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Infanzia

Al via il terzo anno del progetto “Ora di Futuro”

7 Dicembre Dic 2020 1512 07 dicembre 2020
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L'iniziativa di Generali Italia coinvolge insegnanti, famiglie, scuole primarie e per i piccoli da 0 a 6 anni anche tre onlus in iniziative sulla genitorialità: L'Albero della Vita, Mission Bambini e il Centro per la Salute del Bambino di Trieste. Il terzo anno parte con l'apertura di 7 nuovi Centri in tutta Italia

“La scuola? Noi la vogliamo così: in presenza, tecnologica e laboratoriale”. Lo dicono i 50.000 bambini della Generazione Alpha, nati dopo il 2010, delle 3.500 classi di III, IV e V elementare di tutta Italia che hanno aderito al Programma “Ora di Futuro durante il periodo di lockdown.

Tecnologica per garantire le competenze digitali a tutti; laboratoriale, perché solo attraverso “il fare” secondo i bambini si impara davvero; e, infine, in presenza perché la scuola è prima di tutto luogo di apprendimento e di interazione sociale.

Per le 1.300 famiglie fragili con bambini 0-6 anni dei 16 Centri “Ora di Futuro”, ascolto, supporto e confronto sono necessari per superare il senso di solitudine e isolamento sperimentato durante il lockdown.

In due anni il progetto ha coinvolto già 80mila bambini e il terzo anno di progetto apre con l'inaugurazione di 7 nuovi Centri in tutta Italia con le Onlus L’Albero della Vita, Mission Bambini e CSB. Le scuole possono aderire gratuitamente: oradifuturo.it e weschool.com

“Ora di Futuro”, dichiara Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato della Repubblica, "è un progetto di crescita, di vita, di speranza e di solidarietà che anche quest’anno ha saputo tradursi in preziose opportunità per i bambini e le loro famiglie. L’opportunità di sentirsi meno soli e, allo stesso tempo, di acquisire nuove consapevolezze. L’opportunità di prendere coscienza delle loro potenzialità e incredibili risorse. L’opportunità di guardare al domani senza paure ma con fiducia e spirito costruttivo. Questo sono i bambini: il nostro futuro, la nostra più grande ricchezza”.

“L’obiettivo della nostra Fondazione The Human Safety Net", aggiunge Marco Sesana, Country Manager e CEO di Generali Italia e Global Business Lines, "è quello di liberare il potenziale delle persone: oggi è più che mai importante per affrontare e superare l’emergenza che stiamo vivendo e per costruire un futuro sostenibile. Con questo progetto di educazione partiamo proprio dai bambini, che rappresentano il nostro futuro. Lo facciamo allargando sempre di più la rete di impegno e competenze con istituzioni, Onlus, scuole, famiglie, agenti e dipendenti, per fornire ai bambini gli strumenti per affrontare il mondo e l’aspirazione ad avere un impatto su di esso. Questo significa agire insieme, con azioni concrete, per generare fiducia”.

“Quest’anno dovevamo fare tanti viaggi di istruzione", raccontano gli alunni della classe 4ª della scuola primaria"Pianca School" di Conegliano (TV). "Purtroppo tutto è stato cancellato a parte uno: il progetto “Ora di Futuro” ci ha permesso di compiere un viaggio tutti insieme, in
maniera virtuale, per raggiungere un’isola meravigliosa “Mauaga” e partecipare a un sacco di avventure. Per qualche settimana ci siamo sentiti di nuovo veramente vicini. Come immaginiamo il futuro? Immaginiamo di ritornare a scuola, di rivedere i nostri amici e maestre, di ritornare a
giocare nei parchi, ritornare a fare giri in bici e giocare a pallone”.

Dall’Osservatorio “Ora di Futuro” emerge così la centralità della relazione umana, che va oltre lo schermo. I bambini sono consapevoli sia dei vantaggi del digitale, che ha permesso loro di stare vicini durante il lockdown, che dei suoi limiti perché la didattica a distanza non potrà mai sostuire il rapporto tra compagni di classe e docenti, tanto importante per lo sviluppo degli apprendimenti.

Gli insegnanti e le famiglie affermano che per una didattica digitale efficace è importante il rapporto scuola-famiglia. Lo confermano anche le famiglie dei Centri di Ora di Futuro che hanno apprezzato il volontariato digitale, ma manifestano il bisogno di riprendere, appena possibile, le
attività in presenza con le Onlus.

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