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Manovra

Regime Iva per le associazioni, Forum: "No all'obbligo, così si uccide il volontariato”

27 Novembre Nov 2020 1702 27 novembre 2020
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Il Forum del Terzo Settore ha incontrato il vice ministero dell'Economia. L'appello al Governo e al Parlamento della portavoce Claudia Fiaschi «Cancellate l'art.108 della legge di Bilancio» e sul quadro fiscale del Terzo settore: «Senza una fiscalità effettivamente premiante tutto l’impianto della riforma è destinato ad andare in crisi».

L'articolo 108 della Legge di Bilancio nella sua formulazione attuale deve essere cancellato, per non mettere a rischio la sopravvivenza di tante associazioni che pur non svolgendo attività commerciale sarebbero assoggettate al regime Iva: è la richiesta ribadita dal Forum nazionale del Terzo Settore, che ha incontrato su questo tema il viceministro dell'Economia Antonio Misiani e il sottosegretario al Welfare Stanislao Di Piazza. Rispetto alla procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea il Governo deve difendere le peculiarità e il valore del Terzo settore italiano.
La posizione critica verso l'articolo 108 trova consensi anche nelle Camere, dove sono stati presentati da parte dei gruppi parlamentari diversi emendamenti soppressivi su questa materia. «La nuova norma così com'è», ribadisce Claudia Fiaschi, portavoce del Forum «rischia di dare un colpo devastante a gran parte del mondo del non profit, già duramente provato dalla crisi che la pandemia ha generato, con moltissime attività già oggi a rischio sopravvivenza».

Oltre alla questione del regime Iva, il Forum ha portato all'incontro di ieri con Misiani e Di Piazza anche l’insieme del quadro fiscale del Terzo settore, che risulta ancora poco chiaro a tre anni dall'approvazione della riforma, e per il quale si chiedono alcune modifiche interpretative della parte fiscale del Dlgs 117/17. «Continuiamo a ritenere necessaria l'attivazione di un tavolo, ormai sempre più urgente, in cui siano presenti i ministeri coinvolti e la rappresentanza del Terzo settore», afferma Fiaschi, sottolineando che «senza una fiscalità effettivamente premiante tutto l’impianto della riforma è destinato ad andare in crisi».

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