergenza Coronavirus, la legge sulla cittadinanza e le scuole costrette a chiudere. Online dal 16 novembre, special guest: l’attore Alberto Malanchino

Quattro film, 7 voci, 3 generazioni per un continente in continuo movimento: Tutti i giorni\\Everyday è la webserie prodotta daWeWorld – organizzazione italiana che da 50 anni difende i diritti di donne e bambini in 27 Paesi – all’interno del progetto europeo Ciak MigrAction, nato per diffondere una narrazione delle migrazioni libera da stereotipi e per contrastare l’aumento delle forme di odio e intolleranza, in collaborazione con Tapeless Film e grazie alla media partnership con Corriere della Sera e La Città Nuova. La prima puntata di Tutti i giorni\\Everyday sarà disponibile sui social di WeWorld e su Corriere.it dal 16 novembre.

Il tema delle migrazioni non si esaurisce nel racconto delle seconde generazioni e neanche nell’elenco di storie drammatiche, da una parte, e storie di successo dall’altra. Il nostro continente è ricco di intrecci, di donne e uomini che sono nati in un luogo e continuano la propria vita in un altro, intrecciando appunto relazioni umane, esperienze professionali e battaglie politiche. Nei quattro episodi della serie si affrontano in modo innovativo alcune delle tematiche più importanti del 2020: la realtà degli afroitaliani, l’emergenza Coronavirus, la legge sulla cittadinanza e le scuole costrette a chiudere per l’emergenza sanitaria. Sullo schermo i protagonisti hanno nomi inglesi, dell’est europeo, sudamericani, cingalesi: ma le loro voci sono italiane, i loro sogni sono italiani, il loro futuro ancora incerto. C’è chi decide di andare via da un Paese che li vede crescere ma non li considera italiani, e c’è chi invece decide di rimanere nei luoghi che ama, aspettando di essere “riconosciuto”.

Ad aprire e chiudere ogni episodio l'introduzione di Alberto Malanchino, giovane attore di Milano, nato da padre italiano e madre originaria del Burkina Faso, con già alle spalle una brillante carriera (impegnato nelle riprese della seconda stagione di “Summertime” e da poco su Raiuno per la seconda parte di “DOC - Nelle tue mani”), e da sempre impegnato nella lotta contro le discriminazioni etniche e i pregiudizi razziali.

«Tutti i giorni\\Everyday è la webserie che vuole offrire la possibilità all’Europa di riflettere sugli innumerevoli punti in comune che tengono legati i suoi cittadini, nei diversi Paesi. Un racconto europeo, che parte dall’Italia per mostrare la normalità di una convivenza che va al di là dei fatti di cronaca e delle storie di eccellenza. Il racconto che vogliamo veicolare parla della varietà dei percorsi che può prendere la vita delle persone, ognuno dei quali merita una narrazione onesta. – ha commentato Marco Chiesara, Presidente di WeWorld – Le migrazioni non sono un fenomeno singolo e isolabile, ma fanno parte della vita delle persone da sempre. La percezione delle migrazioni come problema è sovradimensionata a livello nazionale, sia da parte dell’opinione pubblica che dei media, ma a livello locale e di territori le persone ammettono di non vederne i risvolti negativi, come emerso anche da due recenti indagini commissionate da WeWorld ad Ipsos e Osservatorio di Pavia. Per superare gli stereotipi e il clima d’odio che ci circonda è quindi necessario mettere al centro della narrazione mediatica l’individuo-migrante, la sua voce e la sua storia, riconoscendo l’altro come persona».

La webserie offre una panoramica sulla realtà italiana passando per Milano, Verona, Roma, senza dimenticare la provincia, con Collecchio (Parma). Sono tre le generazioni che vengono passate in rassegna: la prima è quella che ha faticato per lasciare un Paese in cui mancavano prospettive, e fatica ancora per venire accettata nel nuovo contesto italiano; le seconde generazioni sono quelle che vorrebbero includere la storia delle proprie origini; oppure quelle che si sentono solo italiani, sapendo tuttavia di appartenere ad una minoranza; infine la terza generazione la si trova principalmente sui banchi di scuola, ma cresce in fretta.

Anche i narratori, non solo i protagonisti, sono rappresentativi di un “nuovo” continente: un’autrice figlia di genitori eritrei, Kibra Sebhat, due registi con origini straniere, Suranga Katugampala di origine cingalese e l’italo-libanese Tania Feghali e gli italiani Germana Lavagna e Alessandro Redaelli, hanno offerto il loro sguardo per adeguare il racconto alla nostra realtà quotidiana.

Tutti i giorni\\Everyday ci racconta di come siamo prima di tutto donne e uomini, con storie che meritano una narrazione onesta. E che viviamo in un continente che ha saputo combattere l’odio ogni volta che ha tentato di avvelenarci.

Contenuti correlati