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Legge di Bilancio 2021

Gli assistenti sociali sulla manovra: «Priva di visione. Ha dimenticato i dimenticati»

17 Novembre Nov 2020 1542 17 novembre 2020
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Gli assistenti sociali bocciano la manovra 2021 con le parole del presidente dell’Ordine, Gianmario Gazzi: «Ci sono 215 milioni per i servizi sociali nel fondo per i Comuni per fare cosa? Ci sono quattro miliardi per il Reddito di Cittadinanza, ma non un euro chiaramente destinato per i servizi che dovrebbero gestire l’onda di povertà che si presenterà»

“Poco e male. Questo l’unica cosa che si può dire di una legge di Bilancio priva di visione, un patchwork di interventi che non mostrano coerenza e non individuano delle priorità condivise”.

Gli assistenti sociali bocciano la manovra 2021 con le parole del presidente dell’Ordine, Gianmario Gazzi: “Oltre 200 pagine con altrettante norme quelle dell’ultimo articolato pubblico, senza che mai, mai si leggano le parole: integrazione sociosanitaria, livelli essenziali sociali, fondo politiche sociali… Non una riforma o interventi significativi su tutto quello che si è detto in questi mesi”.

La critica è ancora più forte tenuto conto della situazione attuale e della pandemia in corso: “Sono previsti fondi in più per la Sanità, qualche miliardo, ma tutti coloro che non sono medici o infermieri praticamente spariscono – osserva Gazzi - Pareva che la priorità fosse il territorio, che la priorità fosse l’integrazione, che ci fosse bisogno di assistenza domiciliare. Chi era solo sarà più solo, dimenticati i dimenticati. Ci sono 215 milioni per i servizi sociali nel fondo per i Comuni per fare cosa? Sono l’edizione 2.0 dei buoni alimentari che notoriamente non hanno sortito grandi risultati? Ci sono quattro miliardi per il Reddito di Cittadinanza, ma non un euro chiaramente destinato per i servizi che dovrebbero gestire l’onda di povertà che si presenterà”.

“Un’altra occasione persa – conclude - nulla di quello che è stato promesso è contenuto in questa legge di Bilancio. Ci aspettiamo che cambi, noi lavoreremo perché non resti quella che abbiamo letto. Vedremo”.

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