Maik Lüdemann SEA EYE 4 Foto 1
Migranti

Moas torna nel Mediterraneo con Sea-Eye per salvare vite umane

4 Dicembre Dic 2020 0730 04 dicembre 2020
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Le due organizzazioni lanciano un’operazione congiunta di Ricerca e Soccorso nel Mediterraneo Centrale a bordo della nuova nave Sea-Eye 4. Secondo dati Oim oltre 700 persone, dall’inizio del 2020, hanno perso la vita in mare: mai come oggi è importante la presenza delle Ong nel Mediterraneo

Moas, la prima Ong che nel 2014 ha iniziato i salvataggi in mare, annuncia il suo ritorno nel Mediterraneo Centrale, insieme al partner Sea-Eye, per condurre operazioni di Ricerca e Soccorso (SAR), salvare vite e sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alle tragedie umanitarie che si consumano alle porte dell’Europa.

Moas opererà a bordo della nuova nave Sea-Eye 4 e fornirà personale, risorse, input strategici e competenze.

La Sea-Eye 4 è un’imbarcazione da rifornimento offshore (costruita nel 1972, lunga 55 m e larga 11 m) attualmente in fase di riconversione in Germania e sarà in grado di accogliere e assistere un numero più alto di persone rispetto alle precedenti imbarcazioni di Sea-Eye. La missione Moas/Sea-Eye avrà inizio a febbraio 2021 ed i piani operativi sono in corso di sviluppo.

Oltre 700 persone, dall’inizio del 2020, hanno perso la vita in mare (dati OIM), per questo Moas e Sea-Eye hanno deciso di unire le forze per cercare di scongiurare nuove tragedie nel Mediterraneo.

Quest’anno la pandemia di Covid19 ha causato un ulteriore deterioramento delle rotte migratorie, dato che molti Paesi hanno chiuso le proprie frontiere e hanno negato il permesso di sbarco in un luogo sicuro alle persone salvate. «Anche se non possiamo porre fine alle instabilità e ai conflitti che costringono le persone a lasciare il proprio Paese, abbiamo invece la possibilità di agire concretamente, fornendo assistenza alle persone che, spinte dalla disperazione, continuano a tentare la traversata del Mediterraneo», scrive Moas.

L'Ong lancia una campagna di raccolta fondi e fa appello alla società civile affinché dimostri solidarietà nei confronti di quanti rischiano la vita in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri cari. Possiamo dimostrare, insieme, che non restiamo indifferenti di fronte alle sofferenze altrui. Per donare: https://www.moas.eu/mediterranean-search-and-rescue-2021

Regina Catrambone, direttore Moas, dichiara: «Crediamo fermamente che nessuno meriti di morire in mare in ricerca di salvezza, è per questo che nel 2013 e’ sata fondata MOAS: per salvare vite. Abbiamo avviato questa partnership con Sea-Eye, per condividere le nostre risorse e competenze nelle operazioni SAR. Tra il 2014 e il 2017 durante le nostre missioni nel Mediterraneo e nell’Egeo, MOAS ha salvato oltre 40.000 vite: ora, insieme, vogliamo salvare il maggior numero di persone possibile. Moas crede fermamente che l’implementazione di #VieSicureELegali di migrazione serva a prevenire ulteriori tragedie in mare».

Gorden Isler, direttore e portavoce di Sea-Eye: «Siamo orgogliosi di riportare in azione sulla nostra nave i pionieri del soccorso in mare di MOAS. Si tratta di un evento storico per Sea-Eye. La nostra collaborazione ha un unico obiettivo: salvare, insieme, il maggior numero possible di vite. Tra il 2016 e il 2017 gli equipaggi di Sea-Eye e Moas si sono incontrati durante le operazioni di soccorso in acque internazionali. E’ bello, oggi, ritrovarsi a lavorare insieme sulla nave Sea-eye 4».

Credit foto: Sea-Eye

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