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Legge di bilancio 2021

111 proposte per la contromanovra di Sbilanciamoci!

7 Dicembre Dic 2020 1122 07 dicembre 2020
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Con il Rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente” la Campagna Sbilanciamoci! esamina in dettaglio il Disegno di Legge di Bilancio 2021 del Governo e delinea una manovra economica alternativa a saldo zero da quasi 36 miliardi di euro. 111 proposte in sette aree chiave per uscire dall’emergenza Covid-19 e imprimere il necessario cambio di passo per la giusta ripartenza del Paese

Una Legge di Bilancio 2021 da 39 miliardi di euro, che arriva dopo 3-4 “Leggi di Bilancio” che si sono susseguite in questi mesi della pandemia per ampiezza finanziaria e portata degli interventi. Una Legge di Bilancio che risente della straordinaria condizione di emergenza che il nostro Paese sta attraversando e che ha messo in evidenza gli errori drammatici fatti in questi anni: il definanziamento della sanità pubblica e la grave carenza della sanità territoriale; il sottofinanziamento della scuola con gravissime carenze nell’edilizia scolastica e nell’organico; l’insufficiente finanziamento dei sistemi di cura, di assistenza di un welfare debole e assai diseguale. Parte da queste premesse la Controfinanziaria 2021 presentata oggi dalla Campagna Sbilanciamoci, una rete di 49 organizzazioni della società civile che dal 1999 analizza il testo proposto dal Governo e disegna una manovra di Bilancio dal punto di vista di associazioni e organizzazioni impegnate ambiente, istruzione, cultura, welfare, pace e disarmo, politiche economiche e fiscali, diritti, cooperazione internazionale, economia sociale e solidale. La loro “contromanovra” è fatta da 111 proposte da quasi 36 miliardi di euro per uscire dall’emergenza Covid-19 e imprimere il necessario cambio di passo per la giusta ripartenza del Paese.

Le luci

Nella Legge di Bilancio presentata dal Governo, 4 miliardi vengono destinati alla riforma fiscale (ma resta ancora da capire come sarà fatta), più di 8 miliardi in due anni all’assegno unico per la famiglia, 5,3 miliardi per la cassa integrazione, 4 miliardi per imprese e attività economiche, 215 milioni per gli asili nido e 340 per il bonus bebè. Intanto, anche nel 2021 si spenderanno più di 6 miliardi per l’acquisto e la produzione di sistemi d’arma.

1. Positive sono molte delle misure sul terreno sociale: la dotazione di 5 miliardi per l’assegno universale e servizi alla famiglia (anche se solo dal 2022), il potenziamento del trasferimento agli enti locali per gli asili nido (215 milioni nel 2021) e i servizi sociali, l’aumento dei fondi per il servizio civile. Sbilanciamoci boccia invece ilò rifinanziamento del bonus bebè, giudicando preferibile che quei soldi (340 milioni) andassero per sostenere il sistema degli asili nido.

2. Il rifinanziamento ordinario (121 miliardi nel 2021) del Servizio Sanitario Nazionale è minimo e ancora inadeguato di fronte alle necessità determinate dall’organico insufficiente e da una condizione della sanità territoriale completamente carente e su cui dovrebbe esserci un intervento molto consistente. Inoltre, parte del maggior finanziamento si deve allo spostamento della Croce Rossa Italiana nel bilancio del Ministero della Salute.

4. Positive diverse misure a favore dello sviluppo del Mezzogiorno.

Le ombre

1. La scelta di non inserire la riforma fiscale nella Legge di Bilancio, con la conseguenza di procrastinare lo scioglimento dei nodi politici.

2. L’assenza di una visione organica dei diversi interventi nell’ambito di un sistema welfare che metta al centro i Livelli Essenziali di Assistenza: preoccupa il ritardo con cui si sta affrontando il tema dei LEP nell’ambito della riforma del rapporto tra Regioni e Stato centrale. In questo contesto segnaliamo anche l’assoluta carenza dei fondi per la non autosufficienza.

3. Colpisce l’assenza di alcuna novità sul tema dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD) che pure era stato al centro della passata Legge di Bilancio. C’era la promessa di intervenire per almeno un miliardo di euro, ma di questo non c’è traccia. Inoltre, i numerosi ristori per logistica e trasporti avrebbero potuto prevedere un minimo di investimenti nella direzione del Green Deal.

4. Non ci sono riduzioni per le spese eccessive delle acquisizioni dei sistemi d’arma: ben 6 miliardi stanziati per il 2021. Spenderemo più soldi per acquistare armi che per assumere infermieri, dottori, insegnanti, personale ATA e per comprare ambulanze, respiratori e banchi per le scuole.

5. Nella Legge di Bilancio mancano misure che delineino una politica industriale. Aiuti alle imprese, senza condizioni e lasciando loro carta bianca, ma senza che – in questa Legge di Bilancio come nei precedenti decreti – si capiscano la regia e le politiche pubbliche conseguenti.

6. Ci sono pochi fondi per la ricerca (solo 65 milioni) e pochi fondi per l’università (il FFO aumenta di solo 165 milioni) e il diritto allo studio. In questo modo non si recuperano i ritardi drammatici rispetto agli altri Paesi europei. La spesa corrente per la scuola aumenta solo di 300 milioni, un importo assolutamente insufficiente.

7. Non ci sono sostanziali novità in tema di evasione fiscale, con poche misure specifiche solo per le frodi sui carburanti e sull’Iva delle esportazioni.

8. Non ci sono condizionalità per i contributi alle imprese (oltre 25 miliardi fino al 2023).

Le proposte

Il rapporto è superdettagliato nella parte di proposte. Ne citiamo solo alcune.

Proponiamo una moratoria sull’acquisto dei sistemi d’arma: 6 miliardi previsti per il 2021 da destinare alla riqualificazione straordinaria dell’edilizia scolastica e sanitaria. Vanno potenziate le risorse per il welfare e la sanità: l’assegno per il nucleo familiare deve essere anticipato al 2021, il Fondo nazionale per la non autosufficienza va portato a un miliardo di euro, va creato un Fondo stabile e separato per la Vita Indipendente, pari ad almeno pari a 100 milioni di euro. Si propone di assumere almeno 20mila tra assistenti sociali, educatori, assistenti domiciliari, psicologi nell’arco di 5 anni, con un costo della misura nel 2021 pari a 104 milioni di euro. Si chiede di rafforzare l’assistenza semi-residenziale leggera e domiciliare agli anziani, con forme di residenze per anziani di piccole dimensioni, magari organizzate in piccoli appartamenti, e di assicurare i necessari servizi di assistenza socio-sanitaria. Va aumentata la dotazione del Reddito di cittadinanza; modificata la scala di equivalenza che penalizza le famiglie con figli minori; garantirne l’effettiva fruizione per i più fragili, a cominciare dai senza dimora; va costruito con il Reddito di cittadinanza un vero diritto alla presa in carico.

Sbilanciamoci chiede l’abrogazione del Bonus Cultura, rivelatasi «una misura insufficiente a garantire l’accesso alla cultura per i giovani» e di rendere gratuito per tutti l’accesso al patrimonio museale, archeologico e monumentale dello Stato. Chiede un piano vincolante dal 2021 fino al 2025 per il superamento dei 19 miliardi di SAD e per una riconversione nei SAF, per il sostegno al Green Deal e a politiche industriali fondate sulla sostenibilità. Chiedono risorse per la scuola e l’università, con un aumento della no tax area a 30mila euro di ISEE; 8 miliardi da qui al 2025 per l’edilizia scolastica e universitaria e almeno 600 milioni di euro per rafforzare l’offerta formativa. Serve un disegno organico di politica industriale con una cabina di regia definita e trasparente (soprattutto per il Green Deal e per il Recovery Plan.

«Questa Legge di Bilancio è ancora lo specchio dell’emergenza e di una impostazione che rischia di essere confusa, senza una direttrice chiara. C’è lo sforzo lodevole di intervenire su tanti ambiti, ma sembra mancare una regia univoca, coraggiosa di fronte alle sfide enormi che abbiamo davanti, soprattutto rispetto al rilancio dell’economia e della produzione, al rafforzamento del sistema sanitario e dell’istruzione, di politiche di welfare veramente inclusive. Il nostro auspicio è che la Legge di Bilancio possa essere modificata dal dibattito in Commissione e che questa possa essere la premessa per una visione strategica dell’utilizzo dei fondi europei dal prossimo anno».

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