Spazio Barchetta Rossa Nella Casa Circondariale Marassi Di Genova
Infanzia

Essere genitori nonostante la detenzione

9 Dicembre Dic 2020 1552 09 dicembre 2020
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Mercoledì 16 dicembre il webinar "Strade percorse e possibili sviluppi per un nuovo Metodo di intervento della genitorialità in carcere e della centralità del bambino" promosso dal progetto genovese “La Barchetta rossa e la Zebra” per raccontare l'esperienza di un nuovo Metodo di gestione della genitorialità nelle Case Circondariali Marassi e Pontedecimo di Genova e creare le basi per renderlo replicabile anche in altre carceri italiane

Nel carcere maschile Marassi e nella casa Circondariale femminile Pontedecimo di Genova, la vita dei detenuti può cambiare attraverso il rapporto che hanno con i loro figli. E i figli dei detenuti, come tutti gli altri bambini, hanno lo stesso diritto a coltivare una relazione con i loro genitori.

È per questo motivo che tre anni fa è partito il progetto "La Barchetta rossa e la Zebra”. Un'iniziativa di Rete genovese che coinvolge il Privato Sociale e le Istituzioni Pubbliche ed è sviluppata in sinergia con l'Amministrazione penitenziaria locale e dell’esecuzione penale esterna e con il Comune di Genova. È finanziato dal Bando Prima Infanzia (0-6 anni) dell'Impresa Sociale Con i Bambini.

Per raccontare l'esperienza e i risultati raggiunti attraverso un nuovo metodo di gestione della genitorialità nelle Case Circondariali Marassi e Pontedecimo di Genova e creare le basi per replicarlo anche su scala nazionale, mercoledì 16 dicembre, dalle 10.00 alle 13.00, gli enti promotori del progetto hanno organizzato il webinar: Strade percorse e possibili sviluppi per un nuovo Metodo di intervento della genitorialità in carcere e della centralità del bambino”. L’evento online è rivolto a assistenti sociali, operatori, Associazioni, Enti del Terzo settore, personale degli Istituti penitenziari, avvocati, magistrati e giornalisti (qui il modulo di iscrizione)

Capofila del progetto "La Barchetta rossa e la Zebra" è l’associazione il Cerchio delle Relazioni, coordinato, in prima linea, dalle Associazioni territoriali genovesi del Terzo Settore: la Cooperativa Sociale Il Biscione, Veneranda Compagnia di Misericordia, il Centro Medico psicologico pedagogico LiberaMente, ARCI Genova e CEIS Genova. La Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, a cui è stata affidata l’opera di riqualificazione delle aree dedicate all’incontro dei bambini con i genitori detenuti nelle due Case Circondariali, è partner e promotore del Progetto.

L’obiettivo che “La Barchetta rossa e la Zebra” ha cercato di raggiungere in questi anni è stato duplice: da una parte, favorire e rafforzare la relazione dei figli che hanno un genitore in carcere o sottoposto a misure penali alternative. Dall’altra, promuovere la cultura della centralità indiscussa del bambino che, improvvisamente, si trova a vivere in una dimensione adulta e critica come quella carceraria.

Dopo la ristrutturazione degli spazi a misura di bambino, dove i figli possono attendere il momento del colloquio in un ambiente bello, sereno, adatto alla loro esigenze, sono stati avviati momenti di formazione per i genitori detenuti, per gli assistenti sociali, e per la polizia penitenziaria per spiegare qual è la strada più idonea per entrare in relazione con i minori che vivono un momento delicato del loro percorso di crescita accentuato dall'assenza di uno o di entrambi i genitori.

I risultati dell’intervento triennale e continuativo sono stati visibili, sia rispetto all’obiettivo principale, il benessere e la centralità dei bambini, figli dei genitori detenuti, che ad una lunga serie di obiettivi indiretti tra cui la maggiore tranquillità anche da parte delle famiglie, la fiducia da parte degli agenti che hanno potuto dedicarsi al proprio lavoro con maggiore soddisfazione, sollevati da ruoli che non erano i loro, come ad esempio la necessità di soddisfare i bisogni delle famiglie, come quello di un bagno per i bambini o per il cambio del pannolino. È aumentato il numero dei bambini in visita al carcere con una forte emersione del sommerso. È aumentata la fiducia nelle Istituzioni e nella figura stessa dell'educatore, spesso confusa con quella dell'assistente sociale. Il progetto ha aiutato i genitori a trovare strumenti e parole per comunicare la detenzione ai figli e a gestire questa comunicazione in modo costruttivo con tutti i membri della “comunità educante” (insegnanti, parenti, amici). Genitori più sicuri di sé stessi e più consapevoli hanno passato immediatamente questa “forza” ai figli.

Il Webinar riconosce 3 crediti formativi per gli assistenti Sociali che partecipano all'evento almeno per l’80% del tempo. Tra gli ospiti in collegamento: Carlo Borgomeo, Presidente Impresa Sociale Con i Bambini, Elisabetta Corbucci, Coordinatrice Cerchio delle Relazioni e Capofila di progetto, Mariavittoria Rava, Presidente Fondazione Francesca Rava - N.P.H. Italia Onlus e PM di progetto, Luca Villa, Presidente Tribunale per i Minorenni di Genova, Marco Bucci, Sindaco di Genova, Maria Milano, Direttore C.C. Marassi e Domenico Arena, Direttore UDEPE.

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